doc [Campagna "Il Sentiero di Dranas"] Sessione 11
_ scritto il 27.06.2013 alle ore 15:42 _ 1267 letture
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19/06/2013

Il presente

Odio il puzzo delle prigioni: muffa, umidità, escrementi, decomposizione e sudore ti si infilano nel naso riuscendo quasi a stordirti. E poco importa se hai la fortuna di trovarti in una cella tutto sommato dignitosa, come quella in cui siamo stati rinchiusi una volta raggiunta Leucothea. Ci hanno detto che il processo inizierà tra circa una settimana, così mi sono trovata inaspettatamente libera da qualsiasi impegno e in grado di dedicarmi alla stesura di un resoconto dettagliato sul viaggio di ritorno in compagnia di Re Galar e i suoi scagnozzi.

Dove eravamo rimasti?


Il ritorno a Leucothea

Dopo averci incatenato e chiuso dentro un carro, l'intera carovana ha iniziato il lungo viaggio verso Leucothea. Purtroppo le guardie che ci hanno perquisito sono riuscite a trovare i miei attrezzi da scasso nascosti negli stivali, così le mie intenzioni di scappare sono state vanificate sul nascere. In maniera totalmente inaspettata, però, è arrivata in nostro soccorso niente meno che la mia sorellina. Ce ne stavamo lì a stuzzicare le guardie (il nostro passatempo preferito), quando in lontananza è spuntata la sua sagoma. Appena mi ha visto, Roywan mi ha lanciato una delle nostre occhiate d'intesa, impercettibili per chiunque e che ci hanno salvato la pelle innumerevoli volte. Si è avvicinata ad una guardia e ha cominciato a recitare la commedia della piccola bambina disperata e in preda agli incubi che ha bisogno del conforto della sorella maggiore. Il suo talento è fuori discussione e la guardia ci è cascata in pieno. Una volta dentro mi ha consegnato i miei attrezzi da scasso e ci ha detto che Belsheba stava organizzando la nostra fuga con dei cavalli poco fuori dal campo.

Proprio quando stavo pregustando la libertà, una delle guardie d'élite, dopo essersi sbarazzata dei colleghi col vecchio trucco del "cambio di turno", ci ha fatto una strana proposta: ha detto che ci avrebbe liberato, insieme al nostro equipaggiamento, a Roywan e ad Elara, a patto che la nostra fuga fosse il più possibile chiassosa, in modo da attirare la maggior parte delle guardie fuori dal campo nel tentativo di riacciuffarci. La cosa puzzava di marcio lontano un miglio e non abbiamo impiegato molto ad intuire i propositi di quel gruppo di ribelli: avevano senza dubbio intenzione di fare del male al Re approfittando del diversivo che gli avremmo creato con la nostra evasione. Ad un nostro rifiuto, quello che sembrava il capo tra le guardie d'élite non si è minimamente scomposto e ha preso posto intorno al carro.
A quel punto le nostre intenzioni di fuga - che tra l'altro erano poco condivise da Sturm e Hildar - erano state vanificate dal fatto che scappando adesso avremmo inevitabilmente fatto il gioco dei ribelli. Così abbiamo lasciato passare la notte e il giorno dopo ci siamo rimessi in marcia.

La notte successiva si è ripetuto lo stesso teatrino di quella precedente, con una piccolissima variante: le guardie d'élite avevano catturato Roywan ed Elara e hanno detto che le avrebbero liberate solo se avessimo acconsentito ad attuare il loro diversivo. Non avevamo più scelta. Ho velocemente aperto la porta del carro e sbloccato le catene e abbiamo iniziato la nostra fuga. Mentre ci allontanavamo, il capo delle guardie d'élite ha iniziato a diffondere l'allarme e nel giro di pochi minuti eravamo inseguiti da tre quarti dell'accampamento. Raggiunti i cavalli, esattamente dove ci avevano indicato i ribelli, abbiamo indossato il nostro equipaggiamento e aiutato Roywan ed Elara a montare a cavallo. A quel punto è successa una cosa che lì per lì mi ha lasciato interdetta: Sturm e Hildar sono tornati indietro con la precisa intenzione di fermare i ribelli e salvare il Re, sperando così che lui, mosso da sentimenti di gratitudine, allentasse un po' il guinzaglio e ci consentisse un rientro più dignitoso a Leucothea. Il ragionamento che ho fatto io sul momento era di natura più materiale: i ribelli stavano molto probabilmente andando ad assassinare il Re e niente Re, niente accusa, niente processo, arrivederci e grazie. Senza contare il fatto che se fossimo tornati tutti indietro, le guardie al nostro inseguimento avrebbero semplicemente fatto dietro front. Il nostro ruolo di esche era quini doppiamente valido: dovevamo assicurarci che i nostri compagni fossero in grado di raggiungere la tenda di Galar in fretta e senza essere visti.

Abbiamo proseguito la fuga per diversi chilometri, ma i nostri inseguitori si facevano sempre più incalzanti. Ci siamo quindi infilati nel bosco della speranza di seminarli e visto che le guardie erano sempre più vicine, Rango ha avuto un'idea che definirei efficace ma forse un po' drastica: ha creato una lunga lingua di fuoco di traverso dietro di noi in modo da bloccare, o comunque rallentare, l'avanzata dei nemici. Le fiamme hanno sortito l'effetto sperato, con un unico, minuscolo effetto collaterale: metà foresta è stata ridotta completamente in cenere. Ma sono dettagli. Ci siamo allontanati di qualche altro chilometro e poi abbiamo atteso al limitare della strada principale di avere notizie dei nostri compagni. Dopo qualche ora ci siamo diligentemente ricongiunti alla carovana di Re Galar. Hildar e Sturm cavalcavano fieramente ai lati della colonna, segno che erano riusciti nel loro folle intento. Ma ne era valsa la pena?


Il presente

Ci siamo, è la mattina del processo. Finalmente questa storia sta per finire, nel bene o nel male. Io, come sempre, mi preparo al peggio.


Qualche ora dopo

L'avevo detto che la chiave era quella maledetta scatola. Una volta aperta abbiamo potuto apprendere come si erano svolti i fatti direttamente dalla penna di Gudrud, una delle guardie al servizio di Orran. Le accuse sono immediatamente cadute e siamo stati liberati seduta stante. Era ora.

Chissà se il Re ha previsto una sorta di risarcimento morale per il trattamento che abbiamo ricevuto...


*********

Quello che segue è tratto da diari e appunti degli altri partecipanti alla sessione gdr.


Dalle memorie di Hildar

Chiusi nel carro-prigione confabuliamo sul da farsi.
Da una parte pendono le varie opzioni per la fuga: le possibilità sono diverse, ma la più grottesca è quella che ci viene presentata direttamente da una delle guardie d'elite del Re, traditori che ci libererebbero per creare un diversivo a più guardie possibili e quindi tendere un'imboscata a Galar stesso.

L'idea che più mi piace è quella di svelare il tradimento al Re, per ottenere una parziale riabilitazione e ribadire comunque la nostra intenzione di essere processati e assolti con formula piena.
Non troviamo modo per farlo, e per il momento rimandiamo la proposta al mittente.
Nel frattempo Roywan trova un escamotage per entrare nella nostra cella e consegnare a Roywyn i suoi attrezzi da scasso. Ci dice anche che Belsheba penserà a farci incontrare (anche con Elara) fuori dal campo, con cavalli già pronti per la fuga.
Le guardie d'elite si ripresentano la sera successiva, con la stessa proposta, ma stavolta aggiungono la minaccia di tenere in ostaggio Elara e Roywan.
Siamo costretti ad accettare.
I traditori ci conducono fuori dall'accampamento dove troviamo tutto il nostro equipaggiamento e i cavalli promessi, anche Elara e Roywan sono lì ad aspettarci. Ci caliamo nella parte e prendiamo il galoppo, inseguiti dalle guardie del Re, a cui i traditori hanno dato l'allarme, mentre loro si precipitano indietro, verso l'accampamento, per commettere chissà quale efferato delitto.
Ad un cenno io e Sturm giriamo i cavalli e ci lanciamo a tutta velocità verso la tenda di Re Galar, mentre tutti gli altri nostri compagni continuano la fuga.

Diversivo nel diversivo.
Arriviamo proprio nel momento in cui i traditori stanno per attaccare il Re, e senza un minimo di saggezza, come avrebbe poi detto Sturm, ci gettiamo nella battaglia. In realtà tornare a difendere il nostro carceriere è stata la cosa più leale, onorevole, ma soprattutto più saggia che potessimo fare. Me ne daranno atto tutti i miei compagni, e anche il buon Sturm.
Avuta la meglio sui traditori (ne rimangono in vita in due, e vengono imprigionati assieme ad un altro evidentemente loro complice, mai visto prima) porgo di nuovo la mia spada a Re Galar, dicendo di aver fatto il mio, e che ora avrei nuovamente accettato la sua eventuale decisione di imprigionarmi.

Il Re si dimostra degno del suo titolo, e consente a me e Sturm di cavalcare con loro. Ci rimettiamo in viaggio per Leucothea, e lungo la strada recuperiamo tutti gli altri, sani e salvi.
A Leucothea veniamo tenuti in custodia per una settimana, prima che il processo inizi, quando finalmente arriva il giorno fatidico.

E' bastato il contenuto della lettera, che riporto integralmente, a scagionarci e assolverci con formula piena. Per fortuna Smidrad, la sorella di Gudrud, era presente in aula ed ha potuto aprire lo scrigno!

Non mi soffermerò per il momento sulle parole scritte da Gudrud, che analizzerò meglio con i miei compagni, ma sottolineo due aspetti del processo su cui dovremo indagare quanto prima.
Prima che il processo iniziasse ho intravisto tra la folla il servo umano di Orran Barbaguerra, ma chiamandolo a testimoniare, era scomparso, oppure si è nascosto e ha rifiutato di presentarsi.
Quando ho poi chiamato Odrin Barbaguerra, per chiedergli se sapeva qualcosa del sogno di cui parla la lettera, e che conosciamo bene, ha negato ogni cosa. Ovviamente il riconoscimento tra noi e lui, per via del sogno, è stato immediato e reciproco.




Dal diario del Master

Diario di Gudrud L'Altissimo

Nel diario c'è una lettera non finita.

21 Erastus 3155

Cara Smidrad,
Avevo promesso che ti avrei scritto non appena sistemato e così faccio.
Dovresti vedere da dove ti scrivo! Persino in un luogo così... «aperto» credo sia la parola migliore... come Piana del Sole il nostro Principe è in grado di trovare un alloggio adatto. In questo momento mi trovo in una stanza del sotterraneo. Non ci crederai, ma è un vero e proprio dungeon. Il Principe Orran ha deciso che, se proprio deve stabilirsi da queste parti per studiare, lo farà da nano, con della pietra sopra la testa. E ha affittato questo posto. Siamo qui da due settimane e i lavori degli architetti sono quasi finiti: non solo ora abbiamo una dimora sontuosa, ma anche un'arena di allenamento. Domani dovrebbero arrivare le prime bestie e i primi mostri.
Ma sono un maleducato: tu e papà come state? Il piccolo Grondo? Io bene. Le cose qui procedono normalmente e non posso lamentarmi: la vita è varia e interessante a Leucothea.
Oggi per esempio sono stato con Othor in città per gli approvvigionamenti: dovresti vedere il mercato! Certo, quello di Gad-Nidha è splendido, ma questa gente alta ci sa fare. Non capisco come fanno a orientarsi in orizzontale soltanto, senza poter vedere le sezioni del mercato semplicemente affacciandosi a una balconata, ma se c'è una cosa che ho imparato nei miei viaggi con il Principe è che il mondo è vario.
Ora


28 Calistril 3156


La gente di qui mi farà impazzire.
Ieri sera sono uscito con Othor e qualche altra guardia per farmi due birre al Dorso di Mulo. Ci guardano come mostri. E dire che dovrebbero essere abituati ai nani: c'è una delegazione commerciale della Lega di Pietra in città, da una settimana. La terza quest'anno. Mah.
Anche quel servo umano mi sta veramente sulle palle. Ha sempre quel sorrisetto di condiscendenza che gli leverei dalla faccia a pugni, se il Principe non lo trovasse divertente.
[...]


15 Gozran 3156

Stasera io e Othor ci siamo quasi presi un colpo. Stavamo giocando a carte tranquilli, nell'atrio... e siamo saltati in piedi armi alla mano quando il Principe è tornato sconvolto dalla sua solita passeggiata per Leucothea. Di solito entra dal passaggio segreto o dal dungeon, quindi brutto segno: non è da lui mancare l'occasione di menare le mani a fine giornata. Ha spalancato la porta con un calcio e noi ci siamo alzati di scatto come ragazzini sorpresi a rubare. Ha berciato di levarci dai coglioni... cosa che abbiamo prontamente fatto.... ed è scomparso nelle sue stanze. Non lo vedevo così infuriato dall'ultima litigata con Re Galar, prima di partire per questo lungo viaggio.
Aveva un fuoco d'ira negli occhi e nello stesso tempo sembrava spaventato. Anzi, addirittura terrorizzato, se la cosa non mi sembrasse ridicola. Soprattutto per un seguace di Gorum, di sangue reale per giunta. È vero che non è il nostro ruolo porre domande, solo obbedire, ma non posso fare a meno di chiedermi cosa sia successo... anche perché, dall'altra stanza, l'ho sentito fare a pezzi il mobilio urlando insulti a «quel maledetto traditore di Odrin». Queste sono parole che nessun leale compagno d'arme vorrebbe mai sentire dal suo Principe. Ma soprattutto... cosa gli ha fatto suo fratello?


16 Gozran 3156

Stamane abbiamo ricevuto ordini strani. Persino inquietanti. Ma è il Principe e la sua volontà non si discute, si segue. Ci ha detto di portargli una «ragazzina halfling». Viva e sana. Ci ha dato un indirizzo in città e una descrizione, a dire il vero, sommaria. Ci ha detto che deve verificare un sogno che ha fatto. Avrei voluto chiedere di più, ma era infuriato e non abbiamo fatto domande.
Oggi sono anche arrivate le nuove bestie e l'architetto per le nuove trappole e abbiamo avuto altro a cui pensare. Dirigere i lavori e sistemare tutto ci ha preso l'intera giornata. Cambiare i mobili sfasciati, almeno, spetta ai servi. La stanza con il coccodrillo gli piacerà, sarà una sorpresa sia per lui che per le altre guardie. Certo però che non capisco perché il Principe continui a pagare forestieri per fare il lavoro... umani, poi... quando ci siamo io e Othor. Direi che ne sappiamo qualcosina, di ingegneria.
Orran è il mio Principe. Morirei per lui. Solo che certe volte non lo capisco.


Più tardi.

Ovviamente siamo andati. Di sera, che certe cose è meglio farle lontano da occhi indiscreti. Ma ci sono state complicazioni. Quando abbiamo bussato ci ha aperto un'umana. Siamo stati civili. Non c'è bisogno di fare violenza a nessuno se ci si presenta con educazione e si spiega la situazione. L'umana però non voleva saperne di farci vedere la ragazzina e ha cominciato a strillare. Una botta in testa ha risolto la questione. La halfling era di sopra, nascosta sotto il letto. Non voleva uscire, quindi l'abbiamo tirata fuori a forza e tramortita. Solo un po', niente di drastico. Ho odiato farlo, ma non mi è venuto in mente un altro modo. Non ci so fare con i bambini: ogni volta che Smidrad mi mette in braccio mio nipote comincio a sudare. E lei sghignazza. Ma comunque. Abbiamo preso la donna e la bambina e le abbiamo avvolte nelle coperte. Mica si può rischiare che una popolana cominci a schiamazzare di nani rapitori: meglio portarla via e offrirle un po' d'oro dopo per il suo silenzio. Siamo usciti facilmente, nessuno ci ha visto. I problemi sono arrivati dopo. Il Principe Orran ha guardato cosa gli avevamo portato ed è diventato paonazzo: a quanto pare abbiamo sbagliato halfling. Ora le due prigioniere sono in cella, i servi si occupano di loro. Il Principe sembra molto provato e parla fra sé. Sono sicuro di avergli di nuovo sentito fare il nome di Odrin a mezza bocca. Quando gli ho chiesto se andava tutto bene mi ha afferrato il polso e... che Gorum mi perdoni... aveva gli occhi di un pazzo. Ossessionato. Mi ha chiesto se sono mai stato perseguitato da incubi ricorrenti. Io non sogno mai e quindi gli ho detto di no.
Lui mi ha guardato deluso. Poi infuriato. Poi mi ha mollato il polso e si è rinchiuso nelle sue stanze.
A trovare l'halfling giusta non ci andremo io e Othor. Ci andrà Gurthag con due dei ragazzi. Il Principe ci vuole qui. Perché? Non l'ha detto. So solo che mi inquieta. Non è l'Orran che conosco. Quello che ho sempre servito, con cui sono cresciuto. Non c'è più lui dietro quegli occhi. Qualcosa si è spezzato nella sua mente. Non gli ho visto lo stesso sguardo nemmeno quando siamo quasi caduti contro gli orchetti invasori di Starr.
Aveva paura, potrei giurarlo.


17 Gozran 3156

Da ieri io e Othor siamo bloccati nella nostra stanza. Il Principe Orran è di là, nella sua. Stanotte non ha dormito: stamattina il letto era intatto. Ci ha chiesto di restare ancora in quest'ala e di attendere con lui... qualcosa, non sappiamo che cosa. Lui ha detto «il futuro».
Gurthag e altri due sono fuori per cercare la halfling. Non so quali ordini abbiano di preciso. Da quel che capisco il Principe è convinto che ci sia un legame fra lui e questa ragazza... non quella che abbiamo in cella, un'altra che dovrebbe vivere lì dove abbiamo preso la prima.
Il dungeon è quasi pronto, ci sono dei ragazzi al lavoro dentro in questo stesso momento. Ma noi non possiamo uscire.
Orran, il mio futuro Re, resta lì e attende il ritorno di Gurthag fissando la parete e mormorando fra sè. Noi ci annoiamo con lui e facciamo finta di non essere preoccupati per la sua salute mentale. Vorrei che si confidasse con noi commilitoni, almeno. Siamo sempre stati come fratelli. Che succede? Che segreti ha il mio Principe?


Più tardi

Rumori dal dungeon.
Il Principe non vuole che usciamo. Si sta comportando in modo chiaramente irrazionale. Quasi non oso dirlo: da pavido. Temo che sia colpa nostra. Mia e di Othor. Abbiamo sbagliato halfling... e da quel momento Orran sembra impazzito.
Ho personalmente ordinato attraverso la porta alle altre guardie di andare a vedere cosa succedeva. Non sono tornati. Alcuni di loro se ne sono andati sputando in terra e dandomi del codardo. Mi sono vergognato.
Quasi ho disobbedito agli ordini quando ho sentito il boato e il tremore, come un terremoto.
Il Principe non si è deciso a uscire.
Siamo ancora qui. I servi non riportano nulla. Anche i rumori sono nettamente diminuiti. Sono certo che ci sia qualcuno nel dungeon e il mio Signore si rifiuta di controllare. Non sembra in condizione di combattere. Trema.
Vorrei che Gurthag tornasse in fretta, con o senza hafling.


Smidrad, sorella mia, non so cosa stia accadendo ma sarò accanto al mio Principe fino al suo ultimo respiro, fosse anche nella vergogna. Tu sai quanto gli devo: la follia non è motivo sufficiente per soffocare la lealtà, così come nemmeno lo è, Gorum mi perdoni, la codardia. So che non è in lui. Spero solo di avere una morte onorevole, figlia dell'acciaio. Magari domani scriverò di quanto sciocche fossero le mie preoccupazioni, ma ora... dai un bacio a Grondo da parte mia.



Darsch
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