doc [Campagna "Il Sentiero di Dranas"] Sessione 16
_ scritto il 16.09.2013 alle ore 13:53 _ 1273 letture
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05/09/2013

Il combattimento è stato meno impegnativo del previsto. O forse siamo stati particolarmente organizzati, non saprei. Fatto sta che mentre Rango ha utilizzato il mantello dell'inversione di gravità per lanciare incantesimi in tutta tranquillità dal soffitto, io ho cercato di aggirare il granchione per coglierlo alla sprovvista, sfruttando anche il fiancheggiamento di Sturm e Uzzar, che come due furie stavano incalzando senza sosta il nemico. Il tutto costantemente tenuti d'occhio dal buon Hildar, che vegliava sulla nostra salute e potenziava dalla retroguardia le capacità offensive e difensive dell'intero gruppo. Come un meccanismo ben oliato, siamo riusciti con precisa determinazione a indebolire il mostro in misura sufficiente da potergli assestare il colpo di grazia, che ho avuto il piacere e l'onore di eseguire personalmente.
Non vorrei si spargesse troppo la voce (ho una reputazione da difendere!), ma comincio davvero a sentirmi a mio agio con i miei compagni, sono quanto di più vicino ad una famiglia mi sia rimasto...

Tornati a Leucothea con il bottino, ci siamo concessi una giornata per rimetterci in sesto. Ho trascorso il resto della giornata dal fabbro, che mi ha forgiato due bellissime spade nuove di zecca, e in giro per locande a provare la mia nuova moneta truccata (che, per inciso, funziona alla grande). Durante la notte è tornato a farmi visita il solito sogno ricorrente, con una variante inaspettata: al posto del nano c'era mia madre, che chiedeva a gran voce aiuto mentre sanguinava dalle orbite.

La mattina successiva ci siamo diretti al tempio di Sarenrae per dare la buona notizia. Dopo aver trafficato con lo scudo che gli avevamo portato, il priore è finalmente riuscito ad evocare Delas.


Dal diario del Master

Delas appare sotto forma eterea: i suoi lineamenti non sono ben definiti, la figura intera è offuscata e semitrasparente, ma è chiaramente lui.

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Delas: «Vi sento. Vi vedo. Ombre, figure sfocate… chi siete? Ho sentito chiamare il mio nome. Siete solo un'altra allucinazione in questo luogo di follia?»
Priore Aeneas: «Siamo chierici di Sarenrae, Santissimo.»
Delas: «Figli miei! Sarenrae sia lodata! Sapevo che ce l'avresti fatta, Galerium, vecchio mio! Quanto è passato dalla mia scomparsa?»
Il priore risponde «Io non sono Garelium, Santissimo. Sono Aeneas, priore del tempio di Sarenrae a Leucothea. Sono passati più di settemila anni da quando hai ricacciato la bestia Aktepu nell'abisso»
Segue silenzio. Poi Delas caccia un sospiro. «Non conosco questa Leucothea. Dove si trova?»
Priore Aeneas: «A poca distanza dal luogo della tua ultima battaglia, Santissimo. Nel Regno di Kalel. Il nostro è solo uno dei molti templi della Dea. Il suo culto si è diffuso per tutta Dranas.»
Delas: «Povero Galerium. Ha fatto un buon lavoro. Avrei voluto rivederlo, bere di nuovo qualcosa con lui. Ma… »

Uzzar
Si volta verso di voi con un moto di sorpresa. «Per fortuna il suo casato non si è estinto, a quanto sembra. Tu, tu sei un Uzzita: come ti chiami?»
«Uzzar»
«Un nome nobile, che riecheggia da sempre nelle sale dei palazzi di Lucebianca. Il nome del capostipite di un regno. Ma vedo che non sei solo. Voi cinque. Ora che vi percepisco so di conoscervi. Non è la prima volta che visitate Dranas. Voi siete i Sognatori.»

«Su questo piano di esistenza gli altri piani sono come… trasparenti. Passato e futuro si confondono. Le anime sono visibili sotto la carne. Le vostre sono antiche, anche se non lo sapete. La carne è un privilegio con delle limitazioni, figli miei.»

«Il sogno viene da una fonte antica, una fonte che non ha più un nome. Nemmeno io so darglielo, ma un tempo doveva essere una creatura… o una forza… molto potente. Sono in grado di percepire il sogno come… un nodo nella tela della realtà. Voi ne siete il fulcro. Quel sogno è per voi.»

«Questo piano di esistenza confonde i miei sensi e me ne conferisce altri che non ho mai avuto. Tutto è confuso, distorto, compreso il tempo e le dimensioni. Quello che vi sto per dire per me non è ancora pronunciato eppure è già detto, il futuro cambia come sabbia nel vento. È difficile discernere. Posso dirvi con certezza solo che è un grido di aiuto, la reazione a un pericolo. Proviene da Dranas, dal vostro piano di esistenza, anche se riverbera su tutti gli altri. Sicuramente, come me, altre creature ne sono a conoscenza. Quale sia il suo messaggio, però, solo a voi è dato scoprirlo. Io so soltanto che il simbolo che, nel sogno, portate sull'armatura, è un simbolo mistico di grande potere, che rappresenta coraggio, abnegazione, valore. Era da lungo tempo dimenticato anche nei miei giorni. Pochi ne erano a conoscenza e nemmeno io ne so il vero significato. So solo che Kaddak, se ancora esiste, è il luogo in cui cercare.»

Sturm
«Avverto un'anima particolarmente pura. Tu, tu sei un paladino. Il mio cuore gioisce nel sapere che una tale istituzione del bene si è mantenuta nei millenni. Ma attento: nel tuo futuro io vedo la pazzia. Dovrai essere saggio per vedere oltre la cortina della follia.»

Rango
«Tu, mago. Tu sei diverso. Tu hai dimenticato più degli altri. Vedo che non sei la persona che sei stato. C'è uno strappo dentro di te, una cesura, uno stacco. Il tuo futuro è oscuro, mago. Posso dirti che dalla tua fiducia in una donna dipenderà la tua vita. Non so altro. Quel che ti riguarda è più confuso che per gli altri.»

Hildar
«Tu, chierico, compagno nella fede. Tu sei un uomo fortunato. Lo sei sempre stato. Vivi nella grazia di Sarenrae e questo ti sarà di grande aiuto se troverete la fonte del sogno. Sappi però che la tua fede verrà messa alla prova così duramente che desidererai la morte.»

Roywyn
«Tu, hobbit. Tu hai una mente agile quanto le tue mani, ma il tuo cuore è ombroso. Cerchi tua madre. Se rimarrai salda in questo proposito potresti spezzare ciò che nemmeno i millenni hanno potuto scalfire.»

All'improvviso Delas urla «sono di nuovo qui. Attenderò la vostra prossima chiamata!» e sparisce roteando la mazza.



A questo punto non rimaneva che decidere il da farsi. Dopo una breve riunione di gruppo abbiamo optato per visitare la biblioteca di Kaddak, nella quale molto probabilmente avremmo trovato indizi, proprio come suggerito da Delas. L'organizzazione e l'acquisto di tutto il necessario ha richiesto una buona mezza giornata, ma siamo riusciti a partire piuttosto in fretta e mentre scrivo stiamo procedendo a passo spedito.

Darsch
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