doc [Campagna "Il Sentiero di Dranas"] Sessione 27
_ scritto il 12.03.2014 alle ore 10:28 _ 1397 letture
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05/03/2014

La nostra notorietà si è sparsa e amplificata per tutta Dorka Morka ad una velocità che francamente ha stupito anche noi. Visto che per le ricerche avevamo bisogno di una certa discrezione, siamo stati costretti ad indossare mantelli e cappucci in modo da nascondere il più possibile le nostre fattezze ed evitare così di essere assaliti da cittadini entusiasti ad ogni angolo di strada. Abbiamo iniziato le indagini sul cugino elfico del bandito cercando di carpire informazioni nelle locande più malfamate della città, stando bene attenti a non farci mai vedere in gruppo. All'interno di una di queste l'attenzione di Sturm è stata catturata da un paio di elfi ubriachi che giacevano per terra vicino ai loro tavoli. Mentre lui stava indagando, io analizzavo con professionale perizia un grosso e gustoso boccale di birra fresca. Dopo qualche minuto è entrato Hildar e si è seduto al mio tavolo, rivolgendomi un eloquente cenno d'intesa. Dovete sapere che esitono diversi tipi di occhiolino: saluto, generica complicità, allerta, divertimento, richiesta di attenzione e così via. Quello era l'occhiolino della rissa. Il mio preferito. Nel giro di qualche secondo ci siamo ritrovati avvinghiati in terra sopra una pozza di birra (la mia), con diverse sedie e tavoli rovesciati per effetto domino. Proprio quando stavo per assestare il cazzotto della vittoria (sempre per finta, s'intende... ) Uzzar ha fatto irruzione nella locanda vestito da guardia cittadina e ha iniziato a sbraitare frasi sconnesse da cui sono riuscito solo a capire che a) la legge era lui, b) eravamo tutti in guai seri e c) dovevamo seguirlo immediatamente per ulteriori accertamenti. Terminato il monologo, il possente uzzita ci ha trascinato fuori dalla locanda, caricandosi sulle spalle i due elfi storditi dall'alcool. Arrivati in caserma, io e Hildar ci siamo dati una sistemata (stranamente avevo più lividi io... ) mentre Uzzar faceva del suo meglio per interrogare i due malcapitati, cercando di tirar loro fuori più informazioni possibili sulla setta e sull'elfo che stavamo cercando.

Intanto Sturm era uscito e si stava dirigendo verso un'altra locanda quando si è imbattuto in un elfo un po' trasandato che era appena stato buttato fuori da un grosso energumeno. Purtroppo a nulla è valso dimostrarsi affabile e generoso (anche a livello economico), perché appena l'elfo - che diceva di chiamarsi Nefertum - ha riconosciuto chi si celava sotto il cappuccio, è impallidito e ha iniziato a correre a gambe levate.

Il nostro interrogatorio improvvisato ha dato qualche piccolo frutto: la proprietaria di un ospizio per poveri non lontano da lì, un'orchessa di nome Lady Rodan, forse avrebbe potuto darci qualche informazione utile riguardo la setta della Chioma di Fuoco. Una volta riuniti ci siamo diretti immediatamente da lei. L'abbiamo trovata intenta a servire cibo ad una considerevole massa di disperati. Quando ci siamo avvicinati per chiederle un colloquio privato ci ha mollato una pentola ed un mestolo dicendoci "prima servite, poi parliamo". Fortunatamente la nostra fama ci aveva preceduti anche in questo posto dimenticato dagli dei e, non appena Lady Rodan ci ha riconosciuti, ha subito interrotto quello che stava facendo e ci ha accompagnato nelle sue stanze private. Ci ha confidato che conosceva perfettamente la setta della Chioma di Fuoco, perché il suo defunto marito ne era stato uno dei pilastri portanti circa 70 anni prima e lei stessa ne abbracciava gli ideali. Ma al tempo stesso non aveva idea di chi si celasse dietro i focolai che si erano riaccesi negli ultimissimi anni, né a quale scopo si stessero muovendo quelle persone. L'orchessa sembrava sincera, per questo motivo l'abbiamo ringraziata e lasciata ai suoi doveri. Tuttavia Hildar è rimasto piuttosto dubbioso da quell'incontro e continuava a ripetere che secondo lui Lady Rodan nascondeva qualcosa.

Di nuovo tra le strade di Dorka Morka, ci siamo diretti verso la locanda davanti alla quale Sturm aveva incontrato Nefertum. Gli avventori all'interno non sapeva nulla ma, mentre cercavamo di scucire loro qualche informazione, un incaricato del palazzo governativo mi ha comunicato che l'indomani al tramonto ci sarebbe stata una grande festa in nostro onore, con fuochi d'artifcio, banchetto, musica e consegna di medaglie al valore come ringraziamento per i servigi offerti alla città e ai suoi abitanti. Stando così le cose, e visto che non dormivamo da più di 24 ore, abbiamo deciso di ritirarci in locanda e schiacciare un pisolino.
Ci siamo svegliati intorno alle 2 del pomeriggio, freschi e riposati, e abbiamo proseguito le nostre indagini. Dopo qualche chilometro, in corrispondenza di una grossa piazza, Sturm ha scorto in lontananza Nefertum. L'elfo ci ha immediatamente riconosciuto ed ha iniziato a correre in un vicolo. Data la natura labirintica di Dorka Morka, ho pensato di seguirlo sfruttando le mie doti acrobatiche sviluppate a Leucothea, così mi sono arrampicata sulla prima parete a disposizione e sono partita all'inseguimento dai tetti della città. Il fuggitivo ha svoltato qualche angolo, cercando di far perdere le tracce, dopodiché si è infilato in un tombino, sparendo così dalla nostra vista. Ovviamente non ci abbiamo pensato neanche un secondo e l'abbiamo seguito nelle fogne.

Il nostro inseguimento è durato poco: percorsi un paio di bui e umidi corridoi, il fuggitivo è entrato in una grossa sala cilindrica con una stretta passerella a collegare le due estremità. Mentre la percorrevo Nefertum ha raggiunto la porta dall'altra parte della sala, ha imboccato un tunnel laterale ed è sparito, lasciandoci con una brutta gatta da pelare: la paratia di spesso metallo dalla quale eravamo entrati e quella verso cui ci stavamo dirigendo si sono infatti chiuse con un grosso boato, lasciandoci intrappolati in quella sorta di grossa cisterna. Dando una rapida occhiata sopra di noi abbiamo notato che c'erano diverse grate di ferro ad altezze variabili sulla parete circolare della sala da cui usciva un costante flusso d'acqua. Dovevamo sbrigarci se non volevamo morire affogati. Sturm ha preso in mano le redini della situazione e, grazie a un'ardita combinazione del suo anello della Caduta Morbida con il Mantello dell'Inversione di Gravità (senza contate non poca agilità, insospettabile in un bisonte come lui), si è librato in volo ed è riuscito con pura forza bruta a svellere dal muro una delle grate, dalla quale siamo poi comodamente riusciti a uscire. Perlustrando con più attenzione il dedalo di cunicoli, siamo riusciti a girare intorno alla sala cilindrica e ci siamo ritrovati negli stessi corridoi percorsi poco prima dall'inacciuffabile elfo. Trovato il comando delle paratie, le abbiamo sbloccate per assicurarci una strada più diretta al nostro ritorno.
Mentre vagavamo per le gallerie abbiamo notato la presenza di simboli della Chioma di Fuoco di due colorazioni distinte. Era una tecnica che avevo già visto nei bassifondi innumerevoli volte, per questo ho proposto di cercare e raggiungere l'intersezione delle aree delimitate dai due tipi di simboli. Una volta trovata siamo saliti in superficie e ci siamo ritrovati davanti ad un grosso palazzo molto vecchio ma tutto sommato in buone condizioni, come se fosse stato volutamente lasciato in apparente abbandono. Sembrava deserto.

Purtroppo però si era fatto tardi ed era quasi ora di presentarci alla nostra festa, ma io e Hildar eravamo morbosamente attratti da quell'edificio, così abbiamo deciso di separarci: noi avremmo dato una sbirciatina e avremmo raggiunto Sturm e Uzzar a cerimonia già iniziata.
L'interno del palazzo era piuttosto polveroso, ma facendo attenzione si potevano scorgere alcune tracce di passaggi recenti. Seguendo una di queste siamo giunti a un grosso cortile interno, circondato da colonne e con una fontana al centro. Numerosi simboli della setta erano dipinti sulle pareti, ma uno in particolare ha attirato la mia attenzione: era in un angolo nella parte inferiore della fontana e sembrava orientato in modo da indicare un punto preciso. Scostato qualche cespuglio ho trovato una strana pietra che in realtà si è rivelata essere un ingegnoso pulsante. Una volta premuto abbiamo sentito un rumore meccanico provenire da un angolo del cortile: si era aperta una grata nel pavimento. La cosa era tremendamente eccitante. E pericolosa. Ma più eccitante che pericolosa, così ci siamo precipitati in fondo alle scale.

Nel frattempo i prodi Sturm e Uzzar, dopo essersi ripuliti e profumati a dovere (si fa per dire... le fogne lasciano un certo odorino, quando ci strisci dentro), si sono recati presso il palazzo governativo e in quel momento erano occupatissimi a mangiare, bere e divertirsi, il tutto mentre nella sala veniva diffusa una piacevole musica e gli occhi di tutti gli invitati erano chiaramente rivolti agli eroi di Dorka Morka. Al termine del banchetto il consiglio al gran completo ha invitato i nostri sul palco per la cerimonia di assegnazione delle medaglie. Ed è proprio in quel momento che la situazione è precipitata inesorabilmente: dalle balconate della sala sono piovuti grossi barili di olio e una gragnola di dardi incendiari ha trasformato la sala in un inferno di fuoco. Fortunatamente Sturm e Uzzar hanno impiegato solo qualche istante a capire che erano tutti finiti in un'imboscata architettata ad arte e si sono immediatamente precipitati sul palco. Appena in tempo, perché la seconda scarica di dardi era indirizzata proprio al Consiglio. Tre membri su cinque sono caduti al suolo trafitti alla gola e al petto, gli altri due (tra cui Darium, il nostro amico ora a capo del Consiglio) sono stati salvati all'ultimo momento. Il fuoco stava letteralmente divorando la sala, ma fortunatamente l'uscita non era compromessa e gli invitati si stavano già precipitando fuori.

La stanza sotto la botola era piccola e spoglia. Dopo un'attenta analisi sono riuscita a trovare un passaggio segreto che dava su un corridoio completamente buio che sembrava non finire mai. Ritrovato il lume della ragione e soffocata la nostra brama di esplorazione, abbiamo deciso che forse era più saggio proseguire con tutto il gruppo, così siamo usciti e ci siamo diretti verso il ricevimento. Arrivati al palazzo abbiamo trovato una situazione inaspettata: un fumo denso usciva dalle finestre del piano terra, la maggior parte delle persone gridava in preda al panico e una folla di gente si era radunata nel giardino antistante la porta principale mentre un gran via vai di guardie con secchi d'acqua occupava il resto dello spazio. Preoccupati per i nostri amici, ci siamo fatti strada nell'anticamera adiacente alla sala da cerimonie e lì abbiamo incrociato Sturm e Uzzar intenti a trasportare Darium e un altro membro del consiglio. Una volta venuti a conoscenza dell'accaduto, ci siamo precipitati ai piani superiori per perlustrare le balconate. L'unico a scorgere qualcosa è stato Hildar: ha sorpreso uno degli assalitori mentre usciva dalla finestra e senza esitare un secondo gli ha lanciato contro un incantesimo di blocco. Purtroppo la sfortuna ha girato dalla parte sbagliata e invece di cadere verso il lato interno il malcapitato è precipitato dall'altra parte, sfracellandosi al suolo. Per accertarsi che fosse morto Hildar si è affacciato alla finestra ed è stato colpito alla gola da un complice in fuga sul tetto. Strappatosi il quadrello dal collo come se niente fosse, l'implacabile chierico ci ha avvisato gorgogliando per poi dedicarsi alla sua ferita.

Io e Sturm eravamo i più vicini al tetto. Usciti dalla porta abbiamo visto i fuggitivi scivolare verso il palazzo adiacente utilizzando una corda tesa tra i due edifici. Mi sono immediatamente precipitata sulla fune utilizzando la spada per prendere velocità, ma nella foga del momento ho commesso un errore clamoroso: ho dimenticato la regola base di un inseguimento su strutture sospese, ossia che il primo ad arrivare dall'altra parte ha totale controllo su chi ancora è appeso. La lama del coltello ha balenato per un attimo, riflettendo la luce della luna. L'istante successivo uno schiocco secco mi ha confermato che la corda sulla quale stavo procedendo era stata tagliata e la terra sotto di me ha iniziato a salire a velocità vertiginosa. Per fortuna - se di fortuna si può parlare - sono riuscita ad aggrapparmi alla corda e il punto di ancoraggio nel palazzo dal quale provenivo ha frenato leggermenta la caduta, facendomi schiantare sulla parete esterna.

Non ho ricordo diretto di quello che è accaduto dopo, perché ero ridotta piuttosto male. Sturm ha descritto gli avvenimenti successivi più o meno in questo modo: "Appena ti ho visto precipitare ho utilizzato i miei oggetti magici per fluttuare verso i fuggiaschi e grazie alla spinta che avevo accumulato nella discesa sulla fune sono riuscito a raggiungerli. Avresti dovuto vedermi: un angelo vendicatore che scagliava frecce dal cielo, una roba troppo epica! Sono riuscito a ferirne uno, più volte, ma non a sufficienza da farlo svenire. Purtroppo si è fatto esplodere farneticando frasi sconnesse inneggianti Sarenrae. Peccato, cazzo."

Ripresa conoscenza e rimessi a nuovo da Hildar, abbiamo deciso che visti gli ultimi avvenimenti non era il caso di indugiare oltre: ci siamo diretti al palazzo abbandonato convinti a dare una sonora lezione ai membri della Chioma di Fuoco. Il corridoio era piuttosto lungo - più o meno 1 chilometro in direzione sud, fuori dalle mura della città - e conduceva ad un dedalo di corridoi e stanze piene di trappole e giganteschi esseri non morti dalla testa di toro. Forse la cosa era più complicata del previsto...

Darsch
_ chiavi di lettura:campagne gdr

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