doc [Campagna "Il Sentiero di Dranas"] Sessione 35
_ scritto il 23.06.2014 alle ore 10:45 _ 1419 letture
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18/06/2014

Roywyn,
non so se ti ricordi di me. Ho vissuto con la tua troupe per un breve periodo e ricordo quei tempi con dolcezza. Non ero con voi quando foste assaliti dagli orchetti, ma so tutto della tua triste storia: me l'ha raccontata un sopravvissuto all'attacco. Ti scrivo perché durante i miei viaggi ho incontrato tua madre Camara. Era viva, anche se non so se lo sarà ancora quando riceverai questa lettera. E' tenuta prigioniera da un Signore della Guerra di Starr. Non so dove di preciso, ma forse ho modo di aiutarti a scoprirlo in nome della felicità che mi avete donato.

Se vuoi parlare vieni a trovarmi a Okania. Non sono famoso come te, ma non sono difficile da trovare: cerca la locanda del Verme Corazzato e chiedi di Modicus.

Ti aspetto.

E' viva. Forse mia madre è ancora viva! Non sto più nella pelle, aspettavo questo momento da non so più quanto tempo. Devo assolutamente incontrare Modicus, il prima possibile.

Tutto il resto non ha più importanza...

*********

Quello che segue è tratto da diari e appunti degli altri partecipanti alla sessione gdr.


Dalle memorie di Hildar

Dopo aver perquisito l'unico cadavere, ci apprestiamo a tornare a Leucothea, per fare rapporto e studiare le mosse successive. Tra gli altri oggetti rinvenuti sul corpo, siamo incuriositi da questo foglio:

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Decidiamo di non percorrere la strada dell'andata, per evitare di dover attraversare nuovamente l'Oligarchia di Findel. Seguiamo quindi il confine esterno fino a Midia, dove cerchiamo una locanda per la notte. Lungo il tragitto ci fermiamo in un villaggio per acquistare dei mantelli con cappuccio, per passare quanto più inosservati possibile, in caso di necessità.
La locanda prescelta è il tipico dopo-lavoro per minatori, gente che lavora sodo e che vuole solo distrarsi un po' dalle fatiche del giorno. Non ci sono traffici strani, risse o quant'altro di indecoroso possa disturbare il nostro passaggio. Tuttavia ascoltiamo i discorsi degli avventori per capire un po' che aria tiri da queste parti. Ci si lamenta del fatto che la Regina, tale Mikella, nobile elfa originaria del vicino regno di Lendi, abbia a cuore più le vicende della sua terra natia che quelle del regno di Midia, tanto che pare stia pensando di inviare truppe e aiuti per la sua patria, flagellata da non meglio specificati disordini interni, trascurando così - a detta dei popolani - le necessità di Midia, che si prepara ad affrontare un inverno terribile.
Quattro uomini piuttosto nerboruti, seduti ad un tavolo poco distante da noi, non hanno fatto altro che scrutarci fin dal nostro ingresso nella locanda. Roywyn alza un boccale in loro direzione, e uno di loro risponde composto al saluto.
Poco dopo l'uomo si avvicina e ci chiede se può sedersi al nostro tavolo. Accettiamo incuriositi.
Ben presto le carte si scoprono, si tratta di un ex suddito degli Uzziti, tale Cadmus figlio di Somo, anche lui felicemente sorpreso di vedere l'unico legittimo erede al trono ancora vivo e battagliero. Veniamo aggiornati sulla situazione: Lord Urdak, a capo di circa 500 uomini (tra cui servono anche i nostri), non è particolarmente ben visto, molti sono i nostalgici che rimpiangono i tempi in cui gli Uzziti governavano con giustizia le loro terre. Lo stesso Urdak è a dir poco terrorizzato dalle voci che vogliono Uzzar ancora vivo. Cadmus raccomanda massima prudenza e discrezione per Uzzar.
Ci congediamo raccomandandoci a nostra volta di non spargere troppo la voce, né di intentare azioni di qualsiasi tipo finché i tempi non saranno maturi. Uzzar tornerà per ristabilire le cose. Nel frattempo, mi terrò periodicamente in contatto magico con loro e ci aggiorneremo sul da farsi.
Con la coda dell'occhio noto un ragazzino che dopo aver assistito alla conversazione, esce di gran volata dalla locanda. Faccio un cenno a Roywyn di inseguirlo, ma dopo un po' la halfling torna con un nulla di fatto.
Decidiamo di cambiare locanda, scegliendone una vicina, e facendo doppi turni di guardia.
La notte, fortunatamente, passa tranquilla.

L'indomani partiamo all'alba, dopo aver acquistato cavalli leggeri e lanciandoli a marcia forzata verso Leucothea, che raggiungiamo in tarda notte.
Sturm ha ricevuto una lettera piuttosto interessante, mentre Roywyn è turbata dalla sua corrispondenza: una sua vecchia conoscenza, Modicus, dice di aver visto sua madre viva, anche se prigioniera, e propone di incontrarlo a Okania, nel Principato di Odàn, per saperne di più.

È il momento di fare rapporto al priore.
Scopriamo così che il fiume Inchiostro ha cambiato colore. Da nero che era è diventato rosso. Il Priore pensa che possa avere qualcosa a che fare con le nostre vicissitudini nel tempio di Asmodeus, dato che si trova proprio alle sorgenti del fiume, ma il perché e il come rimangono oscuri. Un altro problema su cui i saggi convenuti a Leucothea, che cominciano ad arrivare in gran numero, potranno arrovellarsi.

Purtroppo non abbiamo con noi la Pietra del Focus, né abbiamo indizi per proseguirne la ricerca. Possiamo solo ipotizzare che Erebor l'abbia portata con sé nella sua forma umana nel piano di esistenza da cui proveniva il drago d'ottone, per cui si potrebbe tentare di riportarlo nel nostro piano, consapevoli del fatto che il drago, reincarnatosi in quel corpo decrepito, non sarà certo contento...

Il globo rinvenuto nella caverna è un Globo della Viverna, artefatto antichissimo e potentissimo, di valore effettivamente inestimabile perché, semplicemente, non se ne vede uno da millenni. Decidiamo di lasciarlo al tempio per il momento. Informiamo infatti il priore che vorremmo ripartire immediatamente per Okania e dare supporto a Roywyn per la sua incombenza. Nel frattempo il priore studierà le informazioni che gli abbiamo fornito per proseguire la ricerca della pietra del focus.
Infine, il priore ci informa che le pergamene di Asmodeus sono dei rituali malvagi e pericolosissimi, e devono essere tenute al sicuro e ben serrate...

Durante la nostra riunione con il priore accade un fatto piuttosto inusuale. Di norma a nessuno sarebbe stato permesso di interromperci, tuttavia, all'annuncio di un accolito, il priore si produce in mille moine nei confronti di Lady Endiran, figlia di Lord Jenus di Piana del Sole, uno dei vassalli di Re Jorel (Regnante di Kalel, la cui capitale è Leucothea). La ragazza, bellissima, è una dama di compagnia della Regina Liara (Moglie di Re Jorel) ed appena saputo del nostro ritorno ha insistito tanto per conoscerci. Durante le presentazioni di rito, la fanciulla mi passa di nascosto un bigliettino.
Con mio grande stupore si tratterebbe di un appuntamento... la fanciulla vorrebbe incontrarmi da sola, alle 11 di stasera, perché è molto interessata ad approfondire il culto di Sarenrae.

Dopo esserci congedati dal priore, ed aver subito le immancabili battute goliardiche dei miei compagni (Roywyn compresa!!!), decido di non dare seguito alla proposta.

Informo il mio amico Arlott dell'invito, e gli chiedo di recapitare la mia risposta a Lady Endiran nell'ora e nel luogo dell'appuntamento. Questa la mia lettera:

Gentile Lady Endiran,
mi scuso prima di tutto per essere dovuto ricorrere ad una terza persona per recapitarvi questo messaggio, purtroppo il dovere mi ha chiamato a ripartire immediatamente per affari urgenti e gravissimi.
Il vostro invito mi lusinga, ma più di tutto è il vostro interesse per il tempio a costituire per me la gioia maggiore.
Mi dispiace di non poter attendere personalmente al vostro indottrinamento, ma il mio impegno mi porta costantemente a viaggiare: la mia fedeltà a Sarenrae mi obbliga a mettere tutte le mie risorse, fisiche, mentali e spirituali, a completa disposizione delle necessità della nostra amata Dranas. La stabilità spirituale e l'affermazione degli ideali e principi della nostra divinità sono l'unica cosa che catalizza la mia attenzione.
Forse data la vostra giovane età, chi vi vuole bene sta tenendovi più lontana possibile dalle preoccupazioni, per cui potreste non essere al corrente che i tempi sono diventati davvero bui per Dranas.
È per questo che i miei studi, le mie ricerche, mi portano spesso ad imprese a volte proibitive, che mettono continuamente a rischio la mia vita e quella dei miei fratelli. D'altra parte, per la mia indole non riuscirei a dare il meglio di me dedicandomi allo studio e alle attività tradizionali dei chierici del tempio.
Forse fra qualche tempo...!

Vi affido dunque ad Arlott, per me più di un fratello, perché possa indicarvi una guida più esperta negli studi di quanto non possiate fare in un chierico "d'azione", quale sono e sarò sempre.

Vi saluto rinnovandovi ancora la raccomandazione a continuare il vostro cammino sulla strada verso Sarenrae. Al tempio troverete sempre un posto sicuro e illuminato dalla Lucente nella giustizia e la benevolenza.

Umilmente Vostro,
Hildar di Valor.

Passiamo il pomeriggio in città, nelle questioni relative alla compravendita degli oggetti e l'equipaggiamento recuperato nell'ultima settimana.
L'indomani, all'alba, ci mettiamo in viaggio per Okania.
Nuvole nere si avvicinano minacciose e poco dopo la nostra partenza inizia a piovere in maniera battente. Dopo aver percorso circa 20 chilometri, la nostra attenzione viene attirata da una zona, nella campagna ad est della strada, che sembra non essere investita dalla pioggia. Ad uno sguardo più attento capiamo che si tratta di quelle creature invisibili che ci hanno assalito in più di un'occasione. Senza perderci in chiacchiere, ci lanciamo all'attacco.
Le creature si concentrano su Uzzar, ignorando completamente noi altri.

Devo intervenire ben tre volte con incantesimi di cura per evitare che l'Uzzita venga sopraffatto dalle morse e gli attacchi dei mostri, prima che questi cadano sotto i nostri colpi. Dai loro cadaveri rinveniamo i soliti biglietti recanti il nome di Uzzar e i piccoli medaglioni di legno con lo stemma degli uzziti che li accompagnano.

Che questa caccia all'Uzzita sia in qualche modo correlata con gli avvertimenti degli ufficiali a Midia?



Darsch
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