doc Starbucks in Italia- considerazioni
_ scritto il 01.03.2017 alle ore 15:52 _ 67 letture
Fermo restando che le polemiche sull'apertura di Starbucks in Italia sono assurde a prescindere, visto che fino a prova contraria il mercato è libero e se non ti piace l'idea, per qualche oscuro motivo, basta che non ci entri. Fermo restando anche che questi signori vengono qui e creano centiaia di posti di lavoro, pagano le tasse e ti abbelliscono pure piazza Duomo a Milano.

Ma avete capito che cosa vuole fare Starbucks di preciso? Una cosa grossa chiamata Roastery (http://buff.ly/2lqyCtJ), una specie di torrefazione-caffetteria unica nel suo genere, ce n'è solo un'altra a Seattle. Citando il fondatore sul Corriere (http://buff.ly/2lqCcE2): "il cliente vedrà tubi che attraverseranno i soffitti nei quali passano i grani. Potrà comprare le miscele e i nostri prodotti legati al marchio. Poi ci sarà la tecnologia: wifi super veloce, musica con i partner di Spotify, servizi di pagamento fintech. Ci saranno cinque nuovi caffè realizzati con tecnologie ideate da noi, oltre al tradizionale espresso. Ci sarà per esempio il nitro caffè, infusioni di caffè e bevande fredde". Il tutto in un locale di 2500 mentri quadri arredato in modo molto elegante.

Insomma, dovremmo essere contenti che un'azienda internazionale del genere, che tra le altre cose produce il suo caffé, voglia aprire una sua esclusiva torrefazione proprio qui da noi. O no?
Darsch
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