doc [Campagna Star Wars 1998-1999] Sessioni 17 e 18
_ scritto il 04.05.1999 alle ore 21:00 _ 1605 letture
REBELLION JOURNAL Vol. 2 by Darsch

Fizban continuava a vagare per il boschetto…senza meta…senza la minima speranza di rivedere i suoi compagni. E come al solito doveva piscià!! Si fermò davanti ad un albero e iniziò ad innaffiarlo di liquido giallognolo. Improvvisamente ebbe un capogiro e tutto quello che lo circondava, gli alberi, i cespugli, il terreno, cambiò velocemente forma. Si ritrovò sospeso nello spazio e nel tempo, in mezzo a pianeti, meteoriti e vuoto intergalattico. Terrorizzato si accorse che si era pisciato addosso: “Mapporc…ma che cazzo è, ao!?!? Eppure ho smesso di fumare le canne da almeno 4 giorni!!!!”.
Senza neanche accorgersene si ritrovò all'interno di una specie di labirinto, le cui pareti erano in realtà dei cespugli fittissimi. “Fiiiiiiico! Tipo Shining!!”.
Si incamminò per gli intricatissimi corridoi e ci mise zero a perdersi. Era strano: gli era capitato più volte di cambiare idea e girarsi per tornare indietro, ma quando guardava alle sue spalle, il labirinto era cambiato. “Madooooo! ‘sta roba te intrippa però!!”. Improvvisamente si aprì un'apertura sul terreno… “Bella!! Così uso ‘a telecinesi! Mo ve faccio vedè io!!”.
Fizban iniziò a lievitare e si calò piano piano all'interno del buco. Purtroppo non ce la fece a sostenere il proprio peso troppo a lungo, e precipitò, andando a finire niente meno che all'entrata del boschetto dove era, fino a qualche ora prima, prigioniero. Dolorante si mise a sedere ed intravide lontana la sagoma di Gandalf.
“Bella Ga'!!!!! Te stavo proprio a cercà!!! Senti che rima che ho fatto!! So' forte, eh?!”
“Salute a te Fizban…qual buon vento ti porta qui?”
“Eh, ‘o sai che c'è? Me so' perso!!”
“Ti sei perso?”
“Si, te stavo a cercà quando so' finito in mezzo a li pianeti e a le meteore e poi dentro un labirinto strano…”
“Labirinto? Pianeti e meteore? Sicuro di star bene?”
“Che non ce credi? Vie' qua allora, te faccio vede'…”
Lo prese per il braccio e lo portò all'interno del boschetto.
“Ecco…stavo qui quanno che tutto s'è sparito e me so ritrovato in mezzo allo spazio e poi ner labirinto…”
“Uhm…e io dovrei crederti? Conosco questa luna come le mie tasche, e non ci sono ne' labirinti ne' tantomeno ‘varchi extra-dimensionali'! Vuoi un consiglio? Fatti una bella dormita…ne hai bisogno!!”
“Ma guarda te…ah Gandarf, nun c'oo fa' ‘o splendido, abbassa la cresta che io non te sto a riccontà fregnacce!!!”
Ma Gandalf non lo sentiva…si era ormai incamminato ed era già parecchio lontano. Fizban si alzò in piedi e lo seguì…almeno adesso era in compagnia.

Nel frattempo Chew-gehnna venne a sapere che il suo pianeta, Wookiee, era stato saccheggiato e che avevano preso il 90% di abitanti. Propose al resto del gruppo di passare di lì e gli venne detto che ci sarebbero andati dopo aver fatto un salto su Endor, il pianeta dove avevano scovato quello strano laboratorio sotterraneo.
Partirono a bordo di un Escort Shuttle capitanato da Darsch e arrivarono dopo qualche giorno di iperspazio. Il pianeta era esattamente come lo avevano trovato. Atterrarono in una radura vicino all'ascensore, incaricarono uno Wookiee che era venuto con loro di tenere gli occhi aperti e di avvertirli in caso di pericolo, e scesero.
All'interno del complesso tutti i macchinari erano spenti. Non servirono a nulla le dita di Azatoth, ormai abituatissime a premere pulsanti a caso. Notarono che una delle porte dei corridoi era sbarrata. “Ci penso io!” gridò Chew-gehnna e nel giro di qualche secondo era per terra…svenuto a causa del colpo di e-web da lui stesso sparato. “Beh, almeno la porta l'ha distrutta!!”
Anche in quell'ala era tutto spento: macchinari, luci, persino i gabinetti: “Se c'era Fizban si sarebbe sparato!! Quello deve sempre piscià!”.
Darsch notò che il famoso tapis-roulant che avevano notato l'ultima volta che avevano fatto visita a questo posto, era aperto. Spento, ma aperto. Lui e Azatoth decisero di scoprire dove portasse. “Aspetta – disse quest'ultimo – dobbiamo lasciare qualche indicazione a Chew-Gehnna, sennò quando si sveglia e non ci trova chissà cosa può pensare!”. Impugnò il fucile e si mise ad incidere sul muro delle indicazioni:

img

“Ecco! Così capirà che siamo entrati nel tunnel e non si preoccuperà per noi!!”
I due si infilarono nello stretto cunicolo, Darsch davanti e Azatoth dietro, e iniziarono a strisciare.
Mezz'ora dopo Chew-gehnna si svegliò. Non trovando nessuno, e non capendo cosa diavolo significassero quegli strani simboli presenti sul muro, si diresse verso l'ascensore, distrusse la porta in cima e uscì fuori. Raggiunto il suo simile alla nave, gli chiese se andava tutto bene.
“Ma dove diavolo eravate?! E' un'ora che vi chiamo!”
“I commlink non funzionano…ci deve essere un forte campo magnetico. Cos'è successo?”
“Guarda tu stesso!!”
Chew-gehnna alzò la testa e vide un piccolo puntino nero vicino al sole.
“Che cosa è?”
“Non lo so di preciso, ma data la grandezza, temo che sia una di quelle spaventose navi di cui mi parlavate durante il viaggio!”
“Oh no! Devo avvertire Darsch e Azatoth…torno subito, tieni gli occhi aperti!”
Lo wookiee si precipitò di sotto e iniziò a battere dei colpi sulla parete del tunnel con la sua vibro-ascia.
TUM-TUM-TUM
“Che è?” si chiese Azatoth.
“Boh! Non ne ho idea!” disse Darsch
“Non è che qui sta crollando tutto?”
“No, ma dai…non ti preoccupare”
“Io c'ho paura!!”
“Muoviti!! Sennò mollo una scureggia come prima, eh?”
“Oddio ti prego no!!!! Mi muovo, giuro! Basta che non spari un loffa come quella…non sono sicuro di resistere questa volta!”
“Ecco bravo…cammina va…”
TUM-TUM-TUM-TUM-TUTUM
“Non sarà mica Chew-gehnna che ci chiama…?”
“Mmhh…puoddarsi…però ormai siamo arrivati fin qui…non mi va di tornare indietro!!”
“Si è vero…sono tre quarti d'ora che camminiamo…ormai saremo quasi arrivati…”
[ …qualche ora dopo… ]
“Meno male che eravamo arrivati!!!!”
“Dai non ti lamentare…guarda lì…”
Qualche metro più avanti intravidero una stanza. Era piena di casse e aveva due ascensori che collegavano altrettanti tunnel: uno era quello da cui erano usciti, mentre il secondo partiva dall'altro lato della stanza.
Azatoth volle subito conoscere il contenuto di quelle casse: le aprì forzandole, e scoprì che al loro interno vi erano dei normalissimi missili a concussione e uno stranissimo tipo di arma che assomigliava ad un cannone e che non avevano mai visto prima.
“Ora che si fa?” chiese Azatoth.
“Ovviamente proseguiamo!! Vuoi per caso tornare indietro?!”
“Ok, basta che non scureggi però!!”
“Tranquillo…”
“Seee, lo sai che fine ha fatto Tranquillo?”
“Si lo so, se lo so' inculato…ma tanto ci sto io davanti, no? Di che ti preoccupi?”
“Fossi in te mi preoccuperei…”
“Guarda che lascio, eh?”
“Ok ok, ho capito…cammina!”
Si arrampicarono sull'elevatore e ripresero a strisciare, ignari di quello che stava per accadere sopra le loro teste.

“Fizbaaaaan!” [ Rumori di pentole ] “Fizban, svegliaaaa!! E' ora di andare a scuola!!!!!!!!”
“No, ma'!!!! Numme rompe, a scuola nun ce voglio annà!!”
“Dai sbrigati!!!! Non puoi fare un'altra assenza, sennò la maestra ti sgrida!”
“Ma chi se la ‘ncula quella vecchia de merda!!”
“Fizban!!!! Non usare questo linguaggio!”
“Scusa ma'! C'hai raggio!! Nun me regolo popo quarche vorta!!”
“Ecco bravo…così mi piaci! Ora alzati, lavati e vieni a fare colazione…”
Fizban si alzò dal letto, si diresse in bagno, pisciò (ovviamente!), si lavò e si vestì. In cucina trovò la mamma intenta a lavare e sistemare le pentole. La tavola era apparecchiata con una leggera tovaglia rossa e sopra vi erano sistemate delle posate, una tazza di latte fumante, tre toast con marmellata e due cornetti ancora caldi con ‘Nutella terza edizione'.
“Nooooo, ma'!!!! Quante volte te l'ho detto?! La terza edizione numme piace!! Prendimi la prima, ti prego!!”
“Tesoro, la prima edizione non si trova, e quando si trova costa 11000 crediti a barattolo!! E' quanto prende la mamma in due mesi di lavoro…perciò, come dici tu, MACCHITTESENCULA!!”
“Vabbè va, me magno pure la terza, pazienza. Ma papà dov'è?”
“Non lo so…ha detto sarebbe tornato presto, ma ancora non si vede…sono un po' preoccupata…”
“Tranquilla ma'!! Papà è un Yeti, è forte!! Pure io divento come lui quando che cresco!!”
“Si amore, anche tu diventerai come lui!”
Mentre Fizban consumava la sua colazione, si udì un rumore di passi proprio davanti alla porta…
“Questo è papà, ce scommetti ma'?”
“Vai a vedere…corri!!”
Fizban iniziò a correre in direzione della porta e per poco non inciampo sul tappeto. Non appena la aprì, gli apparve la figura sfocata di suo padre: aveva un'espressione terrorizzata, e stava correndo. No…stava scappando! Era inseguito da qualcosa, e il suo viso era contratto in un'espressione di panico. Improvvisamente una gigantesca mano avvolse suo padre…era scura e incuteva terrore. Fizban si mise a urlare:
“Papaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaà!!!!!!!!!!!!!”
Si svegliò di soprassalto…era tutto sudato, il cuore gli batteva velocemente nel petto quasi a voler uscire fuori e prenderlo a schiaffi. La vescica non aveva retto: si era pisciato sotto. Ma non gli importava. Sicuro che quel sogno non era stato casuale, uscì dalla stanza in cerca di Gandalf. Appena lo trovò, gliene parlò subito. Aveva appena iniziato, quando la mano, la stessa mano terrificante che aveva sognato poco prima, ricomparve davanti a lui stringendosi intorno al corpo di Gandalf fino a scomparire. Fizban sussultò.
“Cosa c'è?”
“Niente…è ricomparsa la stessa mano che ho sognato prima…stava stringendo te! Mamma mia che spavento!”
“Ehi…lo vedi che quando vuoi sai anche parlare pulito?”
“No Ga', è che quanno che c'ho paura me scordo pure come se parla fico, però stai tranquo…mo' m'è passata ‘a paura!!”
“Che culo!”
“Dai, rispondime…ne sai qualche cosa?”
Gandalf poggiò la mano sulla fronte di Fizban…iniziò a penetrare nei meandri della sua mente fino a quel lontanissimo giorno. Dopo qualche attimo ritrasse la mano… “Tua madre è morta!”
“E tu che ne sai?” chiese Fizban con un filo di voce.
“Lo so perché era mia moglie…”
“Pa … pa … - una lacrima solcò il viso dello Jedi – papà?! Sei veramente tu, papà?”
“Si figliolo, sono veramente io!!!!!!!”
I due rimasero a parlare per ore e ore: Gandalf raccontò di come era riuscito per un pelo a sfuggire al richiamo del lato oscuro e che aveva scelto di esiliarsi insieme agli Ewoks proprio per non cadere in tentazione. “Quella mano che hai sognato, figliolo…quella rappresentava il lato oscuro. Stava cercando di portarmi a se', ma per fortuna ho resistito”.
“Bella pa'!! Sei proprio forte, ho ripreso da te!!”
Qualche minuto dopo Gandalf si alzò di scatto…
“Che è?”
“Sta per succedere qualcosa…”
Uscirono…tutti gli Ewoks erano in subbuglio…chi gridava, chi si agitava…Fizban alzò gli occhi al cielo e scorse un piccolo puntino nero vicino al sole…sembrava si stesse muovendo, ma riteneva potesse essere una semplice illusione ottica.
“Papà. Che cos'è?”
“Non lo so, Fizban…posso solo dirti che è gigantesco!”
Darsch
_ chiavi di lettura:campagne gdr

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