doc [Campagna "Al di là delle Ombre"] Sessione 2
_ scritto il 19.10.2005 alle ore 21:00 _ 1752 letture
Quello che segue è tratto da diari e appunti degli altri partecipanti alla sessione gdr.


Dal diario di John

Erano le quattro del pomeriggio quando mi alzavo dal letto e mi recavo insieme a Ashley e Yoshimune presso il luogo dell'appuntamento. Durante la giornata Ashley mi aveva comprato una nuova scheda telefonica mentre Gordon e “Ringo” avevano comprato due radiotrasmittenti prima di dirigersi con anticipo verso il luogo dell'appuntamento con il presunto Tom Waits. Su mio consiglio volevano infatti perlustrare prima la zona dell'incontro: una stradina al centro di Londra che costeggiava Hyde Park.

Yoshimune era partito a bordo della sua moto mentre io e Ashley avevamo deciso di fare un pezzo di strada con la macchina rubata e la parte restante in metro.

Prima di arrivare sul posto decido di scendere dalla metro e depositare la lettera che scotta in una cassetta di sicurezza anonima: da qui a breve potrebbe scatenarsi l'inferno e questa lettera potrebbe essere il solo mezzo per portare le mie chiappe al sicuro.

Almeno per il momento confido in Ashley, mi sembra un tipo a posto, uno che bada al sodo e soprattutto una persona di cui ci si possa fidare. E' per lo meno la persona che di tutto il gruppo sembra darmi piu garanzie…

Riprendiamo la metro per Hyde Park. Il parco oggi è affollato come solo può essere nelle poche giornate di sole che Londra vive. Qui ci rincontriamo con Gordon e Joey che ci dicono di non aver trovato nulla di strano in zona. Io scelgo di camuffarmi prima dell'incontro mentre gli altri decidono di non aspettarmi e di entrare subito nel palazzo. Ashley si offre di accompagnarmi e la cosa mi fa sorridere non poco pensando che Ringo e gli altri non hanno minimamente realizzato che stanno per entrare nello stabile senza l'unica persona in grado di riconoscere il presunto “Tom Waits”.
Entro in un bagno pubblico e mi camuffo mentre Ashley aspetta pazientemente nel parco. Insieme ci incamminiamo nuovamente verso il posto dell'appuntamento. I tre sono buttati su una panchina. Ci raccontano che il portiere dello stabile afferma che nessun Tom Waits abita lì. Aspettiamo fuori finchè Ashley avvista un tizio avvicinarsi che a quanto dice sembra l'uomo che ci ha cercato al motel. Aspetto che mi passi davanti per poi fare quello che lui vuole: seguirlo verso il vero luogo dell'appuntamento. Lui non mi smentisce: si ferma davanti a noi, accende una sigaretta, sembra fissarci per un attimo e riprende a camminare addentrandosi nel parco. Lo seguo mentre mi guardo intorno alla ricerca dei suoi compari. Niente. Sembra fottutamente solo.

Il tizio si ferma in un gazebo e si siede su una panchina domandandoci se siamo tutti presenti. Senza troppi giri di parole ci dice di essere Tom Waits, un vecchio amico di Hank Sherman e ci sbatte davanti agli occhi il suo tesserino da agente segreto! Stronzate! penso subito ritenendolo un gesto troppo azzardato. Più che una mossa da agente segreto mi sembra quella di qualcuno che vuole prima conquistarsi la tua fiducia e dopo mettertelo nel culo. Lui continua a chiacchierare mentre io continuo ad ascoltare, mi sembra ottimo. Dice di essere venuto a Londra dopo aver sentito il tono di voce preoccupato del suo amico Hank Sherman quando lo aveva chiamato per comunicargli la morte del nipote.
Ci fa ascoltare una telefonata che ha intercettato pochi giorni prima in cui si parla di Hank Sherman e di persone sopravvissute “all'incidente” dell'autobus. Così, appena raggiunta Boxley, si è messo alla ricerca dei “testimoni” e si è insospettito vedendo bruciare una sim telefonica per strada da due uomini in moto. E' una storia che non mando giù perché mi sembra maledettamente falsa (Boxley non è un buco e bruciare una SIM richiede pochi secondi... non può avermi visto). Inoltre mi insospettisce il fatto che “Tom” non si ponga il problema che il tipo che ha seguito non sia presente (anche se al buio avesse scoperto il mio camuffamento, non sa comunque chi c'e' dietro la maschera di lattice).

Io continuo ad ascoltare… lui continua a parlare e io continuo a conoscere nuovi dettagli. Sembra che il nipote di Hank Sherman sia stato trovato annegato nel Tamigi imbottito di medicinali e veniamo a conoscenza del medico che ha eseguito l'autopsia. La notizia è stata riportata su un articoletto nascosto sul Times.

Ecco cosa ci propone “Tom Waits”: collaborazione. Il punto è che collaborazione per “Tom Waits” significa scambio di informazioni e ognuno per la sua strada investigativa. Risultato? Semplice! Noi rimaniamo nella merda. Le informazioni importanti che posseggo me le voglio giocare bene, non di certo con il primo presunto 007 che incontro a passeggio in un parco. Non mi domando nemmeno troppo se valga la pena o meno perché continuo a non fidarmi di lui. Do una nuova occhiata al tesserino da agente segreto. Sembra ok. Gli scatto una foto. Anche se il tipo conosce l'indirizzo della casella postale di Tom Waits in Canada non mi sembra una prova decisiva per fidarmi di lui. “Waits” si alza improvvisamente e perduta la pazienza si allontana via per poi sparire dopo pochi passi. Ringo prova a corrergli dietro come un cagnolino smarrito in corsa verso il padrone non capendo che se c'e' una cosa che non bisogna fare in questo momento è mostrarsi deboli.

Ci dirigiamo tutti verso un motel di mia conoscenza. Io mi stacco dal gruppo e spedisco una lettera alla casella postale Canadese di Tom Waits con l'intento di fare luce su questa storia (o di complicarla di piu?). Ho l'impressione di essere seguito e rimango mezz'ora nascosto per vedere se qualcuno mi spia, ma sembra tutto ok. Mangio un boccone e arrivo al motel verso le 21:00 dove inizio a riposare. Gli altri mi raggiungono più tardi e mi svegliano per dirmi che in un pub hanno avuto noie con la polizia. Mostrando loro la foto di “Waits” i poliziotti hanno chiesto se conoscevano il tipo. Fortunatametne Ringo era già scappato dalla finestra del cesso altrimenti temo gli avrebbe risposto di si…

Domani vorrei recarmi all'ospedale e fare forse un salto alla polizia per capire se il tipo in foto corrisponde al nome di Waits... chissa… potrei chiedere a qualche vecchio amico nel distretto…

Mi metto a dormire con un pensiero in testa… erano due i contatti telefonici in mano agli agenti: il mio, ormai bruciato, e quello del mio amico Paul... Credo proprio che gli andrò a fare visita davvero molto presto...




Dal diario di Ashley

Di nuovo in fuga, ancora una volta costretto a riconquistare la mia liberta; sembra proprio essere questo il senso della mia vita. Sono immerso in queste mie considerazioni, mentre nella hall del motel i miei compagni di fuga (tranne Yoshy che ancora non e rientrato) cercano di capire dove si trova il posto in cui il fantomatico Tom Waits ci ha dato appuntamento per le sei del pomeriggio. Dalla piantina stradale di Londra sembra trattarsi di una strada centrale che costeggia Hyde Park. John prova a corrompere il ragazzo della reception allungandogli 10 sterline, cercando di farsi dire cosa gli ha chiesto l'uomo del biglietto. Il ragazzo pero sembra avere la memoria molto corta e nonostante si metta i soldi in tasca dice di non ricordare niente. Ci consultiamo rapidamente e decidiamo di vederci direttamente il pomeriggio all'indirizzo scritto sul biglietto. Gordon e Joey vanno via in moto con l'intenzione di passare prima a comprare due radiotrasmittenti. Nel frattempo rientra Yoshy nervoso ed irritato perché ha avuto diversi problemi nel comprare una scheda per il cellulare. Mi viene da pensare: ma non gli avra parlato in giapponese al negoziante? John mi chiede se posso andare a prendere una scheda sim anche per lui, perché vuole provare a dormire un po', visto che ha passato la notte a falsificare passaporti. Cosi esco e giro un po' per trovare un negozio di telefonia. Ho una sensazione strana girando per strada; mi sembra che tutti mi guardino con sospetto e parlottino di me tra loro. Una sensazione di oppressione mi prende e comincio a pensare che mi aspetteranno giorni difficili. Compro la scheda e rientro in motel. John sta ancora dormendo. Aspetto con Yoshy che si svegli e poi partiamo per Londra. Yoshy in moto ed io e John con la macchina rubata fino ad una fermata di metro; poi proseguiamo con la metro fino ad Hyde Park. Per strada ci fermiamo ad una cassetta di sicurezza dove John lascia la lettera di Sherman. Ci avviciniamo al parco e scorgiamo Gordon e Joey che sono fermi davanti al luogo dell'appuntamento. Ci raccontano di aver fatto un giro di perlustrazione senza risultati. Allora decidiamo di andare diretti e bussare al portiere dello stabile. Mentre loro si avviano io aspetto John, che in un bagno pubblico cerca di camuffarsi. Aspetto 40 minuti e mi viene da pensare che John c'e rimasto nel bagno. Nel frattempo mi do un' occhiata in giro e noto che per essere una giornata invernale c'e molta gente in giro nel parco; dipende sicuramente dal fatto che oggi e stata una giornata di sole. Mi viene un po' di nostalgia del sole africano, ma ecco che John finalmente esce dal bagno perfettamente irriconoscibile. Ci avviamo verso la strada e troviamo gli altri in piedi vicino ad una panchina davanti al civico dell'appuntamento. Sembrano sconsolati, ed infatti ci dicono che hanno parlato con il portiere ma li non abita nessun Tom Waits. Mentre siamo li a parlare mi accorgo che si avvicina da lontano un tizio che sembra molto somigliante a quello che ho visto nel motel; lo teniamo d'occhio. Lui si ferma davanti al portone e si accende una sigaretta. E' un uomo sulla cinquantina dal bell' aspetto e sembra molto sicuro di sé. Lancia un occhiata quasi impercettibile verso di noi, poi inizia ad incamminarsi verso il parco. Si addentra nel parco e noi lo seguiamo. Ad un certo punto si ferma sotto ad un gazebo e si siede. Sembra che stia aspettando che ci avviciniamo; e noi per non essere scortesi ci andiamo a sedere accanto a lui. Attacca subito bottone e ci dice di essere Tom Waits. Ci fa vedere il suo tesserino di agente segreto canadese e dice di essere amico di Hank Sherman perché in passato hanno lavorato insieme, anche se si passavano diversi anni. Cosi ci racconta che tempo addietro Hank lo aveva chiamato per dirgli della morte del nipote e lui dal tono di voce dell' amico si era insospettito ed aveva deciso di venire a Londra per indagare. Qualche giorno fa qui a Londra ha intercettato una telefonata in cui si parlava di Hank; ce la fa ascoltare e sembrano proprio essere i tizi che con l'elicottero abbiamo visto calarsi sul mio autobus. Da quella telefonata ha capito che c'erano dei testimoni e cosi si e messo sulle nostre tracce fino a trovarci nel motel. Pare infatti che sia riuscito anche a vedere John mentre bruciava la sua scheda telefonica vicino casa. Ci propone di collaborare per risolvere quest'intrigo, lavorando pero indipendentemente e poi comunicandoci le cose con un sistema informatico di cui io non capisco assolutamente niente. Io non vado tanto per il sottile e gli dico che lui mi deve tirare fuori dai casini in cui mi ha messo il suo amico. Mi viene ancora una volta da pensare che ieri avrei fatto bene a prendermi un giorno di ferie invece di andare a lavorare. Tom Waits non mi risponde e continua a parlare, dicendo di aver trovato un articoletto sul times dove si parlava del rinvenimento di un uomo morto vicino al Tamigi, pieno zeppo di barbiturici. Lui pensa che si tratti di Michael Sherman e conosce anche il nome del medico che ha eseguito l'autopsia. Una volta finito di parlare ci chiede di raccontargli quello che sappiamo. Intanto si comincia a far tardi e c'e sempre meno gente in giro; Gordon si alza e fa un giro intorno per vedere se e tutto a posto. Noi siamo un po' restii a parlare e gli diciamo le cose per sommi capi, affermando che il suo nome ce lo ha fatto direttamente Sherman prima di morire, senza dirgli della lettera. John non si fida di lui e piu di una volta gli chiede garanzie sulla sua identita. Tra i due l'aria si fa tesa e Waits intuisce che non gli stiamo dicendo tutto. Ad un certo punto si stanca di questa situazione e decide di interrompere la conversazione. Seccato si alza e si allontana nel buio della sera. Joey prova ad inseguirlo, ma e inutile; in pochi passi e gia sparito. Restiamo li interdetti a domandarci se fosse stato meglio collaborare con Waits o no. Poi decidiamo di rifugiarci in un motel che conosce John in periferia. Lui si allontana affermando che ha delle cose da sbrigare e ci da appuntamento al motel. Noi ci fermiamo un attimo a parlare e Joey non e contento del comportamento di John, pensa che ha sbagliato a non dire a Waits tutta la verita; mi sembra che non si fida molto di lui. Mentre parliamo ci incamminiamo verso un pub per mangiare qualcosa. Entriamo e ci sediamo in un tavolo in fondo. Mentre siamo li a mangiare, ad un certo punto entrano due poliziotti ed iniziano a chiedere i documenti alle persone sedute ai primi tavoli. Una goccia di sudore mi attraversa la fronte e sto gia pensando se scatenare una rissa. Joey si alza e scappa in bagno. Gordon si alza e si avvicina al bancone chiedendo il conto e cercando di sgattaiolare verso l'uscita. Io e Yoshy restiamo seduti cercando di non farci notare troppo. I poliziotti avanzano nel locale e si fermano a chiedere qualcosa al barista. Poi improvvisamente si girano e vengono dritti verso di noi. Ho i muscoli tesi nello sforzo di trattenermi dal reagire e cerco di mantenere la calma. Un poliziotto prende la parola e mi chiede se conosco il tizio di una foto che mi mostra: cavolo e Waits! Trattengo a stento lo stupore e dico di non sapere assolutamente chi sia. Il poliziotto mi da un biglietto da visita e mi chiede di contattarlo se mi capita di vederlo in giro. Mi chiedo perché ha parlato proprio con me… I poliziotti escono e noi pure dopo aver constatato che Joey e scappato dalla finestra del bagno. Una volta fuori ci dirigiamo al motel,pensando che Joey abbia fatto lo stesso. Qui troviamo John che intanto mi ha fatto un passaporto falso veramente ottimo e gli raccontiamo quello che c'e successo. Lui ci racconta che mentre veniva qua in motel si e fermato a spedire una cartolina all'indirizzo canadese di Waits che era scritto sulla lettera di Sherman, per fare una prova. Un'altra giornata e finita ed il futuro mi appare sempre piu incerto.




Articoletto

Dal Times del 16/01/2003:

"Un uomo, di nome Michael Sherman, residente a Londra, e stato trovato morto sulle rive del Tamigi una settimana fa. La polizia ha archiviato il caso come suicidio. L'autopsia, svolta dal dottor Marc Grendel dell'ospedale Brown Whittington di Londra, ha rilevato un'ingente dose di barbiturici ingerita poco prima del decesso, avvenuto tra le 2 e le 3 di notte del giorno 14/01/2003."

Apprendiamo questa notizia dal presunto "Tom Waits" (Gordon ha registrato tutto)

Darsch
_ chiavi di lettura:campagne gdr

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