doc Lo scudo fiscale non s'ha da fare
_ scritto il 28.09.2009 alle ore 10:26 _ 2248 letture
Forse non tutti si rendono pienamente conto di cosa stanno cercando di fare con questo scudo fiscale, di quali conseguenze per il paese avrà questa manovra, soprattutto in termini di credibilità generale del fisco agli occhi del cittadino. Cerca di aprirci gli occhi Bruno Tinti in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano del 26 settembre, e riproposto sul sito antefatto.it, da cui estraggo alcuni passaggi salienti.


da un articolo di Bruno Tinti su antefatto.it

[...] con questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediarie professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l'obbligo di segnalazione per l'antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento. [...]




da un articolo di Bruno Tinti su antefatto.it

[...] Infine, una delle forme più insidiose di evasione fiscale, quella commessa mediante la sistematica falsificazione della contabilità (il sistema seguito dalla quasi totalità degli evasori), è stata considerata un reato lieve, punito con una pena massima di 3 anni di reclusione; il che significa che nessuno va mai in prigione per via di sospensione condizionale della pena, indulto, affidamento in prova al servizio sociale. [...]




da un articolo di Bruno Tinti su antefatto.it

[...] il danaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino. Il provento dell'evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenzia visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano il loro denaro a Miami e lo “ripuliscono”pagando circa il 50 per cento: questo è il prezzo del riciclaggio. Se passasse questa legge, avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore: lo scudo fiscale costa solo il 5 per cento.

[...] chi glielo spiegherà alle banche [...] che i capitali che rientrano provengono da un traffico di armi e non da evasione fiscale? Come distinguere il provento dell'evasione fiscale da quello di altri truci e violenti delitti?




da un articolo di Bruno Tinti su antefatto.it

[...] dove non avrà concreti effetti sul piano penale, trasmetterà un messaggio di opportunismo: renderà evidente a tutti che adempiere ai propri obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle imprese, è un'ingenuità, peggio è antieconomico. E' una legge criminogena perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo tutti che “pagare le tasse” è cosa inutile, perfino stupida, tanto,prima o poi... [...]



Chiudo citando il professor Tito Boeri, economista dell'Università Bocconi, intervistato nel numero del 27 settembre del Fatto.


Tito Boeri intervistato dal Fatto Quotidiano n. 5 anno I del 27 settembre, pagina 3

[...]

Sì, è un regalo. Lo scudo, per come è stato strutturato, si configura come una vera e propria amnistia per molti reati societari. Anche in questo è diverso dalle misure che sono state adottate in altri Paesi, come gli Stati Uniti e Gran Bretagna, dove il rimpatrio dei capitali sottratti al fisco è fino a dieci volte più costoso che in Italia ed è accompagnato da operazioni di trasparenza che costringono gli evasori a rivelare la propria identità e come hanno nascosto i capitali. Una “disclosure” che serve a impedire che in futuro le stesse persone (e altre) commettano gli stessi reati. Da noi c'è l'amnistia, l'anonimato e ce la si cava pagando il 5 per cento. Un vero incoraggiamento a delinquere.

[...]

L'Italia aveva la possibilità di fare manovre anticicliche e in disavanzo. Ma non le ha fatte. E il risultato è che il nostro paese sta facendo peggio degli altri pur non avendo vissuto crisi bancarie e bolle immobiliari. Misure come lo scudo fiscale peggiorano i conti pubblici perchè riducono in modo permanente la credibilità del fisco e della sua capacità di raccolta. Come dimostrano i risultati di misure analoghe varate in passato da Berlusconi. I condoni rendono quindi il problema del debito pubblico strutturalmente più grave, perché viene percepito come più rischioso.

[...]

Darsch
_ chiavi di lettura:legge, governo, evasione fiscale, economia

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_ Commento di Rigel _ profilo
_ scritto il 28.09.2009 alle ore 15:45
Parto da un presupposto di base: l'idea di "condono" è profondamente sbagliata, sia sotto il profilo etico che sotto quello sociale. Non dovrebbe esistere il concetto di legalizzare la posizione di soggetti che hanno compiuto atti illeciti: in uno Stato sano simili soggetti li si sbatte in galera, non si dà loro una pacca sulla spalla dicendo "sei stato cattivo ma per questa volta ti perdono, brighella".
È sbagliato, senza girarci attorno.
Quindi manovre come lo scudo fiscale, l'indulto, il condono edilizio sono delle porcate che, se fossimo in un paese normale, si userebbero col lumicino o addirittura non esisterebbero. Invece, con la cultura dell'illegalità da noi così profondamente diffusa (e dice bene il signor Tinti quando dice che questo scudo fiscale incita al delinquere, perché "tanto poi mi basta pagare una frazione minima di quanto ho imboscato a San Marino per farla franca"), è normale avere dei criminali, per carità dei criminali finanziari e non dei mafiosi ma sempre criminali sono, che regolarizzano la loro posizione versando una cifra infima all'erario.
Bella merda.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 30.09.2009 alle ore 12:02
Interessante intervento tenuto sabato sera da Francesco Greco, procuratore aggiunto e coordinatore del pool “criminalità economica” della Procura di Milano, al Festival del Diritto organizzato a Piacenza dall'editore Laterza. Il PM spiega perché gli italiani sottovalutano la criminalità economica, come l'evasione: http://antefatto.ilcannocchiale.it/post/2344404.html

Un passaggio:

Francesco Greco

Questo atteggiamento dei cittadini deriva da quello dei media a proposito dei problemi della criminalità economica: si semina grande allarme sociale sulla criminalità di strada, sui reati contro la persona e il patrimonio, e si diffonde il giustificazionismo nei confronti della criminalità economica. Si sente dire: “Sì, vabbè, quello ha portato i soldi all'estero perché le tasse erano troppo alte…”. Nessuno dice mai: “Sì, vabbè, ha scippato la borsa a quella vecchietta perchè aveva fame”. Per i reati della criminalità economica c'è sempre una scusa buona, forse per giustificare gli aiuti che lo Stato da sempre assicura alle imprese private e alle corporazioni [...].

_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 30.09.2009 alle ore 12:07
@Rigel: purtroppo hai perfettamente ragione, questo non è uno "scudo fiscale" come vorrebbero farci credere. Anche Stati Uniti e Gran Bretagna l'hanno fatto, ma intanto lì da loro non è anonimo e non offre le garanzie che ci sono qui (addirittura in GB, se non erro, la lista degli evasori che fanno rientrare i capitali viene resa pubblica), ma soprattutto la tassa da pagare ammonta al 50% dell'intero capitale, e non al 5% come qui da noi. Una cosa immonda, non ho altri termini.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 30.09.2009 alle ore 14:59

Telese in prima pagina sul Fatto di oggi

Ieri il Fatto domandava: “Ma il Pd dov'è?”. Ieri, puntuale, il Pd ha risposto: siamo momentaneamente assenti. Almeno fino al congresso. Purtroppo il Parlamento non si ferma: ieri si votava la pregiudiziale di incostituzionalità dell'Italia dei valori contro scudo fiscale (tutte le opposizioni si erano associate). Risultato: presenti 485, votanti 482, astenuti 3, maggioranza 242. Contro lo scudo 215, a favore 267. Traduzione: malgrado la ressa sui banchi del governo, Pdl e Lega sarebbero andati sotto (70 assenze su 329) e lo scudo sarebbe stato bocciato. Peccato che in aiuto del centrodestra sia arrivato il soccorso “rosa”. Quasi un deputato Pd su quattro era altrove (28% di assenze, 59 su 216). Quasi al completo i dipietristi (24 su 26). Più virtuosa del Pd è stata persino l'Udc (8 assenti, 29 al voto su 37). Bastavano 27 deputati di opposizione, quindi, per seppellire il mega-condono. Domani pubblicheremo i nomi degli assenteisti salvascudo. Ma quattro a caso ve li anticipiamo: Franceschini, Bersani, Rutelli e D'Alema. I veri leader.



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