doc 40 suggerimenti per scrivere correttamente
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:07 _ 11293 letture
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Anche se non siamo tutti scrittori o giornalisti, è importante, in ogni ambito, prestare particolare attenzione a quello che si scrive. Pensiamo ad Internet per esempio: è un mondo frenetico, rapido, interconnesso e vasto. E' sempre più difficile riuscire a stare dietro alle miriadi di applicazioni e siti presenti su web che offrono funzionalità comunicative e sociali dal potenziale estremamente alto. Capita quindi di dover commentare in fretta e furia il post di un blog, perché altrimenti non si riesce a seguire l'incalzante discussione aperta all'interno di un gruppo di Facebook, o l'ultimo tweet del nostro amico, e si finisce per commettere, spesso consapevolmente, qualche leggerezza linguistica. Frenesia a discapito di grammatica e sintassi, in un certo senso. Un mezzo comunicativo così immediato sta portando ad un paradossale impoverimento della forma che diamo ai nostri pensieri e alle nostre opinioni. Visto che questo mucchietto di parole è l'unico modo che abbiamo per esprimere le nostre idee, vale forse la pena prestare un po' più di attenzione. Altrimenti si rischia a) di non essere presi sul serio, b) di essere prematuramente liquidati come superficiali o c) di non riuscire ad esprimere con la scrittura quello che abbiamo nella testa (che è una cosa frustrante anzichenò).

Che siate blogger, scrittori, pescivendoli o camerieri eccovi 40 utilissimi ed esilaranti suggerimenti per scrivere meglio, direttamente dalle sapienti mani di Umberto Eco.
Un ringraziamento particolare va a Fabiola per avermi fatto conoscere questo vademecum e per averlo inserito nel contesto di un interessante articolo su TechNotizieNews che si ricollega molto da vicino al discorso che stavo facendo qualche riga sopra. Buona lettura!


tratto da "La bustina di Minerva" - Umberto Eco (libro che raccoglie una selezione delle famose "Bustine" nell'ultima pagina dell'Espresso)

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s'intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l'espressione italiana adatta non ricorrere mai all'espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C'è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell'inquinamento dell'informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l'autore del 5 maggio.

31. All'inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntiliosamente l'ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l'effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.



*** scritto il 07.10.2009 e riproposto in seguito
Darsch
_ chiavi di lettura:libri, internet, comunicazione

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_ Commento di MenteQuotidiana _
_ scritto il 23.03.2010 alle ore 13:27
Umberto Eco è sempre fenomenale.
Grazie per aver condiviso questo decalogo.
_ Commento di valefatina _ profilo homepage
_ scritto il 23.03.2010 alle ore 14:07
Tutto molto bello, davvero. Arrivi in fondo con un sorriso, tuo malgrado. Del resto Eco è un maestro. Quaranta consigli per la forma della tua scrittura, avrebbe dovuto chiamarli così. Ora sto qui e aspetto quelli per la sostanza.
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 23.03.2010 alle ore 14:39
Io giustamente ammetto che la mia forma di scrittura non è sempre corretta, questo perchè sono sempre stato attratto più dalle materie matematico/scientifiche :P ma grazie al maestro Umberto Eco, spero di migliorarmi.. almeno ci provo!
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 23.03.2010 alle ore 16:28
@MenteQuotidiana - grazie a te per essere passato a trovarmi! ^_^

@Valentina - davvero, ci vorrebbe anche un bel pacchetto di consigli per la sostanza, certe volte è proprio dura farsi venire l'ispirazione. A me però capita molto spesso che l'apparente difficoltà iniziale venga poi totalmente spazzata via una volta iniziato a scrivere. E' un po' come rompere gli argini di una diga: ti sembra impossibile, spesso non ne hai neanche molta voglia, ma quando l'acqua inizia a zampillare, il resto viene giù in modo dirompente. :)

@Lupon - eh sì c'è sempre da imparare, poi queste sono regole veramente d'oro! ^_^
_ Commento di Threepwood _ profilo homepage
_ scritto il 24.03.2010 alle ore 00:54
Geniale, assolutamente geniale!
Ancora, una volta gieniale cazzo, minchia!

Grazie di fornirci di queste perle!
_ Commento di Zandalus _ profilo
_ scritto il 18.04.2010 alle ore 22:12
Son veramente fantastiche!

@Threepwood: Sei uno Stronzo!!! :D (Vedi 14 :P)
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:26
Argh! Non sono d'accordo su tutte, ma di alcune ne farò tesoro. :-)
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:27
Quali in particolare? *curioso ^_^
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:36
9. Non generalizzare mai.
Vera, ma un po' astratta. Dal punto di vista di blogger, talvolta devo cadere per forza in questa trappola, o certi argomenti non potrei neanche affrontarli.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
Questa è un po' antiquata. Io amo l'italiano, ma oggi certi termini non possono che essere riportati in lingua originale (certi sottolineo)

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
A me piacciono, sia scriverle, che leggerle. Chiaramente anche qua non se ne deve abusare, ma in certi punti rafforzano parecchio i concetti.

Altri punti sono inamovibili, ma su alcuni è anche un po' una questione di stile. Ad esempio ce lo vedi Palahniuk o Benni senza qualche parolaccia messa nel posto giusto? :-)
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:45
9. vero, purché sia chiaro che si tratta di una piccola "forzatura", altrimenti va a finire che generalizzi sul serio, e siamo punto a capo. :)

10. verissimo, è un po' antiquata. Di questi tempi siamo pieni di termini che devono rimanere nella loro lingua d'origine.

17. concordo... lo vedo più come un consiglio generale, "scolastico" diciamo. :)

Sulle questioni di stile non c'è proprio da discuterne, chiaramente, siamo su un terreno completamente diverso. :)
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:48
Più che altro mi sentivo un po' tirato in causa, perché sul blog mi piace scrivere più come scrittore che come giornalista. Queste regole infatti penso calzino ancora oggi a pennello per chi vuole fare un giornalismo serio e preciso, però un blog ha regole un po' diverse.

Per fartela breve, queste sono regole da cronaca. In fondo quando leggi un articolo, se è scritto bene, neanche te ne frega troppo di chi l'ha scritto. In un blog invece si sente parecchio lo zampino dell'autore! :-)
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 15:58
Sì sono chiaramente regole giornalistiche, molte delle quali valgono in qualsiasi ambito, soprattutto quelle di natura grammaticale (un esempio per tutti: la pluralizzazione dei termini stranieri, contro la quale ho ufficialmente intrapreso una crociata :D). Poi è ovvio che ognuno sviluppa il suo "modus scrivendi" (esiste? o.O), in quest'ottica non vanno prese troppo severamente. ^_^
_ Commento di Lyserjik _ profilo homepage
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 16:58
"Sì sono chiaramente regole giornalistiche..."

Vorrei sapere quanti giornalisti le conoscono davvero.
Pochi.
E stronzi.
Più alcuni freelancers.

:D

PS - mi accodo alla crociata contro i plurali stranieri.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 17.07.2010 alle ore 19:19
@Lyserjik - in effetti si leggono parecchie "castronerie professionali"... -.-'
_ Commento di Il_Gobb _ profilo homepage
_ scritto il 15.02.2011 alle ore 14:35
Non conoscevo questo gioiello, è genio puro!

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