doc Legge 70 sul diritto d'autore - il nuovo, controverso, comma 1 bis
_ scritto il 09.01.2008 alle ore 12:09 _ 2256 letture
In questi ultimi due giorni se ne leggono di tutti i colori riguardo questo nuovo e, come al solito, controverso comma alla legge 70 sul diritto d'autore. Ne parla anche il nostro Grilletto nazionale sul suo blog.

Eccolo qui:


È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet a titolo gratuito di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati, per uso didattico o enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il Ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o enciclopedico di cui al precedente periodo



Al solito si ha una sconcertante sensazione di approssimazione, e non sono ben chiari soggetti e complementi oggetto, questo almeno ad una prima occhiata. Se si inserisce invece il comma nel contesto della succitata legge 70, le cose si mettono leggermente a fuoco. Tuttavia ancora non basta, perché si fa generica menzione di "bassa risoluzione" e "degrado" di immagini e musiche. Che diamine vuol dire "bassa risoluzione"? Non adatto alla stampa? E la definizione di "canzone degradata" potrebbe riferirsi ad un mp3 con bassa qualità di campionamento, che renda l'idea generale del pezzo?

Le domande sono tante, ma oggi mi sento buono e voglio dare spazio anche a chi, dai piani più alti, risponde all'ondata di critiche che in queste ore piovono nella rete.

Ecco quanto scrive Pietro Folena sul suo blog:



Mi dispiace che in rete si travisi in significato, giuridico e politico, dell'introduzione del nuovo comma 1-bis nell'articolo 70 della legge sul diritto d'autore.
Prima di tutto va rilevato che rimane in piedi, del tutto, il primo comma, il quale limita la riproduzione alla citazione e al riassunto e, quindi, non all'intera opera.In più il motivo della pubblicazione non può essere la mera illustrazione. Viceversa il nuovo comma 1-bis estende – e sottolineo questo aspetto – la possibilità di pubblicazioni “libere” sia pure solo per siti didattici e scientifici all'intera opera (immagine o musica), anche se degradata. Cosa significa, in pratica?
Se ho un blog didattico, un sito scientifico, a norma dell'articolo 70 non posso pubblicare opere coperte da altrui diritto d'autore, per intero. Ad esempio se ho un sito didattico sulla fotografia, non posso pubblicare un'opera di un grande fotografo come H.Newton né un file audio con una canzone di un cantante famoso, per esempio Vasco Rossi. Ma neppure la foto al microscopio di una cellula, se coperta da diritto d'autore.
Con questa nuova norma, invece, previa definizione dei criteri da parte del ministero (noi avremmo voluto scriverli direttamente nella norma, ma abbiamo accettato una mediazione) questo sarà possibile. Ovviamente a certe condizioni (di qui la minore risoluzione o la degradazione) in modo tale che non si entri in contrasto con l'utilizzazione economica dell'opera stessa. Ad esempio, un file audio potrebbe essere messo a disposizione sul sito con una qualità non paragonabile a quella di un cd, ma comunque ascoltabile. O un immagine con dimensioni non utili alla riproduzione a stampa (quindi praticamente tutte le immagini del web).

L'ispirazione è stata un disegno di legge dei Verdi proprio riguardo i siti didattici.

Si può certo dissentire per la portata limitata dell'intervento, ma difatti non era certo quella la sede per una revisione del diritto d'autore complessivo. La commissione del professor Gambino era al lavoro e mai ci saremmo permessi di procedere senza prima aver acquisito i suoi risultati.
Quindi tutto si può dire, ma non che questa novella restringa le libere utilizzazioni attuali. Semmai, di poco, le allarga, venendo incontro all'esigenza di tanti docenti che hanno blog e siti didattici. Né può essere confusa con altre questioni (il diritto di panorama e il codice Urbani) che nulla hanno a che vedere con questa piccola – piccolissima, ma comunque importante – isola di libertà.



Non lo so ... continuo a non vedere molto di buon occhio questa legge, sarà che ormai siamo abituati a prendere fregature da tutte le direzioni. Sarà una naturale propensione al sospetto (che in Italia conosciamo ormai benissimo), però la sensazione è che ci sia qualcosa che non va nel pensiero che sta alla base di questo genere di normative. Come se si parlasse di qualcosa che non si conosce affatto. Attenzione però, perché si sta toccando un tasto molto delicato, che riguarda il progresso e la crescita culturale dell'intero paese.

Maneggiare con cura...
Darsch
_ chiavi di lettura:internet, politica, legge, diritto

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_ Commento di Ryo _ profilo homepage
_ scritto il 12.01.2008 alle ore 09:46
Dici bene, in chiusura: gente che ne sa troppo poco sta decidendo cose importantissime.

Ormai il mondo web è troppo mutevole, e troppo rapidamente, perché possa essere pienamente capito da chi non ci è dentro davvero, con passione. Troppi aspetti potrebbero essere trascurati.

Prendi Wikipedia: è un'enciclopedia che, nonostante tutti i grossolani errori che spesso ci trovo, sarebbe stata inimmaginabile cinque anni fa: talmente vasta da avere voci per qualsiasi cosa.

E vorrebbero limitarle(o -gli?_?) la possibilità di contenere immagini? L'enciclopedia non è più quel mostro di pagine pesante da sfogliare che spesso fa solo arredamento in salotto, sveglia!

Robe, non da pazzi, ma da pivelli.

PieSse: "Un immagine"? >_<
_ Commento di jock _
_ scritto il 13.01.2008 alle ore 11:32
.. interessante. concordo con la tragicità dell'ignoranza generalizzata sull'argomento di chi è preposto a legiferare a riguardo. E tralasciamo gli interessi economici in gioco, le pressioni delle major, o altro... ma cercando nelle stesse radici della costituzione italiana, vi si ritrova l'importanza quasi assoluta del diritto all'informazione, all'istruzione, alla propria promozione culturale, al punto che, in alcuni casi, erano state assolte persone che duplicavano film o musica per distribuirli all'interno di associazioni culturali (purchè non a scopo di lucro, ovviamente). E lo stesso legiferato per la rete rischia di diventare effettivo anche nel privato, visto che già si lavora alacremente su software tali, ad esempio, da abbassare la qualità di riproduzione di un dvd qualora questo non fosse riprodotto con strumenti "certificati" riconosciuti dal software... problema che non si avrebbe con dvd pirata, ironicamente

concordo che vadano tutelati i diritti d'autore (anche se trovo ridicolo che venga continuamente estesa la durata... ancora un po' e i diritti cesseranno solo con la morte dei tris-tris-nipoti), e che sia alquanto difficile trovare un equilibrio tra una corretta diffusione e accessibilità di cultura e informazione, da una parte, e la lotta a un mercato illegale che sfrutta la fatica altrui, tuttavia mi pare che in generale tutta la faccenda sia affrontata da una parte con una ridicolmente scarsa cognizione di causa da parte dei legislatori, dall'altra manchi del semplice buon senso pratico

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