doc Combattere l'evasione fiscale
_ scritto il 19.02.2010 alle ore 10:44 _ 3452 letture
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Torno sull'argomento perché secondo me è di vitale importanza e rappresenta una delle più grandi piaghe di questo paese (insieme alla mentalità che vi si cela dietro). Vi cito un articolo scritto oggi su MenteCritica, ricco di spunti di riflessione e link ad approfondimenti. Il punto di vista è molto interessante, e sebbene con qualche aggiustatina, il sistema proposto, secondo me, è davvero uno dei pochi modi che abbiamo per tenere davvero sotto controllo l'evasione fiscale.


Articolo "Evasione Fiscale? Per Combatterla Ci Vorrebbe Davvero Poco" scritto su MenteCritica.net da doxaliber

Ho letto con interesse l'articolo sull'evasione fiscale scritto da Gasparre Serra per Mentecritica. I dati sull'evasione fiscale sono allarmanti e non può che destare scalpore la notizia che l'82% dell'intero gettito IRPEF grava sulle spalle dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Naturalmente il peso delle imposte non grava sui lavoratori dipendenti perché questi, a differenza di altri, sono più onesti ed hanno maggiore senso dello Stato ma dipende dal fatto che i redditi da lavoro dipendente sono interamente tracciabili e vengono dedotti alla fonte, togliendo al lavoratore ogni possibilità di elusione e/o evasione.

Lo status dei lavoratori dipendenti è, a mio modestissimo parere, l'uovo di colombo della lotta all'evasione fiscale: la tracciabilità. Il male, va da sé, è l'enorme giro di denaro contante che caratterizza gli scambi commerciali in Italia, credo in quantità maggiore rispetto ad altri paesi UE e non, dove i pagamenti elettronici hanno una maggiore diffusione. Anche nel libero commercio esistono, in effetti, settori merceologici ove l'evasione fiscale è pressoché inesistente o comunque ridotta al minimo, questo perché evadere il fisco è pressoché impossibile. Prendiamo ad esempio i distributori di benzina o i tabaccai.

I primi devono necessariamente registrare tutti i carichi e gli scarichi di benzina su un apposito registro, i valori devono necessariamente combaciare con la quantità di carburate presente nelle cisterne che, fatto salvo un minimo di tolleranza, deve necessariamente combaciare con i registri. I numeri di scarico sono registrati dalle pompe di benzina che hanno un contatore piombato che deve rimanere sempre integro. Rimane quindi un minimo margine relativo alla vendita di accessori e/o oli, anche se questi dovrebbero necessariamente essere acquistati dalla compagnia petrolifera che ha ceduto in gestione l'impianto di benzina.

Lo stesso più o meno avviene per i rivenditori di sigarette e lotterie, il carico avviene alla fonte e quindi è impossibile evadere, tutto è registrato perché lotterie e sigarette sono monopoli di stato. Molto più difficile invece sarebbe controllare una pizzeria, impossibile quantificare quante pizze vengono vendute ogni giorno ed anche la materia prima può essere in parte acquistata senza fattura rendendo difficile il calcolo del reale fatturato.

Da ciò si evince che l'evasione è tanto più possibile quanto più è difficile tracciare l'acquisto e la vendita di beni e servizi. Sarebbe quindi necessario introdurre un sistema in grado di tracciare, in maniera certa, tutte le transazioni.

La soluzione è ovvia: è necessario eliminare in maniera progressiva l'uso del denaro contante fino a ridurlo al minimo. Cominciando intanto con l'obbligare i liberi professionisti a farsi pagare ed a pagare qualsiasi acquisto con carte di credito, assegni o bonifici bancari provenienti da un conto corrente legato all'attività commerciale. La prestazione dentistica, il commercialista, l'avvocato, ma anche l'idraulico, il carrozziere, l'elettricista ed infine il pizzaiolo, dovrebbero essere tutti pagati con carta di credito, bancomat, assegno, bonifico, a loro volta loro dovrebbero pagare con transazione elettronica ogni acquisto di bene e servizio relativo all'attività. In questo modo l'evasione fiscale sarebbe quasi impossibile.

Immagino già eventuali contestazioni. Ad esempio, il libero professionista potrebbe comunque richiedere il pagamento in contanti e poi versare i soldi presso un conto corrente privato o di terzi. Ma per combattere questa pratica basterebbe applicare quei tipi di controllo che già adesso dovrebbero essere fatti e non si fanno: controlli incrociati sui beni immobili e non, nonché sui conti correnti personali per verificare transazioni sospette. Bisognerebbe inoltre rivedere la politica sulle deduzioni fiscali in modo da invogliare i clienti a richiedere regolare fattura. Infine, quando il sistema rileverà tutta la sua efficienza riducendo giocoforza l'evasione fiscale, si potrebbe iniziare una lenta politica di riduzione della pressione fiscale. Immagino la possibile obiezione relativa alle difficoltà di convincere gli anziani ad utilizzare sistemi di pagamento non cartacei.

In effetti gli anziani e le persone di mezza età potrebbero avere grosse difficoltà ad usare le carte di credito, ma a tal fine si potrebbero immaginare delle eccezioni per persone al di sopra di una certa età, senza dimenticare però che l'attuale governo ha pensato di donare un una tantum ai più poveri (ed ai più anziani) proprio attraverso una carta di credito ricaricabile e quindi non si è certamente posto questo problema.

Mi rendo conto che l'idea qui proposta è perfettibile e sicuramente non eliminerebbe del tutto l'evasione fiscale, tuttavia le resistenze incontrate da Bersani quando introdusse la, pur blanda, norma sulla tracciabilità dei pagamenti ed il fatto che, con gaudio di molti, questo provvedimento sia stato immediatamente cassato dal Governo Berlusconi, sono a mio parere la dimostrazione più palese del fatto che tale sistema potrebbe davvero essere il miglior strumento per la lotta all'evasione fiscale. Tra l'altro la tracciabilità dei pagamenti potrebbe aiutare anche nella lotta alla corruzione (che costa agli italiani cifre spaventose) e al riciclaggio di denaro sporco. Come al solito non credo sia una questione di mezzi quanto un problema di volontà.

A completamento, puoi leggere qui. (N.d.R.)



Domanda: ma nei paesi in cui l'evasione è bassa o nulla, che politica e sistemi di controllo sono adottati?
Darsch
_ chiavi di lettura:evasione fiscale, governo, economia, crisi, tasse, onestà

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_ Commento di jasmines _ profilo
_ scritto il 13.03.2010 alle ore 16:54
Sì, andiamo al bar e paghiamo con la carta di credito? :)
Non credo che questo sia l'unico modo, di sicuro ha molti limiti e molte scappatoie.
Fateci scaricare anche lo scontrino del caffè al bar, vedete come saremo noi stesso a chiederlo al gestore... Fateci scaricare TUTTO (non siamo noi dipendenti gli evasori) e combatterete l'evasione.
Magari noi idealisti, facciamoci prima sempre la domanda: "ma qua si vuole veramente combattere l'evasione fiscale"?
_ Commento di pippo _
_ scritto il 11.01.2012 alle ore 20:29
MODO INEDITO PER COMBATTERE L'EVASIONE FISCALE

Dopo tanti anni in cui l'evasione fiscale ha galoppato alle spese dei contribuenti onesti finalmente, anche grazie all'importante sferzata data dal Presidente del Consiglio Monti, la si sta iniziando a combattere con decisione .
Molto clamore ha destato nell'opinione pubblica il metodo utilizzato dai Cinesi per ridurre questa piaga della società, di creare una specie di compenso da parte dei Commercianti verso i loro Clienti per incentivare le vendite attraverso gli scontrini fiscali .
Abbiamo anche constatato con il controllo della Guardia di Finanza a Cortina che sono moltissimi in Italia quegli Esercenti che non rilasciano scontrini fiscali per evadere il fisco.
Un metodo, che si può definire completamente inedito, per combattere questo tipo di evasione fiscale, potrebbe essere il seguente:
Innanzitutto lo scontrino fiscale lo dovrebbero dare indistintamente tutti coloro che vendono qualcosa ai cittadini. Il commerciante, o l'artigiano, o il medico etc, all'atto della vendita, dovrebbe consegnare al Cliente lo scontrino fiscale. Il Cittadino dovrebbe avere anche, consegnato o dal Commerciante stesso, o dal Fisco, un quaderno, inizialmente in bianco, in ogni foglio del quale si dovrebbe annotare in alto il nome dell'Esercizio Commerciale o del Professionista che consegna lo scontrino che si dovrebbe incollare nel foglio relativo, Alla fine di un periodo, per esempio, un mese, ad ogni 100 euro complessivi di acquisto quell'Esercente restituisce al suo affezionato cliente una somma pari, ad esempio, al 2% (cioè 2 euro). Alla fine dell'anno solare il quaderno con tutti gli scontrini dovrebbe poi essere consegnato al proprio Commercialista come oggi facciamo con gli scontrini delle Farmacie, in modo che il Fisco potrebbe contribuire a dare una ulteriore detrazione fiscale al contribuente.
In questo modo si otterrebbero tre benefici: il primo per il Commerciante o Professionista che avrebbe più stima dal Cittadino; il secondo per il Contribuente che avrebbe un sicuro sconto; il terzo per lo Stato che verrebbe diminuito drasticamente questo tipo di evasione fiscale e potrebbe, in questo modo, diminuire le tasse ai suoi Cittadini.
Naturalmente questo metodo inedito potrebbe essere migliorato sensibilmente dai Funzionati della Agenzia delle Entrate.
Prof. Sampognaro Giuseppe
Responsabile Portale www.sampognaro.it
_ Commento di JoJo _ profilo homepage
_ scritto il 12.01.2012 alle ore 10:50
Personalmente abolirei i contanti. Io pago anche 2€ con bancomat e carta. All'estero è prassi normale. Stanno venendo fuori anche da noi i nuovi POS con pagamento per prossimità: basta avvicinarci il bancomat per pagare cifre fino a 25€ senza bisogno del PIN.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 16.01.2012 alle ore 20:36
@JoJo - sì, anche io sono per le carte sempre e ovunque.

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