doc C'erano una volta gli SM58...
_ scritto il 22.02.2010 alle ore 17:49 _ 2121 letture
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Questa è la storia di un gruppo che, sebbene appartenente ad un genere musicale che non mi fa impazzire, ha sempre avuto una forte grinta, grande talento (e non c'è bisogno di amare il genere per rendersene conto) e una spiccata intelligenza nei temi trattati dalle canzoni. Uno di quei gruppi, per intenderci, che ti aspetteresti di sentire alla radio o di vedere in TV da un momento all'altro, semplicemente perché se lo merita. Questi ragazzi, però, si sono scontrati con la dura realtà del sistema musicale in Italia. Un grosso e ripido muro fatto di raccomandazioni, mazzette e compromessi. Un meccanismo che purtroppo è ben lungi dal riguardare il solo mercato musicale, ma che tocca molteplici settori e permea in profondità la vita di questo paese.

Vi lascio alla nota scritta (anzi, gridata) direttamente dagli SM58 su Facebook (qui invece la pagina ufficiale, dove poter leggere tutti gli ultimi aggiornamenti sulla questione).

Mi dispiace molto ragazzi... :(
Darsch
_ chiavi di lettura:musica, società, corruzione

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_ Commento di Il_Gobb _ profilo homepage
_ scritto il 11.03.2010 alle ore 15:57
Non sapevo del post... grazie Darschuolo, sei un grosso come sempre.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 11.03.2010 alle ore 18:25
ma ci mancherebbe. :)
ci sono novità?
_ Commento di jasmines _ profilo
_ scritto il 13.03.2010 alle ore 16:52
Non conoscevo gli SM58, a parte il nome del noto microfono della Shure.
A me sembra il "solito" sfogo (fidatevi, non mi conoscete, ma di sfoghi del genere ne ho letti e sentiti a centinaia), spesso fatti da chi non può fare altro, forse perché per qualche errore fatto in buona fede e per pura passionalità non è riuscito ad "entrarci" in quel sistema, per cui l'unica cosa che gli rimane è ricoprirlo di m...

Non per fare l'avvocato del diavolo, ma non sono sicuro che le cose sarebbero andate allo stesso modo se, magari a tempo debito, i nostri si sarebbero trovati a godere dei benifici di quel sistema prima che lo stesso sistema si rivoltasse loro contro.

Lo dico perché, se andiamo avanti per ideali, non è solo dalla musica che ci dovremmo allontanare. Invece mi sembra che nelle cose di tutti i giorni siamo ben più che disponibili a scendere a compromessi, a conformarci, a volte come vittime, a volte come carnefici di un sistema che quello è... quello ci meritiamo perché siamo ITALIANI. Da noi le cose funzionano così perché siamo noi a volerle così, salvo puntualmente lamentarci quando usciamo di scena.

Mi spiace se abbiamo perso del talento, quello sempre, ma se chiedeste a me cosa sarei disposto a fare pur di non perdere un talento, io risponderei TUTTO, anche conformarmi, perché anche io sono ITALIANO.
_ Commento di Il_Gobb _ profilo homepage
_ scritto il 15.03.2010 alle ore 13:48
Scusa Darschuolo se me la prendo con i tuoi ospiti, ma ADORO quelli che sputano sentenze senza sapere e giudicano di fretta ^_____^

Di sfoghi ne avrai sentiti milioni. Ognuno ti avrà detto che non era il "solito" sfogo di chi dice che l'uva è acerba perché non arriva fin lassù a mangiarsela. Noi possiamo provarlo: ti basti il nostro curriculum. Siamo stati truffati. Per godere dei benefici di quel sistema bisogna essere marci, o ricchi. Tu sei marcio? O ricco? Ben venga, ma non ti aspettare che tutti lo siano: vorrà dire che chi la pensa come te e ha le possibilità si prenderà, esattamente com'è accaduto nel nostro caso, i meriti di qualcun altro, meriti che non gli spettano.
A me non interessa il "tuo" sistema. È merda. A me interessa piegarlo perché riconosca anche il mio valore.

Oppure non hai capito un accidenti di quel che abbiamo scritto, che è anche possibile.

Abbiamo avuto tutto il successo che un gruppo "emergente" può avere. Non siamo amici di nessuno, non abbiamo i soldi per pagare nessuno, ma siamo sulla scena da anni, abbiamo fatto centinaia di concerti, diversi dischi, abbiamo una carriera, siamo andati in RAI e su MTV.
E tu in sostanza sembri dire che ci meritiamo il sistema corrotto che ci ha impedito di ottenere il riconoscimento nazionale ed economico della nostra bravura. Se non siamo abbastanza marci da adeguarci, beh, cazzi nostri.
Anzi, peggio. Quando dici che "le cose funzionano così perché siamo noi a volerle così, salvo puntualmente lamentarci quando usciamo di scena" implichi che siamo dei rosiconi che hanno giocato secondo le "regole" ma non hanno avuto successo, quindi alè, spaliamo merda su quelli di cui ieri eravamo amici.
No, no, bravo. Vai così.

Quel certo cantautore romano e romanista ci ha tenuti fermi più di un anno con false promesse, per poi provare a liquidarci con pochi spiccioli in cambio del pezzo di sicuro successo del disco. Non ci sarebbe cambiato nulla comunque, con un'elemosina ridicola per la produzione o la promozione del disco. Abbiamo detto no.
Se questo è essere stupidi, se questo è rifiutare di conformarsi, allora ne sono fiero. E chi non rispetta gli altri, né spesso la legge, per calpestare ciò che mi sono sudato, è feccia.
Non un "sistema a cui conformarsi".
FECCIA.
_ Commento di jasmines _ profilo
_ scritto il 15.03.2010 alle ore 16:53
Immagino che se parli di "truffa", ci siano dei procedimenti legali avviati, anche se non credo che questo basti a "piegare" un sistema. In fondo ve lo auguro, perché sono d'accordo con te che non è così che "dovrebbe" andare.
In realtà sono anche convinto che non si piega il sistema neanche con lo scioglimento di una band emergente, il cui posto rimarrà molto poco a lungo "vacante", proprio perché esistono tante band che sono disposte a spendere, a volte spandere, a farsi truffare, ecc. e gioco-forza a tenere vivo il sistema.
Ribadisco il concetto: quando in gioco c'è l'hobby, la passione e spesso l'amor proprio, è quasi normale intentare battaglie contro - ahime - mulini a vento, diversamente - MOLTO diversamente - da quello che avviene quotidianamente per questioni probabilmente più "vitali".
Ti esorto comunque a stemperare i toni, resto della mia idea, ma sarei felice di chiacchierarne a un tavolo tra amici, probabilmente ti renderai conto che molte delle nostre "idee" non divergono poi così tanto.
_ Commento di Il_Gobb _ profilo homepage
_ scritto il 15.03.2010 alle ore 17:05
Se ho capito male pardon, ma il modo in cui erano espressi certi concetti era, a mio vedere, fraintendibile.
E poi sulla questione, come puoi immaginare, mi accaloro subito molto.
No offense meant.
Il problema è che qui non si parla di hobby, ma di lavoro.
Sono una persona - ahimé - onesta, di quelle che paga le tasse, non lavora al nero pure se ci rimette e pretende scontrini e fatture (ma giusto per fare esempi sciocchi e banali), e prendo i miei schiaffi per questo dal "sistema".
Così mi comporto nella musica. Che, ripeto, è lavoro. Un lavoro che amo fare, ma non un hobby. Sono un libero professionista in campo artistico. E ho preso gli schiaffi. Come qualsiasi piccolo imprenditore che dopo qualche anno chiude perché tutti i suoi fornitori cominciano a strozzinarlo.
Giusto? No. La vita è ingiusta? Senz'altro.

Per questo la questione del non inserirsi è vitale, tremendamente, e piegarsi per me vuol dire smettere di costruire col proprio esempio un'Italia differente.
Preferisco i miei mulini a vento che una sottomissione che mi impedirebbe di dormire la notte.
_ Commento di jasmines _ profilo
_ scritto il 15.03.2010 alle ore 18:50
Parli di strozzinaggio e truffe con una certa leggerezza, io non ho mica detto che i "conformati" di cui sopra si conformino all'illegalità imperante. Non ho neanche detto che ci sia questa illegalità imperante.
Si può essere furbi e non prendere schiaffi anche senza necessariamente diventare dei fuorilegge, perché se qualcuno ci "strozzina" o ci "truffa" ci si DEVE (e sottolineo DEVE, proprio per le questioni morali cui tu stesso alludevi) tutelare con denunce e controdenunce, cosa che auspico tu abbia fatto.
Non solo, ma esistono anche dei mezzi accessori, come ad esempio gli organi di stampa (il web poi, SE USATO BENE, diventa micidiale). Per come sono fatto starei qui ore a parlare e raccontarti di quanti episodi analoghi al tuo ho vissuto, sostenuto, guidato... Arrivando pure a "sbattere in prima pagina" mostri di un certo calibro, che puntualmente si sono risentiti nel profondo della loro moralità, come dire... tutti alla fine vi si rifugiano...

Faccio molto caso al fatto che tu dici che per te la musica è un lavoro. Per una band emergente, che fa la scelta di mantenersi fedele alla propria moralità, "passare la palla", lasciare il passo a chi si fa meno scrupoli, è probabilmente un gioco o poco più.
Per chi fa della musica un lavoro, si suppone ci siano di mezzo dei soldi, e lì non credo che si possa fare buon viso a cattivo gioco. Non voglio fare i conti in tasca a nessuno, ma piuttosto che piegare un intero sistema mi preoccuperei di sputtanare e distruggere LEGALMENTE chi mi ha procurato il danno economico.

Ho visto addetti ai lavori che vanno in giro a dire di essere creditori per migliaia di euro, quando invece le cause neanche esistono perché è solo la loro morale a dare loro ragione (i contratti dicono qualcosa di ben diverso). Quindi scusatemi se parto prevenuto, ma per combattere le truffe gli strumenti ci sono. L'importante è che ci siano le truffe e l'intenzione di andare in fondo.

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