doc Omeopatia - medicina o religione?
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 16:16 _ 8378 letture
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Da qualche giorno, e con sostanzioso anticipo rispetto agli anni passati, i famigerati pollini sono tornati a stuzzicare la mia istamina con i risultati che potete ben immaginare. Chiacchierando con amici, colleghi, familiari e conoscenti, tra le altre cose, è rispuntato fuori il discorso sull'omeopatia, metodo terapeutico di dubbia efficacia cui personalmente non ho mai creduto molto. Stimolato da vari discorsi, da qualche giorno avevo intenzione di raccogliere materiale per un nuovo post sull'argomento, ma proprio oggi è uscito un interessante articolo che riassume in modo piuttosto completo la mia posizione. Buona lettura e ci vediamo nei commenti, qualora voleste discuterne.


articolo "Omeopatia: la cura dell'acqua", scritto da Eleonora Presani su Appunti Digitali

Molto spesso quando parlo con chi si appoggia all' omeopatia noto come confondano questo tipo di cura con l' erbalismo. È invece estremamente importante comprenderne le differenze. Che princípi attivi estratti dalle piante siano spessissimo molto efficaci per la cura dell'uomo è un fatto noto da sempre: moltissime medicine di uso comune derivano da principi ottenuti dalle piante. Spesso sono ancora oggi estratti dalle piante, a volte invece, per ridurre i costi, vengono riprodotti chimicamente, ma ispirandosi alle molecole presenti in natura.

L'omeopatia, invece, non ha nulla a che fare con l'erbalismo, ma si basa su tre concetti molto diversi, così come sono stati esposti dal suo inventore Samuel Hahnemann nel 1796. Cercherò, in questo post, di spigare questi concetti e di commentarli da un punto di vista scientifico.

La legge di similitudine

Questo è il prinicipio fondamentale dell'omeopatia, come dice il nome stesso [...] e si basa sull'idea che la cosa che causa il male serva anche per curarlo (il motto di Hahnemann era Similia similibus curantur). La stessa sostanza che in una persona sana induce la malattia, nella persona malata ha un effetto curativo. In pratica è come dire che se una persona che non soffre di insonnia fa fatica a dormire dopo aver bevuto caffé, una persona insonne dovrebbe riuscire ad addormentarsi senza problemi dopo una dose di caffeina. A mio parere non servono considerazioni scientifiche, ma puramente logiche, per capire che c'è qualcosa che non va in questo ragionamento. Eppure l'esempio riportato non è affatto casuale: la cura omeopatica dell'insonnia è la “coffea“, contenente caffeina.

La legge degli infinitesimali

Ecco il secondo principio dell'omeopatia: la sostanza curatrice non deve essere somministrata in dosi normali, ma infinetisimali, deve essere cioè diluita tantissimo in acqua. Secondo Hahnemann più una sostanza viene diluita, più diventa efficace. In omeopatia si parla in genere di “centesimi”: una goccia di principio attivo (per esempio caffeina) aggiunto a novantanove gocce d'acqua viene chiamata “potenza centesimale” o 1C. Una goccia di questa soluzione diluita ulteriormente in altre 99 gocce d'acqua produrrà una soluzione 2C. Quest'ultima soluzione contiene 99.99% d'acqua e 0.01% di caffeina. Ma le diluizioni non si fermano qui: i rimedi omeopatici commerciali vengono venduti normalmente a 6C, ovvero con solo il 0.000 000 000 1% di principio attivo. Esistono spesso in commercio anche soluzioni 30C , ovvero la concentrazione di principio attivo è (0.01)^(30), cioè l'1 è preceduto da 59 zeri, dopo la virgola. Se la logica non basta, da un punto di vista scientifico, a una diluizione di 12C si supera il cosidetto “limite di Avogadro” . In chimica si usa il termine “mole” per definire la quantità di materia che contiene sempre lo stesso numero di atomi o molecole di quella sostanza. Per esempio il cloruro di sodio (il normale sale di cucina) ha formula chimica NaCl e ha peso molecolare 58.44. Ciò vuol dire che 58.44 grammi di sale da cucina contengono 6.022×10^23 molecole di NaCl. Per fare le diluizioni centesimali si deve dividere per 100 questo numero ogni volta. A 1C avremo 6.022×10^21 molecole. A 12C avremo 0.6 molecole. Quindi più o meno una molecola (una molecola!!) ogni due boccette. Capite bene che comprando una boccetta di soluzione 30C la probabilità di trovare una molecola di principio attivo è più bassa di quella di vincere il Superenalotto.
In più non è che l'omeopata ne dia da bere litri, ma versa una goccia di questa soluzione su un po' di zucchero per essere somministrato al paziente. È ovvio anche al suo inventore che questa pratica fa si che il paziente ingerisca solo e soltanto acqua fresca. Per questo vi è un terzo principio dell'omeopatia.

Legge della succussione

L'idea è che scuotere vigorosamente la soluzione omeopatica in fase di diluizione la renderà più effettiva. L'azione di scuotere in omeopatia viene detta succussione. L'idea è che questo processo di succussione permetta alle molecole d'acqua di venire “potenziate”, mantenendo una “memoria” del principio attivo. Non esiste nessuna spiegazione scientifica su come una molecola d'acqua possa mantenere memoria di altre molecole, né cosa questa memoria sia o come possa venire utilizzata dall'acqua per curare le malattie. Le molecole, così come gli atomi e le particelle, sono quello che sono, la loro identità è definita da una serie di proprietà, se queste proprietà sono diverse, allora si tratta di un elemento diverso. L'acqua è acqua indipendentemente da con che cosa sia venuta in contatto.

A mio parere questa ultima legge è di gran lunga la più assurda, ma tutte e tre dimostrano come l'omeopatia non può funzionare in un contesto scientifico. Vi sono pochissime pubblicazioni scientifiche riguardo l'omeopatia – chi la pratica tende a screditare l'approccio scientifico – ma l'unico articolo completo sull'argomento è stato pubblicato sulla rivista The Lancet nel 2005. In questo articolo sono spiegati i principi ed è stato applicato il metodo standard per la validazione della cura, proprio come viene fatto per qualsiasi altro medicinale in commercio. Il risultato è che l'effetto dell'omeopatia è in totale sovrapposizione con l'[url=http://it.wikipedia.org/wiki/Placebo_(medicina)]effetto placebo[/url]. Infatti vi è un'indubbio peso dell'atteggiamento e della condizione psicologica della persona sulla sua guarigione. Quando si vuole studiare una medicina si prendono due gruppi di persone, a un gruppo viene data la medicina reale, all'altro vengono date pillole di “farina”, che non contengono nulla. Ovviamente nessuno sa se sta prendendo la medicina reale o no. In questo modo è possibile scoprire se il medicinale ha un effetto reale sulla malattia, e non si tratta solo di effetto placebo. Nel caso dell'omeopatia il risultato è stato che non è possibile dimostrare che abbia alcun effetto sull'uomo.

Quello che molte persone pensano è che in ogni caso, se si tratta solo di acqua, almeno non faccia male, per cui, perché no. Ebbene questo atteggiamento è sbagliato e può creare molti più danni di quanti se ne possano immaginare. Innanzi tutto è una grande spesa inutile. Questi prodotti costano, e in molti paesi vengono anche coperti dal sistema sanitario. È una spesa per l'individuo e per l'intera società. Poiché molti di coloro che utilizzano queste cure non ne conoscono i principi o non hanno i mezzi culturali per giudicarli, si tratta fondamentalmente di truffa. Anche perché se comprando una boccetta di “caffea” 30C c'è scritto caffeina sull'etichetta è chiaro che ci si trova di fronte a una menzogna.

Il danno principale che l'omeopatia arreca a chi la usa e a tutta la società è legato al fatto che la stragrande maggioranza degli omeopati sconsiglia apertamente i propri pazienti ad affidarsi alla medicina tradizionale, e soprattutto sono estremamente contrari ai vaccini. (Il che mi pare strano, perché è la parte della medicina tradizionale che più si avvicina al concetto di simila similibus curantur). Purtroppo non sono così isolati come dovrebbero i casi di genitori che tolgono la possibilità di cura ai propri figli per appoggiarsi a cure omeopatiche, con vaghe speranze di miracoli che non avverranno mai. Per esempio possiamo ricordare il caso avvenuto in Italia nel Maggio 2008, quando una ragazzina diabetica di 14 anni ha perso la vita a causa della sospensione dell'insulina voluta dai genitori a seguito di un discutibile consiglio di una “dottoressa” omeopata.

Non sempre le conseguenze sono così drammatiche, ma il rischio c'è, e affidarsi all'omeopatia è come affidarsi alla fortuna, sperando che la malattia scompaia da sola. Ogni tanto funziona, perché fortunatamente non tutte le malattie sono mortali, ma per quanto lontana dall'essere perfetta la medicina “occidentale” è la cosa migliore che abbiamo a disposizione, e dovremo investire per migliorarla ulteriormente, invece che disperdere tempo e denaro in vecchie credenze senza nessun fondamento.

fonte: 1023.org



PS: Non me la sono sentita di inserire il post nella sezione Scienze e, visto che mi sembra un argomento dai connotati parecchio "religiosi", l'ho messo in Società.

*** UPDATE: dopo riflessioni varie, l'ho spostato in Scienze. Alla fine si parla comunque di scienze in maniera indiretta, e come mi facevano giustamente notare nei commenti, l'effetto placebo è comunque materia pertinente.
Darsch
_ chiavi di lettura:pseudoscienza, medicina, scienza, religione, omeopatia

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_ Commento di Zandalus _ profilo
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 18:21
Interessante l'articolo!

Mio zio è un dottore, e in questo periodo ha fatto dei corsi per studiare anche la medicina omeopatica, casomai la prossima volta che viene gli faccio qualche domanda, per capire un pò cosa gli è stato detto.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 19:35
Sarebbe molto interessante.
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 22:55
Forse sotto Scienze ci poteva anche stare sai? A conti pratici l'omeopatia è un'induzione psicologica, attraverso la quale spingi il tuo organismo a curare da se i sintomi della malattia.

Ovviamente è da prendere con le pinze, io di mio non la consiglierei MAI e sottoscrivo MAI come rimedio alternativo per patologie gravi o che comunque mettono a rischio la vita di una persona (vedi articolo della bimba 14enne).

Se la scelta omeopatica è data dalla stizza e/o riluttanza ad assumere medicinali e/o atteggiamento un po' hippie, in quel caso, per la mia esperienza in medicina (ho parecchi anni di bagaglio culturale alle spalle, era stata una mia passione dall'infanzia e lo è tuttora la medicina) consiglio vivamente di mettere da parte la stizza ed assumere medicinali corretti per le patologie che mettano anche minimamente a rischio la propria vita.

Per il resto invece l'omeopatica è poco meno di un placebo, dove un minimo di principio attivo dell'elemento naturale in questione aggiunto all'induzione psicologica data dal nostro cervello che quella cosa ci guarirà, attivano una reazione nel nostro organismo.

Riguardo al tuo problema con i pollini, se non hai trovato pace finora con i medicinali antistaminici e/o non ne vuoi assumere e vuoi provare qualcosa di omeopatico prova pure, ma se otterrai qualche risultato ringrazia solamente il tuo cervello :)

Come il cervello può creare sulla tua pelle segni evidenti di ferite, ematomi ecc.. in risposta a sogni estremamente vividi, reagendo ad una lacerazione mai avvenuta e quindi causandola per poi reagire (e sta cosa fidati mi è successa qualche volta), allo stesso modo è in grado di "riparare" qualsiasi cosa, anche farci ricrescere arti amputati (ma qui si finisce in medicina sperimentale dove sollecitando un gene dormiente si è già fatto ricrescere dita mozzate, anche da parecchi anni, ad alcune persone tra USA ed UK).
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 22:57
PS: riguardo all'esempio sulla caffeina, a me come nell'esempio aiuta a dormire :P se prendo un caffè e mi corico a letto prendo sonno più facilmente :D
_ Commento di Zandalus _ profilo
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 23:03
Hai per caso qualche articolo che riguarda la ricrescita degli arti? Che mi interesserebbe molto leggerlo ^^

Avevo solo letto un articolo su focus tempo fa, in cui si parlava di far crescere gli arti sui maiali, per poi impiantarli nell'uomo una volta "maturati"
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 23:20
Devo cercare l'articolo, ma oltre quello c'è stato tanto di documentario di 1 ora su Discovery Channel dove mostrava gli effetti pratici, anche passo passo (documentati dai genitori) su questo bambino a cui era stata mozzata in una porta la falangetta quasi per intero.. beh ora ha il dito completo, funzionale, come se non fosse mai successo nulla.

Ora ho sonno, ma domani ti trovo delle documentazioni molto volentieri :P
_ Commento di Zandalus _ profilo
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 23:22
Grazie ^^

Ma si è riuscito a far ricrescere ad esempio, solo una parte di falangetta, o anche un dito intero? :)
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 12.04.2010 alle ore 23:32
Per ora solamente sezioni, utilizzando una specie di layer fatto di materiale biodegradabile, una sorta di gel se non erro, dove le cellule automaticamente si replicavano ripristinando la struttura del dito, avendo già incluse le informazioni strutturali.
Qui cmq si tratta di risultati di 2-3 anni fa, ma date le recenti scoperte di un mesetto fa, citando l'articolo del telegraph riportato alla fine, penso che la ricerca si sposterà sull'interazione col gene p21 che permette la ricrescita di qualsiasi parte del corpo autonomamente, come succede negli anfibi, e ciò avrebbe enormi ripercussioni in ambito terapeutico.. niente più bisogno di trapianti ad esempio!

http://www.telegraph.co.uk/health/healthnews/7448557/Humans-could-regrow-body-parts-like-some-amphibians.html

Alla fine abbiamo tutto nel nostro DNA, comprese molte informazioni in comune con gli alberi (potremmo effettuare la fotosintesi andando ad attivare il gene corrispondente xD), e di tutti i geni, solamente una parte infinitesimale è attiva, specifica per la nostra specie.
L'ipotesi di avere un'interruttore on/off sul p21 sarebbe un grande passo avanti nella medicina a livello mondiale.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 13.04.2010 alle ore 10:39
@LuPoN - sì in effetti stavo pensando di spostarlo in Scienze, se non altro perché si parla comunque di scienze in maniera indiretta. E in effetti l'effetto placebo è comunque pertinente in quell'ambito. :)
Per quanto riguarda la mia allergia, io mi trovo benissimo con l'antistaminico (mi lamentavo solo del fatto che quest'anno i pollini siano 'esplosi' prima del solito), e in ogni caso non mi affiderei a una roba come l'omeopatia nemmeno se mi pagassero! :D Mi fido molto di più della scienza (quella vera, non quella inventata). ^_^
Tutta la storia della ricrescita degli arti e dei geni è affascinante, e approfondirò molto volentieri! Grazie!
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 13.04.2010 alle ore 21:28
Di niente :D ciò che almeno fino al secolo scorso era considerata pura e mera fantascienza, sta diventando scienza attuale..

Un'altro esempio (non pertinente all'argomento però) riguarda i "quanti", generando 2 quanti in "entanglement" (legame), in ambienti controllati, ovunque siano nell'universo, quando uno dei due entra in uno stato (quantum bit), l'altro avrà lo stato opposto, ed in questo modo è possibile "teletrasportare" in pratica le informazioni in sequenze di quantum bits, ma è una tecnologia unicamente punto-punto, paragonabile a due bicchieri collegati con un filo. Questa cosa in "pratica" l'abbiamo vista in ME2 (il comm della Normandy SR2 usa due quantum in entanglement per comunicare direttamente con l'Illusive Man) ed è considerata parzialmente fantascienza, perchè ad oggi sappiamo che è realizzabile e ne siamo anche abbastanza vicini alla realizzazione ^^

Sorry per l'off topic :P
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 13.04.2010 alle ore 21:30
Questa invece la sapevo! :P Ed è affascinante!!!
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 22.10.2011 alle ore 01:00
Che male c'è, è una cosa innocua... sì eh!? ... http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=167302&sez=HOME_INITALIA

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