doc Lettera a Fini e Bongiorno
_ scritto il 23.07.2010 alle ore 12:19 _ 2120 letture
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Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall'On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall'On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell'art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l'atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l'indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell'applicabilità dell'obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l'informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l'Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell'On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l'unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall'occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l'informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l'unica – forma di attuazione di quell'antico ed immortale principio, sancito dall'art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell'art. 1 del ddl nel corso dell'esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati. L'accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell'uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

- Guido Scorza, Pres. Ist. per le politiche dell'innovazione

- Vittorio Zambardino, Scene Digitali

- Alessandro Gilioli, Piovono Rane

- Arianna Ciccone, Ifj e Valigia Blu

- Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine

- Luca Conti, Pandemia

- Fabio Chiusi, Il Nichilista

- Daniele Sensi, L'AntiComunitarista

- Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

- Simone "Darsch" Fracassa, darsch.it

- Francesco "Sky" Rosati, Liberi Pensatori

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_ Commento di Sky1977 _ profilo homepage
_ scritto il 23.07.2010 alle ore 12:25
Caro Simo
puoi aggiungere anche me alle sottoscrizioni:
Francesco "Sky" Rosati liberipensatori.it
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 23.07.2010 alle ore 12:31
Certamente!
Quando hai due minuti pubblica la lettera anche sul tuo blog! ;)
_ Commento di Lyserjik _ profilo homepage
_ scritto il 23.07.2010 alle ore 15:18
Ma io mica ho capito: i finiani stanno facendo ostruzionismo o no?
Prima la stessa Bongiorno prese posizione contro il ddl e lo fece slittare non so di quanti giorni, adesso lei e i suoi compari avallano questo codice draconiano.
Che cacchio stanno creando?

Ricordo che un po' di tempo fa ho letto di una scappatoia (mi pare su punto informatico) per questa stronzata di legge. In sostanza bastava fare in modo che il blog risiedesse su server all'estero (quindi un qualunque blogspot o wordpress) perchè la legge si rendesse inapplicabile.
Ad ogni modo, sono sicuro che di fronte a uno scenario così inverosimile non tarderà molto prima che i blogger si mettano d'accordo sui nomignoli da dare ai vari personaggi pubblici pur di non citarli esplicitamente.
Il nano, ad esempio, è univocamente determinato, no?
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 23.07.2010 alle ore 15:48
Mah i finiani in teoria dovrebbero essere contro questo scempio... o almeno così credo, ma non ci si capisce molto, questi cambiano idea ogni battito di ciglia...

Sì di escamotage in effetti ce ne sarebbero parecchi, però ti pare che uno deve comportarsi come una specie di clandestino per scrivere 2 righe di sacrosanta opinione?
_ Commento di Lyserjik _ profilo homepage
_ scritto il 24.07.2010 alle ore 03:04
Già. Queste sono situazioni surreali e mette tanta tristezza vederle esistere nel nostro paese.
_ Commento di danitrap _ profilo homepage
_ scritto il 24.07.2010 alle ore 14:19
Ho pubblicato la lettera anche sul mio blog!

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