doc Genitori o generatori di non-valori?
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 15:37 _ 2304 letture
Vi invito a leggere questo articolo di Caterina Soffici, al termine del quale mi permetto di aggiungere qualche piccola considerazione su uno degli aspetti trattati.


articolo "Più ceffoni contro il modello Arcore" di Caterina Soffici

Il problema non è solo Berlusconi. Il problema siamo noi, uomini ma soprattutto donne italiane. Certo, Berlusconi ha fatto tutto il possibile, l'improbabile e anche l'impossibile per portare l'Italia ad assomigliare sempre più a una dittatura africana (scegliete voi se più modello Gheddafi o nipote di Mubarak), che a una moderna democrazia occidentale.

Sappiamo bene cosa ha fatto lui, ma noi cosa non abbiamo fatto? Il "puttanaio" raccontato dalle cronache di questi giorni non può essere solo il risultato della mente malata e perversa di un vecchio porco che ama circondarsi di minorenni. Tutto ciò ha origine altrove. Berlusconi incarna l'uomo italiano a cui le donne piacciono "orizzontali" e non solo fisicamente. Gattine sulle ginocchia, senza personalità, obbedienti, sostanzialmente dei piacevoli oggetti. Noi pensiamo che l'Arcorina abiti solo nelle regge del sovrano, che sia una sorta di cortigiana, la moderna versione della ragazza che si infila nel letto del potente per ottenere qualcosa. Ma guardatevi intorno, guardate le foto che le adolescenti mettono su Facebook, guardate cosa si dicono e cosa dicono ai ragazzi della loro età e capirete che il modello è stato esportato ovunque. Grazie alla pubblicità, alla televisione, alle varie mariedefilippi, ai tronisti, quel mondo di plastica è uscito dal video senza che noi ce ne rendessimo conto. E ora senti una quindicenne che non si stupisce se il compagno di classe la palpa durante la ricreazione: "che male c'è?" ti risponde. E lui conferma: "Se non urla, non è mica violenza".

Per loro finché una non urla non è violenza. Basterebbe un bel ceffone per rimetterlo a posto e insegnargli quali sono i limiti. Un ceffone che da "orizzontale" rimette quella ragazza in posizione verticale. Ma il problema è che le ragazzine quali sono i limiti non lo sanno più. E' tutto lecito, è tutto permesso, non sanno più proteggere il proprio corpo e di conseguenza la propria dignità. Le donne italiane si sono tutte "arcorinizzate"?
Ecco il punto. Le donne italiane hanno smesso di dare ceffoni. Se i numeri dicono che il Rubygate non ha scalfito la popolarità di Berlusconi nei sondaggi, uno dei motivi è proprio questo.

E mi spiego meglio con un esempio. Due giorni fa a Londra due famosissimi giornalisti sportivi di Sky (gente da 600mila euro di stipendio l'anno, per intendersi) sono stati licenziati in tronco per sessismo. Cosa avevano detto di così terribile? Pensando di essere fuori onda avevano commentato lo sventolio di una guardalinee: "le donne non conoscono neppure le regole del fuorigioco". E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l'ultima di una serie di battutine ("qualcuno finirà per eccitarsi", "è una gran gnocca") anche rivolte a colleghe. Frasi sessiste ritenute inaccettabili e imperdonabili dai vertici dell'emittente, anche in seguito alle numerose proteste degli utenti (principalmente dalle donne) che si sono sentiti offesi dalla mentalità discriminatoria e umiliati dal pregiudizio sessista. Sembra di stare su un altro pianeta, non a due ore di volo di distanza. I giornali hanno preso la cosa molto sul serio e ieri L'Independent pubblicava addirittura una guida per riconoscere quando una donna può reclamare di essere oggetto di discriminazione sessuale. Se uno fa apprezzamenti sul vestito di una collega è discriminazione sessuale? Sì, ma dipende dalla gravità. Un gruppo di colleghi va al pub e dopo qualche bicchiere fa apprezzamenti su una collega, non presente, alla quale vengono poi riportate le frasi, lei può fare causa alla company per molestie? Sì. Lo specchietto continua con le varie casistiche e insegna alle donne inglesi come dare ceffoni (metaforici e giuridici).

Quindi donne, va bene scendere in piazza il 13 febbraio, firmiamo pure gli appelli per la dignità delle italiane, manifestiamo, ma prima di tutto agiamo con i ceffoni nella vita di tutti i giorni. E' il primo passo per riportare le donne in posizione verticale, per insegnare ai nostri figli che l'Italia non è solo il paese delle Arcorine.



Sono d'accordo con l'autrice dell'articolo, ma credo che al suo discorso manchi una premessa fondamentale (che non basta più lasciare sottointesa): il ruolo dei genitori. La ragazzina di 15 anni si fa tastare in classe senza dire niente perché il suo livello di guardia è più basso di quanto non dovrebbe essere. E ad una ragazzina di 15 anni il livello di guardia lo si deve insegnare. I nostri figli sono lo specchio di quell'intricato dedalo chiamato 'educazione' e di tutti i valori che gli trasmettiamo. La loro trasmissione viene intesa come processo attivo, per questo molto spesso non avvertiamo alcun campanello d'allarme associato a qualcosa che non stiamo facendo. La mancanza di stimoli, l'assenza di dialogo, il disinteresse, il lasciar correre e l'atteggiamento del "vabbeh, ma sono ragazzi!", sono tutti comportamenti passivi che trasmettono non-valori. Cerchiamo di essere più partecipi, e se necessario anche più severi, altrimenti che li abbiamo messi al mondo a fare?
Chiaramente il discorso vale per entrambi i sessi: è vero che è preoccupante se una ragazzina di 15 anni si fa tastare e non dice niente, ma è altrettanto preoccupante il ragazzino che la tasta senza porsi alcuno scrupolo.
Darsch
_ chiavi di lettura:educazione, genitori, figli, adolescenza, società

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_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 15:47
Per quanto riguarda il discorso più ampio trattato nell'articolo, che esula dallo scopo di questo post (per questo ne parlo nei commenti), credo che la responsabilità sia un po' da ambo le parti. E' vero che le donne dovrebbero alzare di più la voce e imparare a dare più ceffoni (morali e/o giuridici, sia chiaro), ma è anche vero che l'uomo spesso tende a sottostimare il potere discriminatorio che hanno certi suoi comportamenti. Basterebbe un po' di rispetto per il prossimo, a prescindere dal sesso (o da qualsivoglia altra caratteristica fisico-comportamentale, ma questa è un'altra storia). Siamo progressivamente arrivati al modello televisivo che vediamo oggi solo perché gliel'abbiamo permesso. Anche qui servirebbe un po' più di severità (vedi l'esempio dei giornalisti sportivi che ha fatto Caterina Soffici nell'articolo).
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 15:56
Io ho sempre sostenuto che Berlusconi è l'effetto e non la causa. Lui è lì perché in parecchi l'hanno deciso. Il modello che quindi l'ha portato ad occupare la sua posizione è lo stesso modello che trasmette questi non valori. E sono d'accordissimo sul ruolo dei genitori (ne parlavo oggi a pranzo con un neo padre). E' però vero che, sfortunatamente, sono molto, ma moooooolto più "istruttivi" i subliminali messaggi di pubblicità, media & co.

Occorre quindi un superlavoro dei genitori, perché la normale amministrazione non è più sufficiente per arginare i danni che un'informazione sessista sta facendo. La televisione non farà altro che adattarsi ai nostri gusti. Se le persone smettessero di sbavare così platealmente per tette & culi, nessuno si sognerebbe di rifilarli dovunque. Come dice il buon saggio V, se cercate il colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio.
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 16:03
Ma che male c'è nel tastarsi fra coetanei a 15 anni? O_O

Sì, la situazione è l'effetto non una causa.

Non consoco NESSUNO che abbia votato Berlusconi, eppure la maggior parte del mio popolo l'ha votato. Siamo così, facciamo democraticamente schifo.
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 16:06
@Tiziano:

Farsi tastare... in classe... a 15 anni... che c'è di male? Se eri ironico, chiedo scusa, altrimenti boh, non so che dire. Se mia figlia a 15 anni si facesse toccare da un compagno di classe senza batter ciglio, userei la sparachiodi. Contro di me.
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 16:35
No, non era ironico. Quello che mi preoccupa è che mia figlia a 15 anni potrebbe non essere in grado di capire che non si va in motorino senza casco, non ci si impasticca, non si torna a casa accompagnata da un amico ubriaco, etc. Oppure che non sia in grado di dare quel ceffone.

Insomma non escludo a priori la tastata. La vedo contro natura la castità nei pensieri e nei fatti a 15 anni... Bigotto pretenderla.
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 16:54
@Tiziano:

Trovo difficile che una ragazzina che a 15 anni si fa palpare in classe dai compagni sia in grado di capire le altre cose che hai elencato. Poi reputare addirittura bigotto "pretendere" che a 15 anni non la si dia in libertà mi pare un po' esagerato. Mica pretendo che a quell'età non si abbiano certi pensieri, ma ci sono infinite tonalità di grigio tra quello e il far passare come "dai, ma che vuoi che sia" la palpata. A 15 anni. Mah, sarò bigotto.
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 17:04
A me sembra esagerato pensare che farsi tastare equivalga a "darla in libertà".

Comunque sì: "dai, ma che vuoi che sia" for the win. Chi pensa che ci sia qualcosa di illecito è il peccatore.
_ Commento di Lisa _
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 17:30
Darsch sono d'accordo con quello che scrivi, pienamente. Sarà anche perchè ho rcevuto dai miei genitori un'educazione secondo me molto buona, anche se magari un pò rigida, dovuta a una differenza di età molto elevata tra me e loro... comunque x quanto riguarda i commenti qua sopra, c'è tempo per farsi palpare essendo coscienti di quello che si sta facendo... e 15 anni son decisamente pochi x capirne le eventuali conseguenze..
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 17:35
E quali sarebbero queste "eventuali (sembrerebbe disastrose) conseguenze"?

Darsch, alla bisogna puoi bannarmi. :D
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 17:42
@Tiziano - Non so se tu parli di tastate di carattere ingenuo, ma il tono dell'articolo a me è sembrato ben diverso: si parla di un'età e di un atto che iniziano a entrare in un contesto più sessuale che innocente. Io a 15 anni non mi sarei mai sognato di tastare una compagna di classe, proprio perché insieme all'andare in moto senza casco, a non impasticcarsi e a non farsi accompagnare da un ubriaco, mi è stato insegnato anche il rispetto.

@Lisa - già. Alla fine, come dice anche Albyok, il superlavoro a cui sono costretti i genitori si traduce spesso anche in un bel po' di severità, che lì per lì ci sembra ingiusta, ma è solo così che poi si cresce con i giusti valori. E di esempi "moderni" ne ho parecchi, alcuni dei quali anche in ambienti che tendono per conformazione a trascinarti dalla parte sbagliata.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 17:43
@Tiziano - bannarti perché hai un'opinione diversa dalla mia? E mica siamo sul sito de Il Giornale o di Libero qui, io non banno nessuno! xD
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 18:48
Stiamo parlando di coetanei consenzienti? Di cattolici? Di pedofili?

Sono l'unico a essere convinto che non tastare una compagna coetanea consenziente non è un segno di rispetto?

Le tastate sono _tutte_ ingenue. A sentirvi, sembrerebbe che se è motivata da una pulsione sessuale diventa peccaminosa e sbagliata.

Oppure siete cattolici, il che potrebbe essere obiettabile, ma di sicuro ha il mio rispetto.
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 18:52
@Tiziano
Quoto Darsch. Puoi pensarla come vuoi, di certo nessuno vuole zittirti. E' probabile che ci sia un malinteso sulla questione "palpate". Io ho visto video di ragazzine che avranno avuto bene o male quell'età che si alzavano la magliettina, poi si toglievano il reggiseno e facevano comprovare ai compagni la sua maturità. Ecco, non penso occorra essere bigotti per capire che se a 15 anni fai queste cose a 18 prendi le supposte senza aiuto.

Poi se con "palpatina" intendi una piccola ingenua malizia (nonostante a me sembri davvero presto) posso capire, ma penso che l'articolo non si riferisse a niente di innocente.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 19:16
@Tiziano - ma che peccaminosa, tra me e Albyok siamo più atei di una regione d'Italia intera. xD
Se parliamo di cose ingenue è un conto (probabilmente stiamo anche dicendo la stessa cosa, ma non l'abbiamo ancora capito), ma la ragazzina che a 15 anni si alza la maglietta in classe e fa tastare a tutti il frutto della sua maturità, secondo me, è stata educata con valori sbagliati. E io Tizia' sono proprio agli antipodi del bigottismo, lo sai, ma qui non c'entra secondo me.
Poi è ovvio che anche due ragazzi di 15-16 anni se sono consenzienti possono toccarsi quanto gli pare, mica ci si puo' "fidanzare" solo quando si è maggiorenni. L'articolo però, secondo me, si riferiva proprio al classico esempio che ha fatto Albyok: non alla cosa occasionale o voluta da entrambi, ma ad un comportamento generale tenuto con tutti. Fammi capire: se ti capitasse di vedere sul cellulare di tua figlia quindicenne un video in cui si fa tastare le tette dai suoi compagni di classe, per te sarebbe tutto ok?
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 31.01.2011 alle ore 20:39
Ecco, io non volevo dirlo, ma l'ha detto Darsch. Sono stramega-ateo. Per me il fatto che una ragazzina sia consenziente a farsi toccare le tette dai compagni di scuola è un'aggravante. Come comunque ti ho detto io e pure Darsch, qua non stiamo parlando di castità ridicola o altre regole davvero bigotte.

Se due 15 anni sono abbastanza maturi da potersi "tastare", che lo facciano, può pure esser bello. Ma qua stiamo parlando di tutt'altra cosa, ovvero della totale perdita di cognizione riguardo a cose che non si fanno con quella leggerezza, non tanto perché te lo dice un libro, neanche perché te lo dice la tua religione, semplicemente perché è schifoso che una 15enne si faccia "palpare" dai compagni. Perfetta la domanda di Darsch. Sarebbe davvero ok per te vedere quel video di tua figlia?
_ Commento di jasmines _ profilo
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 11:06
Difficile pensare che i nostri figli non si conformino al modello di società che gli viene inculcato da ogni dove, solo perché noi vorremmo che non fosse così. Penso che tutti i genitori vogliano il meglio per i loro figli, vorrebbero trasmettere dei valori non tanto per il fatto che siano valori, ma perché pensano che possano farli stare bene nella vita.
Quello che succede, però, è che se i figli sono così lo sono ANCHE per effetto delle influenze che i genitori hanno su di loro, volenti o nolenti.
Può entrare in gioco la trasgressione, la ribellione, o forse, più semplicemente, lo sbaglio del genitore che pensava di insegnare una cosa, e ottiene l'effetto opposto.

Nessuno di noi può essere in grado di mantenere il "mio figlio non sarà mai così". Noi stessi siamo il risultato di ciò che l'esperienza di vita ci ha riservato, provate a negarlo.

Quello che secondo me è sbagliato a priori, è pensare di essere degli educatori. Non c'è un genitore che conosco che condivide pienamente il "metodo" di un altro genitore, ognuno ha le sue convinzioni, le sue "tare" (sì anche quelli che pensano che per preservare la moralità dei propri figli bisogna tenerli chiusi in casa fino alla fine dei tempi) che non mi permetto di definire migliori o peggiori delle mie.

E' pure vero che bisogna fare di necessità virtù, e inquadrare la questione "educazione" nel nostro tempo. Negli anni 50 chi metteva al mondo un figlio cercava di fargli capire quanti sacrifici si facevano per la famiglia, e da lì ne conseguivano certi valori. Poi è venuto il benessere, fino a un certo punto. Con il buon Tiziano ci siamo ritrovati più volte a parlare di come i nostri genitori abbiano lavorato per darci qualcosa, sono riusciti a comprare una casa, qualcuno anche più di una...
Oggi questa priorità si è un po' persa, non siamo più abituati a risparmiare, mettere il mattone in cassa piuttosto che un vestito nuovo o l'ultimo ritrovato della tecnologia, e di conseguenza anche i valori che siamo in grado di trasmettere ai nostri figli (ripeto: volenti o nolenti) sono diversi.
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 11:14
Anche in altri post ne abbiamo un po' parlato, ma io sono ogni giorno più convinto che il genitore sia uno dei ruoli più importanti della vita e che quindi debba essere trattato come tale. Cosa succede oggi? Improvvisazione. Bella su certi aspetti, ma su certi fronti crea dei danni anche irreparabili. Ci sono delle cose oggettivamente sbagliate (e io mi prendo la "responsabilità" di metterci tranquillamente il tenere chiuso in casa qualcuno) e su quelle andrebbe un po' lavorato. Non so con quali modalità precise, ma un buon corso obbligatorio per i futuri mamma & papà non sarebbe male. Roba soft, le basi. Ognuno il figlio se lo cresce come gli pare, ma i consigli di qualche esperto, uno psicologo tipo, sarebbero ottimi.

Certo non risolverebbe tutti i problemi, ma sarebbe un buon inizio per veder sparire certi casi estremi dove il genitore manca dei fondamentali e fa avere un'infanzia molto difficile alla prole.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 11:56
In effetti certi casi estremi ti fanno veramente pensare. Come ti fanno pensare (in positivo, chiaramente) anche casi in cui, nonostante l'ambiente sfavorevole, vedi bambini venuti su in maniera impeccabile. Io credo che anche oggi ci sia spazio per quei "valori di una volta" con i quali siamo cresciuti noi e i nostri genitori, opportunamente riadattati ai modelli odierni.
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 16:08
@darsch-albyok
"se ti capitasse di vedere sul cellulare di tua figlia quindicenne un video in cui si fa tastare le tette dai suoi compagni di classe, per te sarebbe tutto ok"

No, assolutamente. Non prenderei la sparachiodi però.

Morirei se la vedessi bucarsi, spacciare, rubare. O avvelenare il caffè della prof. O pisciare su un barbone.

Il sesso è un tabu che ciclicamente sposta i suoi confini, avanti e indietro. E' molto relativo. Togliere la libertà ad un altro per esempio, invece, è male. Sempre.

'Sta storia della donna oggetto, dei genitori che sbagliano e che ppalle e basta. Siamo un microsendo nella storia della cultura umana. E' il turno delle veline.

@Jasmine
Inquadrare la questione "educazione" nel nostro tempo
Perfetto, quoto in pieno!

Per il resto, Jasmi', non so chi sei ma comunque, per la cronaca, mia madre m'ha lasciato sì e no qualche buffo :D
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 16:32
@Tiziano

Potrei applicare a tua teoria dei limiti allora pure sulla libertà e spostare i confini finché bucarsi, spacciare, rubare, avvelenare e pisciare entrino nel "molto relativo". Otterrei però poco.

Di sicuro c'è un range da considerare, con variabili i tempi, gli usi, costumi e cavoli vari, ma diamine possibile che i campanelli d'allarme non suonino quando si supera l'accettabile? Ti ripeto che è lontanissima da me l'idea di lobotomizzare i ragazzi e le ragazze e nascondere loro la sessualità, ma per me è gravissimo e squallido a 15 anni avere un rapporto con la sessualità così stupido.

Sulla questione del microse(co)ndo, boh, che senso ha dire una cosa del genere? Questo microsecondo è la mia vita, che ci devo fare? Abbandonarla perché rispetto alla cultura umana è breve? Anche il tuo pene rispetto all'equatore è breve.

Poi secondo me è proprio a causa di questo lento accettare ogni superamento del limite che si arriva a situazioni come quelle italiane, dove ormai c'è un uomo che può fare qualsiasi cosa, ma nessuno più si scandalizza. Per farti un esempio pratico, quando due persone si lasciano, spesso è perché non hanno colto i piccoli segnali di avvertimento. Giorno dopo giorno si accumulano e alla fine la coppia scoppia.
_ Commento di Tiziano _ profilo
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 16:52
Sull'equatore quoto. Ahimè.
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 01.02.2011 alle ore 16:54
Però che fai, non lo usi? :-)

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