_ chiavi di lettura:religione, ateismo, discriminazione

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_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 11:11
Ricordo un episodio successo un po' di anni fa. Era la fine degli anni 90, e facevo il consulente per un cliente, e vennero degli esperti americani provenienti dalla California per aiutare a risolvere dei problemi. Li portammo a pranzo, e io chiesi loro "would you like some red or white wine?". Uno dei due mi disse che se fossimo stati in USA (stava nascendo allora il "politically correct") e qualcuno mi avesse sentito dire "red" avrebbe probabilmente storto il naso, specialmente se usato nella stessa frase con "white" (abbi pazienza Darsch, capirai dove voglio arrivare... ;)). Il punto era che i "reds" sono i "pellerossa", che non si chiamano più "red" ma "native american".
Il punto che voglio sollevare è che la giusta misura dovrebbe essere la guida per tutti. Non posso pensare che il rispetto per qualcuno mi costringa a cambiare il vocabolario eliminando l'uso di un termine perché "può" essere frainteso...
Facendo un passettino in avanti, non credo che un crocifisso in aula sia lesivo di alcunché. Io ho chiesto l'esonero dall'ora di religione per le mie figlie, le quali a tutto hanno fatto caso tranne se ci fosse o meno un crocifisso appeso al muro.
Venendo (finalmente) al tema, allo stesso modo non credo che una croce a Ground Zero tolga qualcosa a qualcuno. Tutt'al più aggiunge qualcosa per tutti.
La croce poi è un simbolo talmente antico, e talmente tanto più antico del cristianesimo, che non mi sentirei mai offeso se qualcuno mi ricordasse con una croce.
Infine, ricordo che la madre degli imbecilli è sempre incinta, e che per un manipolo di deficienti oltranzisti cristiani c'è sicuramente un manipolo di atei atrettanto numerosi. Il punto non è se questi siano atei o cristiani, il punto vero è che sono deficienti.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 13:05
Il problema non è la presenza della croce, ma l'assenza di memoriali per chi non si riconosceva in quel simbolo. E' giusto che ci sia la croce, perché molte delle persone che sono morte erano cristiane, ma è altrettanto giusto che ci siano anche altri simboli, perché un buon numero di quelle persone era atea. Nessuno ha chiesto di toglierla.

La croce nella scuola sicuramente non viene neanche notata dal bambino, ma su un adulto che crede di vivere in uno stato laico può avere un effetto oppressivo. Poi c'è chi sorvola, per quieto vivere o perché non gli fa né caldo né fretto, e c'è invece chi, giustamente, cerca di far valere il diritto ad un'aula (scolastica o di tribunale che sia) priva di simbologia religiosa imposta.
_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 15:06
Non sono granché d'accordo con l'assenza di memoriali, Ground Zero è pieno di lapidi che ricordano nomi e cognomi di TUTTI i morti.
Se qualcuno decide di aggiungere qualcosa, non può porsi il problema che quel qualcosa non rappresenta tutti... altrimenti (e porto volutamente all'estremo il concetto) se decido di portare un fiore per un amico dovrei portarne 3000 perché altrimenti i 2999 si sentono discriminati...
Sono convinto che le discriminazioni siano altre, e pur credendo che sia necessario battersi perché nessuno sia discriminato, penso che alcune specifiche battaglie non giovino alla causa nel suo complesso, focalizzando l'attenzione sulla pagliuzza anziché sulla trave.
Per quanto attiene alla simbologia imposta, il problema credo non sia nella presenza o assenza del simbolo, quanto nel suo utilizzo. Era questo, ciò a cui mi riferivo quando parlavo dell'indifferenza delle mie figlie. Fortunatamente, la stragrande maggioranza delle scuole non fa uso alcuno del crocifisso (al di là, e neanche sempre, delle ore di religione): ho usato questo esempio perché penso che anche qui forma e sostanza siano molto distanti.
Ci sono viceversa dei casi dove la forma E' sostanza, ad esempio il funerale negato a Welby (ritenuto suicida), e tributato invece con tutti gli onori a Cal, braccio destro di don Verzé, suicida confesso per il peso dello scandalo del San Raffaele. Ecco, questa è una discriminazione che grida vendetta, e forma e sostanza sono totalmente coincidenti.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 16:48
Secondo una buona parte del potere di cui gode la Chiesa (e in generale le religioni) deriva proprio da questo "lasciamo correre, che tanto mica è questo il vero problema". Lasciamo correre qui, lasciamo correre lì, ecco che nell'aula di tribunale di uno stato laico spunta una croce e nessuno dice niente. Anzi, ci si incazza se qualcuno osa protestare. E' come se si fosse invertita la gravità. Io mi sono stufato di lasciar correre, anche sulle cose di poco conto. Quindi, sì: per me dedicare un monumento a una parte dei morti delle Torri Gemelle è una discriminazione verso l'altra parte, com'è una discriminazione e un'imposizione oppressiva l'affissione di simboli religiosi negli edifici pubblici di uno stato che si dichiara laico.
L'esempio dell'amico non calza affatto, secondo me. Non si parla di un privato o di un libero cittadino che mette una candela al suo amico o alla sua famiglia. Si parla di un'ente statale o che comunque fa capo allo Stato. E se uno Stato dedica un memoriale solo a una parte di quei morti, vuol dire che l'altra parte non è stata presa in considerazione.
_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 17:26
Riporto il comunicato stampa scaricato dal sito atheists.org (mi scuso con chi non conosce l'inglese ma non ho tempo di tradurre)
Dopo aver letto, sono francamente convinto che il signor Scott, tra l'altro recentemente promosso nell'ambito dell'organizzazione per il suo attivismo, abbia semplicemente cavalcato una tigre con il preciso scopo di suscitare una reazione che potesse essere amplificata. La "croce" è un pezzo di cemento che è lì da quando sono crollate le torri, quindi non è qualcosa di nuovo da aggiungere. Che poi la forma abbia ispirato qualche religious addicted è un altro paio di maniche.
E' un po' questo che lamentavo prima, le false bandiere dietro le quali sono orchestrate delle campagne mediatiche che non fanno bene alla causa, ma a chi le porta avanti...

ATHEISTS FILE SUIT TO BLOCK WTC MEMOIRAL "CROSS"

An atheist group is filing a complaint on Monday in an effort to
block display of the "World Trade Center Cross" which is schedule
to be part of a memorial display commemorating the 9/11 attacks.

The "cross," one of many thousands of t-joints in the WTC
construction, is part of the debris found at Ground Zero. From the
moment it was "discovered " in the rubble, the cross has attracted
devoted followers and worshipers who offer various supernatural
interpretation of its significance.

Plaintiffs in the state court lawsuit include American Atheists
and four New York City residents. The attorney for the action is
Edwin Kagin of Union, Kentucky.

Dave Silverman said that any government enshrinement of the cross
was an impermissible mingling of church and state. The "cross,"
which had been displayed appropriately at a church, was moved to
the 9/11 memorial on July 23, 2011.

"The WTC cross has become a Christian icon. It has been blessed
by so-called holy men and presented as a reminder that their god,
who couldn't be bothered to stop the Muslim terrorists or prevent
3,000 people from being killed in his name, cared only enough to
bestow upon us some rubble that resembles a cross. It's a truly
ridiculous assertion."

Mr. Silverman added, "This cross is now a part of the official WTC
memorial. No other religions or philosophies will be honored. It will
just be a Christian icon, in the middle of OUR memorial. As a public
accommodation, the memorial must allow us (and all other religious
philosophies) to include our own display of equal size inside the
museum, or not include the cross. Equality is an all-or-nothing
deal." More information, including the complaint filed on Monday
morning, is available at atheists.org
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 17:46
Sì, in origine era parte delle macerie, ma poi la "croce" è stata spostata e la si vuole inserire nella zona del memoriale per l'11 settembre il 23 luglio del 2011 con il preciso intento di farla diventare una icona cristiana "ad memoriam", ed è stata benedetta. Che differenza fa se è stata aggiunta ex-novo o se in origine era un pezzo di giunzione a T della struttura del WTC?

Il punto chiave è che la croce farà parte di un museo che funge da memoriale per il WTC. Nessun'altra filosofia o religione verrà onorata, ad eccezione di quella. Perché i cristiani che sono morti dovrebbero ricevere una rappresentazione preferenziale rispetto agli altri, all'interno di un memoriale ufficiale? E perché si dovrebbe lasciar correre su una discriminazione del genere?
_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 18:11
Io credo che sarebbe una discriminazione nel momento in cui fosse negata l'autorizzazione ad esporre altri simboli. Quello che hanno fatto gli atheists non è stato di richiedere l'esposizione di un simbolo che ricordi gli atei, ma chiedere di non esporre la croce.
Questo non mi sembra un atto mirato a combattere la discriminazione, ma una ricerca di pubblicità.
Ripeto, la discriminazione avviene quando è negato un diritto. Ma non si può, in nome di un sentimento anti-discriminatorio, impedire a chi vuole di esporre ciò che vuole.
L'affermazione "No other religions or philosophies will be honored" andrebbe approfondita. Siamo certi che soon state negate richeste di esposizione di simboli di altre religioni?
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 18:21
Veramente io nel comunicato leggo: "As a public accommodation, the memorial must allow us (and all other religious philosophies) to include our own display of equal size inside the museum, or not include the cross.". Hanno chiesto di esporre un simbolo che ricordi gli atei e, in caso glielo negassero (e lì ci sarebbe la discriminazione, come hai sottolineato tu stesso), hanno detto che allora non è giusto esporre solo la croce. E hanno anche proposto di pagarselo interamente di tasca loro.
_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 18:26
In questo articolo del NY Times veramente si dice altro, e precisamente che non appena è stato detto che la croce sarebbe stata spostata è partita una diffida con tanto di avvocati, dicendo che questa esposizione violava la costituzione...
http://www.nytimes.com/2011/07/29/nyregion/atheists-sue-to-ban-display-of-cross-shaped-beam-in-911-museum.html?_r=1
Scusami ma rimango della mia idea, questa storia è solo una ricerca di notorietà per gli atheists...
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 18:41
Questa è la news ufficiale http://atheists.org/blog/2011/07/19/world-trade-center-belongs-to-all-americans, ed è stata scritta il 19 luglio. E' spiegato tutto per filo e per segno, e si legge chiaramente che la proposta è di inserire il simbolo per gli atei e, in caso non gli venga permesso, di togliere quello per i cristiani. L'articolo che citi è successivo al comunicato ufficiale, e quello che scrive/pensa il giornalista conta poco, per quanto mi riguarda, quando la versione ufficiale è tutt'altra.
Poi chiaramente sei liberissimo di credere che sia una ricerca di notorietà. :)
_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 21.08.2011 alle ore 18:59
C'è un passaggio che mi manca. Come si arriva dalla dichiarazione di intenti che prevede l'autofinanziamento per il simbolo ateo alla causa per la non esposizione della croce?
Se c'è una causa significa che il permesso è stato negato?
Se è stato negato, ce n'è un'evidenza?
In ogni caso, pare che anche Bloomberg si sia pronunciato in favore della causa, dicendo che il giudice si esprimerà, e che intentare causa è diritto di chiunque.
_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 22.08.2011 alle ore 01:10
E' tutto nel testo della causa: http://www.atheists.org/upload/WTC_Complaint.pdf, in particolare ai punti 39, 40, 41 e 42. Nonostante ripetute richieste, non hanno ricevuto risposta, e quindi hanno fatto causa. Dal 43 in poi ci sono tutte le motivazioni dell'azione legale: in sintesi il fatto di non aver dedicato eguale spazio ai non cristiani nel memoriale del WTC violerebbe la Costituzione americana, quella di New York e alcune sezioni dei diritti civili di New York. Bada bene: il problema non è aver piazzato la croce, il problema è non aver considerato tutti gli altri.
_ Commento di wish _ profilo
_ scritto il 22.08.2011 alle ore 22:59
Io francamente invece credo che il problema sia proprio questo. A me pare che il loro intento non sia tanto quello di garantire che tutti i credi religiosi e l'ateismo abbiano il loro simbolo, quanto quello di rimuovere la croce.
Ed è questo che mi faceva dire all'inizio, e me lo fa ripetere ora, che certe battaglie non giovano alla causa, ma anzi rinfocolano gli estremismi.
La non discriminazione dovrebbe viaggiare di pari passo con la tolleranza. Chi si batte per la non discriminazione, quindi, dovrebbe battersi per la tolleranza. Chi si batte per la tolleranza non dovrebbe incoraggiare reazioni intolleranti.
E appare abbastanza evidente che, conducendo le cose in questo modo, si sarebbe giunti a questo punto. E siccome io sono nel fondo del mio cuore profondamente andreottiano ("a pensar male si fa peccato ma spesso ci si piglia") mi viene il sospetto che tutto questo sia stato pianificato a tavolino, per poter recitare il ruolo delle vittime, indipendentemente dall'esito della causa, visto che le reazioni dei cattolici oltranzisti sarebbero state virulente.
Invece di sollecitare la Port Authority nel passato, perché non hanno interessato il sindaco di New York?
Perché non è stata organizzata una campagna stampa mirata a mettere dei simboli rappresentativi di tutti?
Perché si è aspettata semplicemente una risposta senza fare nulla di più?
Io credo che due torti non facciano una ragione. E' un errore discriminare, ma è un errore combattere la discriminazione in questo modo. Altrimenti non si marca mai la differenza tra gli uni e gli altri. Non c'entra nulla, ma mi piacerebbe che accadesse più spesso il ringraziamento di Casini a Bossi, che per l'appunto ringraziava dell'insulto perché questo marca meglio la differenza... e ci tengo a dire che non sono un particolare estimatore di Casini, ma non si può non riconoscere che sia un animale politico.
A volte, un po' di "sana" politica, invece della ricerca dello scontro frontale, giova di più a qualunque causa.

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