doc Brindisi: inizia una nuova strategia del terrore?
_ scritto il 20.05.2012 alle ore 13:13 _ 1733 letture
Fermo restando che probabilmente non conosceremo mai i reali mandanti dell'attentato di Brindisi, se ce ne sono (mentre sapremo senz'altro a chi appartiene il dito che ha innescato l'esplosione), se devo essere sincero io della matrice di stampo mafioso ho subito dubitato abbondantemente.

E' vero, il simbolismo potrebbe esserci: il ventennale della Strage di Capaci che ricorre tra 3 giorni, l'istituto intitolato Morvillo-Falcone e l'aver colpito una scuola piena di giovani speranze per il futuro. D'altra parte, però, non mi sembra affatto un lavoro da mafia (nessun obiettivo preciso, nessuna palese attribuzione o "firma", colpire nel mucchio), e soprattutto non riesco a vedere una motivazione vera, solida per un'azione del genere in un territorio come quello e in questo momento. A parte, ovviamente, un caso isolato o una vendetta o il gesto di un folle, ipotesi per altro più accreditata allo stato attuale.

Io mi sono subito chiesto "ma a chi giova"? E devo ammettere che mi è passato per la testa lo spettro di Piazza Fontana e della Stazione di Bologna. Quello della cosiddetta "strategia della tensione", o di una sua variante che ne condivida le modalità, che guarda caso arriverebbe proprio in un momento molto particolare del nostro paese, come a voler dire: abbiate timore del cambiamento, non siete al sicuro in nessun luogo.

Questa ipotesi è illustrata, con eccessiva sicurezza rispetto a quanto sarebbe opportuno mostrare in una testata giornalistica, in un articolo di Domenico Valter Rizzo e in un altro di Paolo Flores d'Arcais.

Sebbene mi sembri un po' azzardata come ipotesi, non la trovo neanche così tanto irragionevole a priori, considerata l'efferatezza dell'atto in sé e il senso di spaesamento che ci colpisce in questi casi. Pertanto, come puro esercizio di ragionamento, vi invito a riflettere su quali interessi si celerebbero dietro un'azione del genere (se ce ne sono), se questa fosse realmente attribuibile ad un disegno volto a creare tensione politico-economica da parte di una qualche entità a vostra scelta.

*** AGGIORNAMENTO: mi fanno notare che così come ho impostato l'articolo sembra che sposi apertamente le tesi dei signori Rizzo e d'Arcais, mentre il mio intento era appunto citare una opinione (forse eccessivamente) forte riguardo questa ipotesi per stimolarne la discussione e quel "eccessiva sicurezza" poco prima del link doveva servire appunto a prendere le distanze dalle sue modalità. Credevo che il post fosse piuttosto chiaro.
Restano ovviamente valide le altre mie considerazioni, ma solo in forma di ipotesi che si sono affacciate nella mia mente in queste ore di sconcerto e riflessione. Neanche io voglio crederci, sinceramente.
Darsch
_ chiavi di lettura:terrorismo, società, tragedia, paura

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