doc Via di qua...
_ scritto il 07.03.2008 alle ore 16:42 _ 3169 letture
Certe volte mi verrebbe voglia di fare i bagagli e andarmene via, il più lontano possibile da questo paese.

Il mercato del lavoro, nel mio settore (ma non solo in questo), è in profonda crisi. Non esiste possibilità di fare carriera. Gli stipendi sono ancora in Lire, mentre tutto il resto è in Euro. I contratti sono solo a progetto, se ti dice bene della durata di un anno, altrimenti ogni 3 mesi sei destinato a vedere comparire un grosso punto interrogativo all'orizzonte. Le professionalità non vengono considerate adeguatamente, con questa mania delle consulenze e dello pseudo-schiavismo che si è ormai radicata in profondità. E chi invece sta col culo parato ti risponde "eh, ma tu sei giovane, hai voglia di lavoro quanto ne trovi"...

Non avete capito proprio niente.

Campare è diventato difficile, soprattutto se hai un muto o un affitto da pagare. Bisogna fare sacrifici... che, per carità, uno fa anche volentieri, se solo ne valesse la pena e fosse poggiato su una SOLIDA base, invece che su questo ammasso di tufo in (rapido) sgretolamento. Due persone riescono tranquillamente a vivere con 1000 Euro al mese, facendo qualche sacrificio (ma neanche troppi, se rapportati a quelli che invece hanno fatto i nostri nonni e bisnonni ai loro tempi). Ma solo se la casa è la loro. E quanto costano le case? Quante agevolazioni ci sono per un giovane voglioso di metter su famiglia? Che aiuti ci vengono offerti?

E se sono disoccupato? In Belgio, da quello che mi è stato riferito da chi ci ha vissuto per anni, c'è lo "sciumaggio": se sei disoccupato e' lo Stato che ti mantiene con un assegno mensile e intanto si impegna attivamente a trovarti un nuovo posto idoneo alla tua professionalità (ulteriori informazioni. E state certi che, proprio perché ti mantiene, alla fine te lo trova! Qui in Italia posso sperare giusto in un calcio nel sedere ben piazzato...

A chi mi affido? Alla classe politica? Eheheh... no seriamente...
Tra poco ci sono le elezioni, e io non so chi cavolo votare. Perché ovunque mi giro vedo marcio. Vedo una legge elettorale incostituzionale, che non mi permette, di fatto, di scegliere, ma che ce ne dà solo l'illusione. Siamo tutti spettatori di una proiezione olografica che ci spinge a credere, grazie ad un sistema di media controllato dai Grandi Burattinai, che siamo noi a decidere. Ogni volta ci posano delicatamente dei paraocchi sulle tempie, e noi ci caschiamo, e ringraziamo...

Non lo so, c'è qualcosa che non va...

Ma la colpa è anche nostra... ce li cerchiamo i guai, a volte. Basta pensare all'evasione fiscale che, lo dico da sempre, è uno tra i principali problemi dell'Italia. Abbiamo questa mentalità malata del "eh ma tanto lo fanno tutti" o del "quello ha evaso milioni di Euro, perché devono rompere le scatole a me per qualche fattura non emessa?". Prima di criticare il sistema, dovremmo farci un piccolo esame di coscienza... per rinforzare un palazzo ormai logoro, si parte prima di tutto dalle fondamenta, non dall'intonaco esterno...

Vorrei un posto in cui sentirmi tranquillo, in cui far nascere e crescere il figlio che tanto desidero avere, ma che allo stesso tempo ho paura di far capitombolare in mezzo a questa società. Come fai a stare tranquillo? La giustizia traballa, l'istruzione pure. Rischi che esce per andare a scuola, e te lo ritrovi investito sul marciapiede, perché un maledetto pazzo incosciente andava a 200 all'ora in una strada urbana. "Ah ma tanto lo beccano" - pensi. Certo, lo beccano. Ma stai tranquillo che lui, come il suo amichetto stupratore conosciuto in carcere, dopo poco saranno di nuovo in libertà, pronti a investire di nuovo, ad assalire e a stuprare.

Cosa? Qualcuno ha per caso detto 'indulto'? ...

Non lo so, c'è qualcosa che non va...

Ogni paese ha i suoi schifi (passatemi il termine)... ma questo inizia ad averne un po' troppi, e a differenza del passato ho la sensazione che si stiano sempre più incrostando.
Ogni telefonata che ricevo, ogni persona che mi si avvicina mentre sono in Metro, ogni volta che qualcuno che non conosco mi chiede qualcosa o sembra interessata a me, la prima cosa che mi viene naturale fare è sospettare. Ci sono truffatori e profittatori ovunque ormai. Bisogna stare attenti a quali informazioni si danno, perché ormai l'ingegneria sociale viene usata nelle modalità più assurde, sempre nuove, sempre in evoluzione. Il nostro motto ormai deve diventare "se non ti consco, mi chiudo a riccio", perché altrimenti, prima o poi, da qualche parte vieni pizzicato. Ma perché devo vivere così? Perché lasciamo entrare in Italia chiunque, senza distinzione? Per quale motivo se uno zingaro entra in casa mia per rubare, io non posso prenderlo a padellate in faccia perché sennò finisco in gattabuia al posto suo? Perché devo preoccuparmi addirittura di svolgere le mie oneste funzioni di cittadino se in autostrada, per (presunta) sbadatezza, urto un'altra macchina e voglio prendermi la responsabilità dei miei errori?

Non lo so, c'è qualcosa che non va...
Darsch
_ chiavi di lettura:società, politica, famiglia, truffe

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