doc [Campagna Cthulhu "Quello sporco quintetto"] Sessione 2 - Incontri ravvicinati del terzo tipo
_ scritto il 28.05.2015 alle ore 14:38 _ 868 letture
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27/05/2015

Quello che segue è tratto da diari e appunti degli altri partecipanti alla sessione gdr.


Dal Diario di Eliot Mapplethorpe

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Decido di abbandonare il pentolino al suo destino e raggiungo gli altri alla base della scala. Lenti e pesanti passi sono udibili al piano di sopra. Facciamo luce con le torce aspettandoci l'imprevedibile, il terrificante, chessò, un mostro metà uomo e metà Gigi D'Alessio. Restiamo parzialmente delusi poiché davanti a noi non si vede proprio nulla, è buio pesto.
La luce delle torce infatti non riesce a penetrare in alcun modo la zona oscura che avanza lentamente, passo dopo passo, verso di noi.
Il soldato prende l'iniziativa, intima alla sfera buia e cattiva di fermarsi e un microsecondo dopo fa fuoco col fucile. Il colpo sembra andare a segno visto che la sfera buia scappa via con la coda tra le gambe.
Via libera dice il soldato e seguendo il mio già citato fiuto salgo a dare un'occhiata. Arrivo sulle scale mi chino per capire se quello a terra è sangue fresco. Sento dei passi correre nella mia direzione e in un istante accade tutto.
Vedo qualcosa balenare nel buio, forse raggi B, forse una massiccia e affilata ascia bipenne. Schizzi di sangue esplodono ovunque e provo un dolore lancinante sul fianco.
Cado a terra mentre una voce squarcia il silenzio.
- 'Sta merda colle scarpe!
Mi faccio forza e in modo goffo scendo le scale mentre il soldato combatte la sua personale battaglia contro il mostro. Il poliziotto nomina in ordine sparso la nonna, l'ittero, i suoi giochi d'infanzia, la bilirubina e un'altra infinità di cose apparentemente senza senso mentre spara qualche colpo in aria.
Con l'aiuto dell'antiquario cerco di tamponare la ferita sul fianco fino a quando il soldato rovina sulle scale avvinghiato al mostro. Poi piazza un coltello in testa alla figura avvolta nel buio.
L'oscurità termina e indovinate un po' chi abbiamo davanti?
Una merda colle scarpe direbbe l'antiquario.
Il cadavere ai nostri piedi è di Aegernoon, il tipo che aveva contattato alcuni di noi per la festa a base di 'coca e mignotte tutta la notte' al CoitusClub. E' lui il cadavere.
L'antiquario aveva ragione, una merda colle scarpe.

Ci prepariamo per la notte e la mattina presto, seguendo una lettera trovata nella giacca di Aegernoon, l'antiquario e l'archeologo vanno in cerca di un'auto e di Jacob, l'inserviente nero che negli anni passati abitava questa casa e che potrebbe darci dritte su cosa stia succedendo qui. Dopo una mezzora tornano i miei compagni di sventura spingendo una Ford T, divenuta ora la dimora di un crotalo, un serpentello velenoso con il simbolo di una luna bianca sulla testa.
Rileggo bene la lettera trovata la sera prima nella giacca di Aegernoon. E' scritta da una donna di nome Elisa che in tutti i modi fa sapere al suo corrispondente che con il ciufolo tornerà in quella casa. Sembra essere fottutamente terrorizzata da un tipo con problemi al fegato e dalla conseguente pelle gialla.
Ripongo la lettera nella borsa e prima ancora che ci rendiamo conto della mancanza del poliziotto, lo vediamo uscire di corsa dalla casa come se avesse qualcosa di importante da comunicarci. Ci rivela così che dentro casa, spostando un pannello di legno, ha trovato niente popò di meno che un gabinetto.
Ci rechiamo di nuovo nella casa in cerca di altri spazi nascosti e al piano superiore troviamo una di quelle scale a soffietto che si calano dalla soffitta. L'abbassiamo e saliamo impavidi pensando che ormai il peggio sia passato.
Mica può andar sempre male, ecchecazzo.
Io, il mio fiuto e il soldato perlustriamo la soffitta e nell'ordine troviamo:
- ciarpame
- due scheletri ciondolanti in pigiama da notte appesi al soffitto con una corda
- ciarpame vario
- vermi che hanno trovato fissa dimora nel pigiama degli impiccati.
- altro ciarpame
- un cinese con la faccia da squalo che brandisce un'ascia.

Quest'ultimo sembra parecchio incazzato con il soldato.




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