doc Ghost in the Shell (2017) - recensione breve
_ scritto il 03.04.2017 alle ore 16:45 _ 106 letture
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Passati i canonici tre giorni di metabolizzazione, vi do le mie brevi impressioni su Ghost in the Shell.

Da adoratore - ai limiti del fanatismo - del manga originale, del film del 1995 e anche di tutti i vari seguiti (film, anime e serie), ero elettrizzato ma anche piuttosto preoccupato. Perché fare un film basato sul manga lo trovo francamente impossibile: Shirow è squisitamente complesso e profondo, ha uno storytelling unico difficilmente traducibile su grande schermo e le sue opere sono lontane anni luce dalle classiche produzioni di Hollywood. Ed era questo che mi preoccupava maggiormente, che alla fine uscisse fuori la solita accozzaglia hollywoodiana tutto fumo e poco arrosto.

Alla fine un po' è stato così, diciamoci la verità. La trama è mix edulcorato di quella originale, con qualche aggiunta, molti ritocchi e alcuni adattamenti: si parte cronologicamente un po' prima rispetto al manga, la storia di Motoko è stata riscritta (peggiorata, secondo me, resa un clone di tanti altri film già visti), la parte centrale è piuttosto simile, il villain è diverso (era meglio l'originale, non capisco perché l'hanno fatto). Manca inoltre la profondità di tutte le implicazioni etiche e morali che invece permeano le pagine dell'opera originale, e che sono poi la sua anima centrale: il film le tratta in maniera piuttosto superficiale e marginale.

Ma tranquilli, ci sono anche i lati positivi. Scarlett è ottima, tanto per cominciare, anche in un ruolo che apparentemente richiede meno sforzo espressivo (ma non lasciatevi ingannare).
Visivamente il film è straordinario, e alcune scene sono talmente fedeli a quelle del film d'animazione che mi ha davvero emozionato vederle realizzate in live action. Non male nemmeno il comparto della musica, ma non paragonabile alla sublime invadenza della colonna sonora originale (a cui viene offerto un tributo nei titoli di coda).

In definitiva è un film godibile dal punto di vista visivo, che intrattiene con una trama lineare e abbastanza canonica per il cinema, ma il problema è che ce ne sono decine di film così. Ghost in the Shell è in giro dal 1989 e il film aveva l'obbligo morale quanto meno di TENTARE di realizzare un'opera più complessa e curata, anche solo per dire "oh, guarda un po' qui di quali tematiche si parlava 30 anni fa!".

Nonostante tutto, si lascia guardare. Però adesso vado a rivedermi il film d'animazione. Con permesso. :)
Darsch
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