doc [Campagna Star Wars 1998-1999] Sessione 32
_ scritto il 22.11.1999 alle ore 21:00 _ 1505 letture
REBELLION JOURNAL Vol. 3 by Darsch

Mentre Fizban veniva risucchiato (svenuto) all'interno della Gigastroyer, Azatoth, insieme al suo compagno Rosso 4 prese di mira una delle Executor riuscendo a danneggiarla molto gravemente. Nel frattempo Darsch, sotto suggerimento di Rosso 1, uno dei suoi compagni di squadriglia, si disoccultò, beneficiando di un notevole aumento di velocità. Ma improvvisamente la Victory da lui bersagliata scomparve.
“Niente paura, ragazzi! Si è semplicemente occultata…ma tanto ormai abbiamo visto dov'è! FUOCO!”
Sei missili partirono dai tre caccia, e tutti e sei scomparvero nel nulla come inghiottiti una volta arrivati nei pressi dell'astronave nemica.
“Diavolo … ! Capo Rosso, io entro!”
“No, per l'amor del cielo! 6, te lo proibisco! E' un ordine!”
Darsch non lo stette a sentire, e continuò ad andare dritto. Venne inghiottito anche lui e si ritrovò all'interno di un hangar, con la nave letteralmente divisa a metà. La situazione era critica lì dentro: la quasi totalità dell'hangar era semi-distrutta e c'era molta pericolosissima elettricità vaganteMaster 1999. Arrampicandosi tra macerie, schivando getti di vapore ad altissima temperatura e dribblando l'elettricità vagante, Darsch riuscì ad uscire dall'hangar, e iniziò a salire le scale. In cima un lungo corridoio proseguiva dritto davanti a sé; una stanza alla sua destra. C'erano 3 uomini, graduati ma non troppo (!!!). Forte della tuta che indossava, presa da un pilota imperiale catturato tempo prima (cfr. § 1/parte III), entrò con aria fiera e sicura ed esclamò:
“Signore, ho finito il giro di ispezione degli hangar. Purtroppo il 90% di questi sono danneggiati e temo…”
“Che cosa diavolo ci fa LEI qui?”
“Signore?”
“Che cosa cazzo ci fa un pilota su questo livello?”
“Err…stavo ispezionando gli hangar come da ordini…”
“Ah … e chi le avrebbe dato un ordine del genere?”
“Il comandante addetto agli hangar, mi sembra ovvio!”
“Esca di qui! Immediatamente!”
“Certo signore…subito signore…!”
Davanti a lui c'erano due porte…aprì quella di sinistra…
“Dove sta andando?” tuonò l'ufficiale.
Si accorse in quel momento che dietro alla porta che aveva appena aperto, alloggiava tranquilla e beata la tazza di un cesso!!
“Ehm…spero non le dispiaccia se approfitto della vostra cortesia per andare al bagno…signore”.
“Faccia pure…ma si sbrighi! Non ho tempo da perdere! Qui sta andando tutto a rotoli, nel caso non se ne fosse accorto!”
“Sarò un lampo!”
Chiuse la porta, si sbottonò la chiusura a lampo e iniziò a urinare (a quanto pare gli scappava davvero!) “Ti credo, me so' cagato sotto prima! ‘sto narratore comincia a perdere colpi…bah…”. Aveva quasi finito, quando un gran boato lo colse di sorpresa facendolo scivolare. Nel cadere, sbatté la testa contro la maniglia della porta, svenì e cadde con la faccia nella tazza del cesso. Pochi minuti dopo morì affogato nella sua stessa urina. “Ma sei un bastardo!!!”. Te la sei cercata, mi dispiace!! “E dai, ammazza!! Ho fatto un sacco di cose belle in quest'avventura, non puoi farmi morire così!”. Certo che posso! Io posso anche farti apparire un cazzo direttamente dentro il culo, se voglio! Così impari a offendere il narratore! “Guarda, faccio un casino che neanche te lo immagini, eh!?”. Ma fammi il favore! Chiedimi scusa e ti faccio resuscitare… “Mai!” Ok, come vuoi, proseguiamo… “No no, aspetta! Va bene, ti chiedo scusa!”. Non ho sentito… “SCUSA!! SCUSA! SCUSA, CAZZO!!!”. Bravo, così va meglio… “Stronzo! Me la pagherai!!” “Guarda che ti ho sentito, eh!!”.
Aveva quasi finito, quando un gran boato lo colse di sorpresa, facendolo quasi cadere a terra. Tentò di aprire la porta, ma non ci riuscì, era bloccata. Con un possente calcio la sfondò e rimase di stucco: i tre ufficiali giacevano per terra morti e la stanza era completamente distrutta!! La porta di uscita era bloccata, e l'unico modo per andarsene era il condotto di aerazione. Lo imboccò. Dopo qualche minuto decise di scendere: sparò alla ventola, che distruggendosi produsse della piccola, tenera elettricità vagante, e scese dal condotto. Gli venne incontro un ufficiale (questa volta i gradi erano parecchi!): “Mani in alto!”
“No, cioè, non è che…non sono un cattivo…stavo scendendo perché ho sentito un botto, ho sfondato la porta del cesso e…c'era la porta bloccata e non sapevo come uscire…la ripago la ventola, giuro!”
“Ma cosa sta dicendo? Non farnetichi!! Che cosa ci faceva nel condotto di areazione?”
“Scappavo!”
“Scappava da dove?”
“Dalla stanza dove mi trovavo! E' crollato tutto, un macello! La porta era bloccata e l'unica via di fuga era il condotto!”
“Tenga – disse il comandante porgendogli un pass – vada in Aula M a fare rapporto”.
“Aula M … certo! Sì, l'Aula M … dov'è?”
“…”
“Sa, ho la memoria un po' corta…”
“E' al quarto piano…prenda l'ascensore…è lì, dietro di lei. La rivoglio qui esattamente tra 4 minuti!”
“Agli ordini!”. Darsch salì sull'ascensore e iniziò l'ascesa.
In quel momento Fizban si svegliò. Era senza armi (compresa la sua spada laser) e si trovava in una grande stanza completamente spoglia. Cercò di aprire la porta, ma ovviamente era chiusa. Si concentrò e, grazie ai suoi poteri Jedi, riuscì a far scattare la serratura. Al di là della porta, due guardie rosse lo guardarono ridacchiando. Fizban si concentrò di nuovo, e riuscì a influenzare le loro menti a lasciarlo passare. Si incamminò lungo un corridoio, mise fuori combattimento altre due guardie e, mentre si accingeva a prendere le armi di una di queste, sentì dei passi. Vide un'altra guardia incamminarsi verso di lei e subito dopo uno strano bagliore, rapidissimo. Pochi secondi dopo vide la guardia accasciarsi al suolo con un grosso squarcio sul petto.
“Cristo! Se mette male!”
PIRIPIRI … PIRIPIRI … PIRIPIRI … PIRI CLICK “Pronto? Chi è?”
“Oh, Fiz! Sono Azaspock!”
“Ao'! Bella! ‘ndo stai?”
“Nella Kristostroyer, dove stai tu!”
“Da paura! Vie' qua, va, che ammazzamo un po' de gente…!”
“Do' stai?”
“E che cazzo ne so!! Ce stanno un sacco de corridoi…e un sacco de pupazzetti rossi…”
“Mh…andiamo bene!! Ora ti lascio, sta arrivando qualcuno…a dopo!”
“Sciao!”

Darsch intanto era arrivato al quarto piano. Uscito dall'ascensore, chiese al primo che passava dove fosse questa benedetta Aula M.
“Aaaaah! L'Aula M! Sì sì, so benissimo dov'è! Vieni, ti ci porto io, eh eh eh! Fatto qualche marachella, eh? Beh, tra poco ti passerà la voglia!”
Arrivarono davanti ad una porta.
“Eccola qui! Usa il pass che ti hanno dato per entrare e buona fortuna!”
Entrò. La stanza era piena di computer e terminali, ma uno in particolare catturò la sua attenzione: sul suo schermo erano visualizzate decine di navi, rappresentate come puntini lampeggianti, e ognuna di esse era collegata ad un'altra da una linea verde che, a quanto sembrava, poteva cambiare colore a seconda di chissà quale fattore. Notò inoltre che ad intervalli regolari ognuno di navi si illuminava di un colore diverso (che te ridi, l'ho fatto apposta! Ahahah! ). Stava iniziando a capirci qualcosa, quando entrò un ufficiale puntandogli una pistola contro.
“Allora…chi abbiamo qui? Per favore, posi le armi a terra e metta le mani sopra la testa!”
Darsch sfilò la prima pistola dalla fondina, e la poggiò a terrà. Mentre sfilava la seconda, con movimento fulmineo, sparò un colpo, ma mancò il bersaglio. Anche l'altro sparò, e lo colpì in pieno, facendolo svenire.

A Fizban girò la testa…i suoi nervi si scossero per un momento, facendogli sussultare ogni cellula del suo corpo. Aveva avuto un tremito nella Forza. Il primo. Il più brutto della sua esistenza. Gandalf, suo padre, era appena morto. Non riusciva a crederci…l'ultima volta che l'aveva visto era stato in occasione della promozione sua e dei suoi compagni da parte di Mon Mothma (cfr. § 5/parte II). Mentre era assorto nei ricordi, un'altra guardia gli si avvicinò, appoggiandogli la mano sulla spalla. Ma Fizban non ci vedeva più, era cieco di rabbia, e in una frazione di secondo staccò il braccio alla guardia e con lo stesso gli diede un potentissimo pugno sullo stomaco. Sopraggiunsero altre guardie. Lo portarono in una stanza dove finalmente poté incontrare l'artefice di tutto questo: Thrawn.
“Finalmente ci si incontra!”
“Lurido bastardo, preparati a soccombere!” (quando è furioso Fizban parla pulito! NdNarratore)
“Oh oh oh!! Ti consiglio di placare i bollori, Jedi. Piuttosto voltati…c'è una sorpresa per te! AH AH AH AH AHHHH!”
Fizban si voltò. Il corpo di suo padre giaceva per terra diviso a metà. “Pagherai per questo! Te lo giuro!”

“Sveglia! Sveglia!!”
“Mmmmh? … chi sei?” sibilò Darsch ancora rintronato dal colpo subito.
“Mi chiamo Chewbecca, e come puoi vedere ti sto salvando le chiappe!!”
“Aaah! Temo che le mie gambe non funzionino più molto bene!”
“Non c'è problema…”. Il possente Wookiee tirò su Darsch e lo mise sulle sue spalle.
“Wow! Grazie!!”
“Dovere, amico! Ora andiamo…”
“Aspetta, aspetta…fammi dare un'occhiata…”
La disposizione delle navi sul monitor era cambiata. Si stavano muovendo, e sembrava stessero formando la figura di un cerchio. “Ho capito! Le navi si smaterializzano una dopo l'altra, in serie! Sono tutte collegate…basta farne saltare una, per distruggerle tutte! Eccellente!Montgomery Burns Dobbiamo assolutamente trovare il nodo tramite il quale questa nave, che è la prima della serie, si collegherà all'ultima formando il cerchio”
“Possiamo aiutarvi?” Han Solo e Wage Antilles sbucarono dalla porta.
“WAGE!! Miiiiiiii! Sei proprio tu! Non ci posso credere! Mi fai un autografo?”
“Non è ne' il tempo ne' il luogo”.
“Ok ok…come non detto”.
Si misero a correre in cerca del nodo. Dopo un bel po' di tempo, trovarono quello che doveva fare al caso loro: un hangar molto grande, il cui pavimento era in realtà un enorme portello. Secondo il terminale che si trovava nelle immediate vicinanze, mancavano 10 minuti all'unione, alla creazione di un particolarissimo campo gravitazionale e quindi all'apertura del portello. Non rimaneva che aspettare pazientemente…

Nel frattempo Fizban, accecato dalla rabbia, si scagliò contro Thrawn e lo colpì, ma purtroppo non gli fece niente.
“Per caso, vuoi questa?” Thrawn gli porse la sua spada laser.
Fizban la afferrò, la accese e iniziò a colpire l'avversario con tutta la forza che aveva. Ma era inutile. Quando la spada lo colpiva, questo si smaterializzava in corrispondenza del punto dove veniva colpito.
“Ma che cazz…è assurdo!!”
“Eh eh eh! Devi farne di strada, piccolo Jedi, per poter competere con me…!”
Fizban ebbe un'illuminazione. Si avvicinò al corpo di suo padre, e lo toccò. La sua mano entro nelle carni del cadavere, ma al tatto non percepì nulla.
“Ologrammi!! Sia Thrawn che mio padre sono ologrammi! Brutto figlio di puttana!!”

Proprio in quel momento, Azatoth, nel suo vagare per corridoi e stanze, trovò per puro caso il computer che controllava la catena di astronavi, e, per non saper ne' leggere ne' scrive, lo distrusse (!!!). 
“Ma che diavolo…? – esclamò Darsch – che succede? Perché si è bloccato tutto?”
“Non ne ho idea, so solo che non ci voleva!!”
“E ora che facciamo!! Cazzo…!!”
“Aspetta, pare stia riprendendo a funzionare!!”
“Meno male!! Sia lodata la Forza!!”
Due minuti dopo, il portello dell'hangar si aprì, e un cilindro di energia apparve.
“Questo deve essere il campo gravitazionale che permette il collegamento delle due navi. Scesero nell'altra nave, e si misero alla ricerca della stanza di controllo generale. Riuscirono a trovarla, e in quel preciso momento avvenne una cosa spaventosa: all'interno dell'immenso cerchio creato dalle Star Destroyer comparve niente meno che il pianeta Corellia!! Avevano appena assistito al primo teletrasporto di massa della storia della galassia (miiiiii, che beeeeeello!).

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Sulla stessa nave, qualche centinaia di metri piu' in là, C1P8, Luke Skywalker e la principessa Leila raggiunsero Fizban. Il gruppo entrò in meditazione e le menti di tutti e quattro si sincronizzarono su un unico bersaglio: Thrawn. Dopo minuti che sembravano ore, raggiunto un livello di concentrazione quasi perfetto, Fizban riuscì nel suo intento: teletrasportò Thrawn in un'altra dimensione, una dimensione che non esiste. Si narra che un Jedi, il più potente che sia mai esistito, era riuscito a fuggire da questa dimensione, ma è stato poi sconfitto da un Cavaliere Jedi suo nemico. Uno per uno, tutti vennero trasportati ognuno in un punto diverso dell'universo, in galassie remote, e distanti tra loro anche miliardi e miliardi di anni luce. Ad ognuno di loro venne affidato il compito di ricominciare da capo. Ad ognuno di loro venne data un'altra chance.

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Tanto tempo fa
in una galassia lontana lontana
un pugno di eroi aveva fatto la storia
e da quel momento tanti minuscoli esseri umani
ricominciarono la loro esistenza…ricominciarono a sperare
Darsch
_ chiavi di lettura:campagne gdr

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