doc Le vere priorità per dare una risistemata all'Italia
_ scritto il 17.12.2007 alle ore 10:43 _ 1847 letture
Non è per niente facile che mi metta comodo in poltrona a seguire con interesse una trasmissione che tratta di politica. La causa è di solito da imputare a com'è concepito lo stesso programma, che più che offrire un calmo e pacato dibattito, generalmente si riduce sempre a un'accozzaglia di urla e sovrapposizioni di opinioni da cui se ne ricava ben poco. Di tutt'altra fattura, almeno solitamente, è la più che discreta trasmissione "In mezz'ora", in onda su RaiTre alle 14.30 ogni domenica (subito prima di Licia con il suo splendido "Alle Falde del Kilimangiaro"). Ospiti di ieri erano Antonio Di Pietro e Furio Pasqualucci (procuratore generale della Corte dei Conti). Ne è uscita una interessante analisi sulla finanziaria, sugli sprechi e in generale sulla situazione italiana.

Lungi da me fare un resoconto della trasmissione (se siete interessati provate a cercare su Google, qualcosa c'è di sicuro), volevo invece fare una piccolissima riflessione. Di Pietro, uno dei pochissimi di cui ancora mi fido e che ancora mostra un po' di coerenza, ha sottolineato che i due grandi mali della situazione economica italiana sono l'evasione fiscale e gli enormi sprechi di denaro pubblico (consulenze, multiutility, costo della politica in generale, e chi più ne ha più ne metta). Secondo lui, e anche secondo me, sistemati questi due punti nodali, la situazione risulterebbe drasticamente migliorata.

Non so voi, ma io vedo un sottile circolo vizioso in queste due apparentemente insormontabili colonne. E' vero che se si riuscisse a risolvere gran parte dell'evasione fiscale (qualcuno ha per caso detto "deduzione del costo sostenuto dall'imponibile"? ...) saremmo a buon punto, ma è anche vera un'altra cosa, e qui sta la mia modesta riflessione. Togliendo i GRANDI evasori, quelli che andrebbero, per intenderci, presi per le orecchie e sbattuti in galera a vita, io cerco di mettermi anche nei panni dei piccoli/medi commercianti/imprenditori. Li vedo sommersi di tasse che, guardando in alto, riescono a scorgere solo sprechi e cattivo utilizzo del denaro che faticosamente consegnamo nelle mani dello stato. Li vedo sfiduciati, ecco il punto. Pur non condividendo assolutamente l'atto di evasione fiscale, posso capire lo stato d'animo. E allora, tornando al circolo vizioso di cui sopra, forse è il caso di iniziare proprio dall'alto. La gente ha bisogno di vedere che le cose cambiano, che i soldi non vengono buttati nel cesso. Solo così si può pretendere che entri nella giusta mentalità per fare attivamente qualcosa.
Fateci vedere che ne vale la pena, perché la situazione qui è veramente tragica. Prima c'erano le tangenti, adesso non ce n'è neanche più bisogno, perché ci sono tante di quelle scappatoie confezionate ad arte per utilizzare il denaro pubblico, che è fin troppo facile fare i propri comodi.

Prima sistemate questa schifezza ai "piani alti", poi parliamo di evasione fiscale.

Intanto con la Finanziaria, come dichiarato anche dallo stesso Pasqualucci, si poteva fare di più... siamo alle solite? Spero tanto di no...
Darsch
_ chiavi di lettura:politica, evasione fiscale, economia

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