doc Per un pugno di link
_ scritto il 17.05.2010 alle ore 15:13 _ 1959 letture
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Ospito con piacere queste considerazioni di un utente del blog, nonché grande amico.


scritto da jasmines

Martedì scorso la Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari, con l'operazione Little Angel ha oscurato il sito Internet 'linkstreaming.com' colpevole di condividere in rete link per il download di film e serie televise protetti da copyright. L'amministratore del sito rischia ora la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da euro 2.582 a euro 15.493 (legge 633 del 1941).

L'Italia è l'unico paese a punire la condivisione di link a materiale protetto, contrariamente alla stessa Unione Europea, e questo non deve stupire, il nostro Presidente del Consiglio è anche proprietario dell'azienda maggiormente danneggiata dalla condivisione online di film.
Il copyright non protegge il diritto d'autore quanto piuttosto il diritto dell'editore non garantendo infatti la paternità di un'opera quanto il suo mero sfruttamento economico.
Il copyright è quindi l'ennesimo strumento del potere che sancisce chi può avere accesso alla cultura e chi no in base al proprio reddito, una delle tante leggi assurde di uno stato che annovera il falso in bilancio tra i reati civili e avere un sito di streaming tra quelli penali.

Darsch
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_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 17.05.2010 alle ore 16:08
Ci sarebbero cose più importanti su cui concentrarsi, e questo problema, secondo me, è facilmente arginabile smantellando o ristrutturando (e per bene) la SIAE evitando di compiere furti sui consumatori.

Un pratico esempio è iTunes ed il suo store.. perchè loro riescono a "spacciare" legalmente materiale coperto da copyright, guadagnandoci loro e facendo guadagnare ai produttori ed invece qui si continua a fare una "caccia alle streghe" punendo anche chi dice "guarda, laggiù c'è una strega!"?
_ Commento di Kranish _ profilo
_ scritto il 18.05.2010 alle ore 01:29
Faccio presente una cosa che ai piu potrebbe essere sconosciuta, scaricando un opera protetta da diritto d'autore da un link di megauoload non si effettua un l'upload del file come invece accade scaricando lo stesso file con torrent, emule o quant' altro.

Ora la differenza per chi scarica è che cercare il file su megaupload è un pò piu complesso rispetto al motore di ricerca di un'emule o altro, ma in compenso "in genere" il download è molto veloce, ma una seconda cosa è ancora più importante la legge "vado a memoria a quest'ora non ho voglia di sfogliare il codice penale..." punisce fino a un massimo di sei mesi se scarichi un file protetto ma fino a un massimo di tre anni se lo scarichi e lo condividi.

Non finisco qui... vi annoio ancora un pò.

Tempo fa uscì il film Gomorra, vi ricordate? il film ispirato dall'omonimo libro del celebre Roberto Saviano.
Insomma, lessi un'articolo web che parlava di un fatto piuttosto curioso, un ragazzo "se non ricordo male minorenne" scaricò il film, credendo di vedersi tranquillamente in camera propia la celeberrima pellicola, di fatto però si trovò tra le mani un file pedopornografico, chiese consiglio alla madre, la quale chiese consiglio a un'avvocato e dopo qualche giorno andarono tutti in questura a fare denuncia.

Il ragazzo ammise i suoi reali intenti, ossia quello di guardarsi un film a sbaffo, ma fu indagato ugualmente d'ufficio, gli fu sequestrato il computer e fu denunciato anche per il materiale coperto da copiright.

Il ragazzo "consigliato dalla madre" nel cercare di fare la cosa giusta, fu accusato a piede libero per due reati, per un totale "massimo" di 12 anni di reclusione e come lui furono denunciati tutte quelle persone che scaricarono quel file e a loro volta ne condivisero anche solo una minima parte.

L'articolo in questione girò sul web e divenne un fatto noto su forum "di settore", ora io mi chiedo come si doveva comportare il ragazzo? e poi la legge se la si legge... è chiara e non ammette intransigenze, casi eccezionali come questi non sono contemplati.

Continuo riagganciandomi al discorso originale, quando si ruba facendo il falso in bilancio li il guadagno và alla casta (quindi è lecito) scaricare un film danneggia la casta (quindi è un'illecito).

Quindi rubare è un reato solo in determinate circostanze?...

Vabbè vi lascio perchè oggi è stata una giornata di merda e domani mii si raffigura merda a catinelle in stile nuvola fantozziana...

P.S Comunque io sono il primo a dire che chi sbaglia deve pagare, ma le leggi dovrebbero essere scritte anche in base al contesto reale, tenendo a mente le improbabili situazioni come quelle del ragazzo sopra citato...
_ Commento di Zandalus _ profilo
_ scritto il 22.05.2010 alle ore 10:17
Lupon, non ho capito il discorso che hai fatto su iTunes :|
_ Commento di LuPoN _ profilo homepage
_ scritto il 22.05.2010 alle ore 10:34
Zanda ho fatto un'esempio di un mercato elettronico funzionante che non fa pagare cifre esorbitanti per la musica ma che fa guadagnare al tempo stesso chi la distribuisce (Apple con iTunes), le case discografiche e chi la fa.
Era per fare un'esempio chiave per dire "invece di concentrarsi a rendere il mercato più equo, appetibile e gestibile per il consumatore, fanno una caccia alle streghe"
_ Commento di Zandalus _ profilo
_ scritto il 22.05.2010 alle ore 10:58
Ah ok!

Effettivamente non era nemmeno in ostrogoto la frase, ma l'avevo letta male e non ne capivo il senso!

Comunque concordo con te :)

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