doc Morire amando la vita
_ scritto il 01.12.2010 alle ore 17:57 _ 1880 letture
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Ne ho lette di cotte e di crude. Ma è tanto difficile accettare il fatto che uno è libero di decidere come cavolo vuole morire, finché è in grado di farlo?


Luca Telese sul Fatto Quotidiano

Ancora una volta Mario Monicelli ci ha stupito. Ancora un volta un grande finale a sorpresa e una lezione di vita per tutti noi. Una scudisciata per le insopportabili prefiche dei comitati per la vita, che esaltano le (non) esistenze appese ai tubi e i calvari terapeutici con accanimento d'ufficio. Siamo così sprofondati nel neo conformismo dell'Italia ipocrita e bigotta delle doppie verità, che questo gesto ci stupisce, e non ci appare subito per quello che é, un grande atto di liberazione.

Vivere tutto quello che si può vivere in una vita, vincere tutto quello che si può vincere, riuscite nell'impresa rara di catturare nella celluloide i segreti dell'identità italiana. Monicelli ha fatto tutto questo, regalandoci mille maschere immortali e regalandosi una stagione da ottuagenario iperattivo, la mattina il caffè in piazzetta a Madonna dei monti, i pomeriggi a filmare con la telecamerina, nei mercati e nei cortei. Si può uscire anche così gettandosi da una finestra. Non perché si desideri la morte, ma proprio perchè si ama la vita.

Darsch
_ chiavi di lettura:morte, cinema, società, malattia

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_ Commento di valefatina _ profilo homepage
_ scritto il 01.12.2010 alle ore 18:51
Quello che sconforta è che abbia dovuto scegliere di uscire dalla finestra e che non gli sia stata data la possibilità di andarsene con la serenità che avrebbe meritato. Ci ha dato un'infinità di cultura e noi, Italia, neanche una morte dignitosa e tranquilla.
_ Commento di albyok _ profilo homepage
_ scritto il 02.12.2010 alle ore 09:35
Guarda, penso tu sappia già come la penso a riguardo. Ma poi, voglio dire, ad una persona del genere, con quella intelligenza, come si può solamente permettersi di esprimere un parere sul fatto che sia giusto o no lasciare la vita così? Che poi qualcuno dovrebbe spiegarmi che senso ha il termine "giusto" su casi del genere.

La vita non viene data in prestito, ma viene regalata. Dopo che uno l'ha spremuta così tanto per 95 anni, che chiuda il sipario come gli pare. E se proprio ci tenete a saperlo, secondo me l'ha fatto in grande stile.

@valefatina
Dignità e tranquillità sono relativi. C'è pure la possibilità che in volo stesse sorridendo :-)
_ Commento di jasmines _ profilo
_ scritto il 02.12.2010 alle ore 14:22
Certo, magari avremmo tutti avuto piacere a sentirle dire da lui direttamente certe cose...
Potremmo anche pensare che il gesto sia stato conseguenza inevitabile del fatto che non aveva altri modi per finirla...
Il dato di fatto è che un uomo del genere, arrivato a 95 anni dopo una vita così intensa (soprattutto per gli altri) si trovava sofferente e depresso, in un letto d'ospedale senza nessuno vicino, a me dispiace. Può darsi che abbia fatto lui stesso il vuoto intorno a sé, per via del suo carattere superbo, scontroso, burbero, e che abbia voluto far vedere a tutti chi fosse... Ma può darsi pure che si sia reso conto, solo all'utlimo, di aver sbagliato qualcosa nei rapporti interpersonali e se ne sia pentito in maniera irreversibile...
A saperlo...

Del resto il gesto non ha intaccato minimamente ciò che di lui si pensava, forse ha accresciuto l'affetto di chi - come me - lo stimava senza conoscerlo da vicino...
Sicuramente non l'avrebbe fatto se avesse saputo che anziché parlare di Mario Monicelli, all'indomani della sua morte l'argomento protagonista sarebbe stato l'eutanasia...

Lo vorrei ricordare con lo stesso video trasmesso dal telegiornale (non ricordo quale) ieri sera:

http://www.youtube.com/watch?v=5J_wgBZ5eZg (1° parte)
http://www.youtube.com/watch?v=bU1vS9Eg8PY (2° parte)

Un MITO.
_ Commento di valefatina _ profilo homepage
_ scritto il 05.12.2010 alle ore 08:44
@albyok non lo escluderei, ma resta comunque così schifosamente ingiusto :(

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