doc Omofobia immaginaria, deliri su carta stampata, varie ed eventuali
_ scritto il 27.07.2011 alle ore 11:03 _ 1915 letture
Riaperto temporaneamente per ferie

Lo so che avevo detto che a luglio/agosto il blog sarebbe andanto in onda in forma ridotta, ma sono successe due cose particolarmente sgradevoli e quindi mi permetto di sfessurare un po' la porta per stimolare un dibattito e sapere cosa ne pensate. Sarò brevissimo come non sono mai stato.


- Questione 1: la Camera ha votato nuovamente sull'omofobia e ha stabilito che non c'è ragione di proteggere gli omosessuali e di conseguenza che gli atti di violenza cui sono soggetti non dipendono da una discriminazione sul loro orientamento sessuale - ma certo, è risaputo che le mele marce che girano per strada si mettono a picchiare un passante qualsiasi gridandogli "brutto frocio di merda" solo perché in quel momento non gli vengono in mente altri aggettivi. Dunque secondo i nostri governanti non c'è bisogno di affiancare l'omofobia alle altre circostanze aggravanti che ricorrono quando si commette un reato - come l'odio etnico, nazionale, razziale o religioso. Considerando come se la passano in Italia gli stranieri e i credenti in religioni diverse dal cattolicesimo (e i non credenti), c'è da stare proprio tranquilli...

Ora vorrei evitare qualsiasi superfluo commento (anche perché me ne vengono solo di brutali, al momento), ma vi pongo un quesito. Tutto ciò vuol dire, come vogliono farci credere, che considerando i gay come normali cittadini hanno voluto contestare un trattamento differenziato nei loro confronti, che accentuerebbe quella diversità, o piuttosto vuol dire che gli omosessuali sono cittadini come tutti a giorni alterni e solo quando gli fa comodo, visto che non godono dei diritti specifici di cui avrebbero bisogno in questo paese?

Ci stanno dicendo che se un tizio massacra di botte un omosessuale perché lo sta discriminando per il suo orientamento sessuale, lo Stato non lo considera un reato aggravato dalla discriminazione perché altrimenti la discriminazione stessa sarebbe accentuata per legge. Ma cos'è, un quadro di Escher?


- Questione 2: leggete cosa ha potuto scrivere Vittorio Feltri sulla strage di Oslo, si commenta da solo. Vi giuro che sembra l'analisi di una sessione di gioco di ruolo andata male: "Dai signor Master, ma che persone ci hai piazzato lì? Tutti fifoni, erano in 500, potevano organizzarsi in stile Rambo, aggirare il pazzo mentre alcuni di loro facevano da esca e farlo a pezzi con le nude mani. Su, un po' di fantasia, possibile che in 30 minuti non hanno fatto altro che scappare, tremare di paura e pensare solo a sé stessi?".


- Questione 2.5:
E poteva mancare la solita carrellata di idiozie sui videogiochi ispiratori di violenza, stragi, delitti e qualsivoglia oscura malata devianza della mente umana? Ovviamente no. Beccatevi questo imbarazzante servizio del TG1. Sull'argomento ho già dato, perciò non mi ripeterò.


Chiusa parentesi.

Accosto la porta e torno a parlare di futilità fino a settembre (se riesco a resistere), che già c'è il caldo a rovinarmi le giornate.
Darsch
_ chiavi di lettura:legge, governo, omosessualità, discriminazione, diritto, società, omofobia, religione, videogiochi, violenza, disinformazione, odio

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_ Commento di Darsch _ profilo
_ scritto il 27.07.2011 alle ore 12:31
Qualcuno controbatte sostenendo che il reato è lo stesso e se fosse passata la legge esisterebbe una discriminazione al contrario, perché se picchi una persona gay prendi un numero superiore di anni rispetto alla persona eterosessuale.

Secondo me il problema è che la presunta diversità è la CAUSA che scatena la violenza in certi individui, non è una semplice caratteristica di fondo della vittima. Queste "diversità" fanno da calamita per talune menti disturbate. Gli squilibrati che vanno in giro a picchiare la gente non si sfogano sul primo che capita, ma vanno cercando qualcuno sulla base di una discriminante, di natura religiosa, nazionale, sessuale, o quello che ti pare. Cercano il "diverso". Non ho mai sentito di una persona pestata di botte perché "normale" dal punto di vista dell'aggressore. L'aggravante cerca di tutelare quelle circostanze che, agli occhi di alcuni, sono oggetto di odio.
Da eterosessuale non mi sentirei discriminato da leggi come questa. Come non mi sento discriminato da italiano per l'aggravante dell'odio a sfondo nazionale. In attesa di una presa di coscienza di natura culturale, secondo me, è necessario proteggere quella parte di popolazione che viene percepita come "diversa", ed è quindi oggetto di violenza.

La legge si occupa proprio di reati che sono ISPIRATI dalla discriminazione. La domanda giusta non è "E' più grave un reato ai danni di un omosessuale o di un eterosessuale?", ma piuttosto "E' più grave un reato la cui motivazione scatenante è l'omosessualità?". Secondo me assolutamente sì. Come è più grave - e come infatti riflette l'ordinamento attuale - nel caso in cui la motivazione sia l'appartenenza ad una religione/nazionalità/razza diversa dalla propria.

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