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_ scritto il 28.03.2026 alle ore 10:00 _ 395 letture
Iniziato "tanto per provarlo", Blue Prince si è rapidamente conquistato un posto di rilievo nella mia personale classifica dei titoli più belli cui abbia mai giocato. Il mix di avventura, esplorazione e originalissime meccaniche roguelike è stato per me irresistibile, portandomi a sviluppare, nelle centinaia di ore che gli ho dedicato, quella che mi piace definire come "sana ossessione videoludica". Mi capitava spesso di andare a dormire continuando a ragionare su un enigma che avevo incontrato e visto che l'ho interamente giocato registrando le puntate per Youtube, tra una sessione e l'altra passava una settimana intera. Questo ha ulteriormente alimentato la passione con cui mi approcciavo al gioco, rendendo l'intera run ancora più appassionante.
Questa canzone vuole essere un piccolo omaggio a questo autentico gioiello. Il testo l'ho curato personalmente, soprattutto per quanto riguarda le rime (che notoriamente sono il tallone d'Achille delle IA), con il prezioso aiuto di Moglie.
Blue Prince - Stanza 46
Una casa che cambia, non resta mai uguale Ogni giorno cancella, ma lascia il segnale
Un testamento mi guida, mi chiama a cercare Una stanza nascosta che non posso ignorare Herbert Sinclair mi parla tra righe e mistero “Trova la quarantasei… se sei un avventuriero”
Corridoi che si piegano, mappe mentali Ogni scelta ha un costo, tra passi totali Non porto via nulla, ma imparo ogni cosa La mente è l’unico oggetto che mai si riposa
Ogni run ricomincia, ma non sono lo stesso Ogni errore diventa un affare complesso Ogni stanza sussurra qualcosa di vero Ogni dettaglio è un codice, freddo e sincero
È la mente che resta, non l’inventario È la mappa interiore il mio vero diario Ogni passo calcolato mi porta più in là Verso quella risposta che il gioco non dà
Blue Prince, labirinto mentale Tra logica e caos l'immersione è totale Bugie rosse e memorie blu La stanza quarantasei mi chiama di più
Un biliardo nasconde equazioni corrette Costellazioni tracciano linee perfette Nell'osservatorio guardo e comprendo Che il cielo è un linguaggio che sto traducendo
Il boiler respira, la pressione è potere L’elettricità aspetta chi sa prevedere Una leva, una stanza, un circuito acceso E la luce rivela ciò che prima ho appreso
Lady Clara dorme in un’ala proibita L’ovest è chiuso, memoria ferita Marion scrive tra intrighi e controllo Il Principe Rosso ne ha subìto il crollo
Mount Holly osserva con occhi di pietra La Guardia Rossa non lascia una crepa “Synka” inciso tra segni e destino Ogni simbolo guida il mio cammino
Sedici novembre, novantatré inciso Una data che apre ciò che è condiviso Le casseforti aspettano chi saprà Leggere il codice che le aprirà
È la mente che resta, non resta l’inventario È la mappa interiore il mio vero diario Ogni errore è un passo che vale di più Per capire la villa e quello che fu
Blue Prince, ossessione reale Ogni scelta è strutturale Tra gemme, oro e passi calcolati La stanza quarantasei ha i minuti contati
Perdo ogni oggetto, ma non ciò che ho appreso Ogni ciclo che chiude è sapere disteso La villa mi studia mentre ritorno E forse è lei che decide il mio giorno
Non sono io solo a cercare una porta È lei che mi chiama, che spinge e riporta Ogni stanza è viva, ogni muro lo sa Che più vado avanti, più il mistero cadrà
È la mente che resta, non resta l’inventario È il ricordo che scrive il finale contrario Ogni enigma converge in un’unica verità Che la villa alla fine conosce già
Blue Prince, enigma totale Tra memoria e schema razionale E quando ogni pezzo combacerà La stanza quarantasei… mi troverà
Non sono io che arrivo alla fine È la fine che arriva a me
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