
_ scritto il 30.07.2026 alle ore 11:36 _
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Ci sono amicizie che non finiscono per un litigio, un tradimento o una decisione esplicita, ma si diradano, consumate da vite che inevitabilmente procedono a velocità diverse. È questo il tema di
The quiet grief of adult friendship, un articolo pubblicato sul
Times of India che descrive con grande efficacia una perdita tanto comune quanto poco riconosciuta: quella delle persone che un tempo conoscevano ogni dettaglio della nostra vita e che oggi incontriamo quasi soltanto attraverso qualche messaggio o aggiornamento su WhatsApp o sui social network.
Da giovani l'amicizia richiedeva poca pianificazione perché nasceva dalla vicinanza, dal tempo libero e dalla possibilità di trascorrere insieme intere giornate senza uno scopo preciso. Da adulti, invece, anche una telefonata può diventare un'attività da incastrare tra lavoro, famiglia e stanchezza. Il paradosso è che non siamo mai stati tanto connessi e, allo stesso tempo, così difficili da raggiungere: sappiamo dove vanno in vacanza i nostri amici e cosa mangiano, ma spesso non sappiamo più come stanno.
L'articolo contiene forse una certa idealizzazione delle amicizie giovanili, ma coglie bene un punto fondamentale: l'amicizia adulta non è meno profonda, è semplicemente meno "automatica". Per sopravvivere richiede la scelta consapevole di continuare a cercarsi, anche quando sarebbe molto più semplice rimandare.

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